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Il 1980: Una Terra di Mezzo

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Il 1980 in musica lo ricordo come un anno a cavallo tra il vecchio che stava scomparendo e le novità che stavano arrivando, una terra di mezzo in cui il rock classico perdeva centralità senza essere ancora diventato repertorio museale, la disco veniva archiviata in fretta e spesso con malafede, e il pop iniziava a riorganizzarsi attorno a nuove grammatiche produttive. Era un anno di passaggio, non ancora nostalgico e non ancora davvero moderno, in cui convivevano fine corsa e possibilità, stanchezza e intuizione, con la sensazione diffusa che qualcosa si stesse chiudendo senza che fosse ancora chiaro cosa avrebbe preso definitivamente il suo posto. McCartney II ne è un bell’esempio e lo trovo un capolavoro a suo modo. Quella terra di mezzo aveva però una sua compattezza, e alcuni dischi di quell’anno la fotografano con precisione insolita. Prendiamo quattro album, due produzioni anglosassoni e due italiane, che utilizzano materiali contemporanei come se fossero già residui, suonano spe...

Benvenuto City Pop Channel!

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Da oggi, Doctor Wu si arricchisce di un "fratellino": il nuovo blog interamente dedicato al City Pop. Su City Pop Channel ho infatti riunito tutti i post sull'argomento precedentemente pubblicati qui, riorganizzandoli in modo da offrire una lettura più organica e meno dispersiva. Se non erro, si tratta del primo spazio virtuale italiano, in formato blog, interamente dedicato a questo genere. Questo è il link per accedervi:  https://citypopchannel.blogspot.com/ Buona lettura!

Tokyo Groove: Viaggio Nel City Pop - Tetsuji Hayashi

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Tetsuji "Tycoon" Hayashi è una figura cruciale ma spesso sottovalutata del City Pop giapponese. Nonostante il suo scarso successo come solista, è stato un prolifico compositore negli anni '80, creando hit iconiche come “Mayonaka no Door/Stay With Me” di Miki Matsubara, brani per Kiyotaka Sugiyama e gli Omega Tribe, e collaborando con artisti come Anri e Mariya Takeuchi.  Back Mirror - (1977, Kitty Records)  Il suo album “Back Mirror” (1977), sebbene non un trionfo commerciale, segnò una svolta verso un sound che mescolava AOR, Soft Rock e influenze internazionali (Bozz Scaggs, Stevie Wonder), anticipando elementi tipici del City Pop. Nonostante le sue composizioni strumentali raffinate e il ruolo nel definire il genere, Hayashi rimane meno celebrato di nomi come Tatsuro Yamashita, probabilmente a causa della carriera solista meno luminosa. “Back Mirror”, con brani come “Rainy Saturday & Coffee Break”, resta un esempio di transizione artistica e un disco rilassante, si...

Tokyo Groove: Viaggio Nel City Pop - Yoshitaka Minami

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Nato a Ōta Ward nel 1950, Yoshitaka Minami è un artista di rara raffinatezza, un concentrato di eleganza che prende forma in musica. Come molti protagonisti del City Pop, anche lui comincia giovanissimo: forma una band ai tempi delle scuole medie e inizia a scrivere canzoni durante gli anni dell’università. Il debutto arriva nel 1973 con  The Heroine of the Skyscrapers , prodotto da Takashi Matsumoto — fresco di scioglimento degli Happy End — e da lì partecipa ai progetti di Caramel Mama e Moonriders, nomi chiave di quella scena. Ma qui vorrei soffermarmi su due album che, più di altri, condensano il suo stile inconfondibile:  South of The Border  e  Seventh Avenue South . South of The Border - (1978, CBS/Sony) South of The Border  cattura subito l’attenzione, a partire dalla splendida copertina. Dentro, un mix irresistibile di bossanova, exotica e City Pop: atmosfere estive, rilassate, elegantissime, rese ancora più raffinate dagli arrangiamenti di Ryūichi Saka...

Missin’ Twenty Grand - David Lasley (1982, EMI Records)

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  Se fosse conosciuto quanto è amato dagli artisti che hanno interpretato le sue canzoni, David Lasley non sarebbe oggi appannaggio di una ristretta cerchia di appassionati, ma occuperebbe un posto di rilievo nello star system musicale. Autore di raffinata eleganza e sensibilità unica, David Lasley è riconosciuto soprattutto per aver firmato brani indimenticabili come “You Bring Me Joy”, reso celebre dall’interpretazione memorabile di Anita Baker nel suo album capolavoro “Rapture”. Le sue prime esperienze musicali maturano nel gruppo Rosie, un progetto in bilico tra r’n’b e sonorità disco che gli permette di affinare il gusto per le melodie sinuose e per gli arrangiamenti ricchi di groove. Dopo aver affiancato stelle del soul e del pop come Bonnie Raitt e Earth, Wind & Fire come vocalist di supporto, Lasley debutta come solista con un album che racchiude la sua cifra stilistica: “Missin’ Twenty Grand”, disco di pop vibrante, ricercato nell’armonia e permeato di ritmi leggeri ma...

The Boogie Files: Love’s On Our Side - Jerry Knight (1982, A&M Records)

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Autore di tre album solisti, Jerry Knight nasce a Los Angeles nel 1952. Conosciuto come vocalist e bassista, è uno dei membri fondatori dei Raydio insieme a Ray Parker Jr., band in cui militerà per due anni, fino al 1978. A lui si deve la voce solista nel brano “Jack and Jill” – di cui, secondo dichiarazione dello stesso Parker, firmò anche la scrittura assieme alla moglie Jill Knight. Bassista dallo stile immediatamente riconoscibile, prima dei Raydio fu un apprezzato turnista, e lo possiamo ascoltare anche nel celebre “Lovely Day” di Bill Withers. Oggi però voglio focalizzarmi sul suo terzo e ultimo album solista, pubblicato nel 1982:  Love’s On Our Side . È il più soul dei tre, dove Knight abbandona le venature rock che avevano caratterizzato le prove precedenti.  Love’s On Our Side  non è un album completamente votato al boogie; la cifra dominante è un R’n’B morbido e carezzevole, dove la melodia è sempre in primo piano. Ne è esempio perfetto  Brand New Fool , pe...

Tokyo Groove: Viaggio Nel City Pop - Tomoko Aran

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Nata nel 1958 a Hirosaki, nel nord del Giappone, Tomoko Yamaguchi – che avrebbe poi scelto il nome d’arte Tomoko Aran – si innamorò della musica sin da bambina. Cresciuta ascoltando Cliff Richard ed Elton John, iniziò presto a tradurre in giapponese i testi di band come i T. Rex e i Beatles. Un gioco, all’inizio, ma che ben presto si trasformò in un primo passo verso la scrittura musicale. Fuyü Kükan - (1983, Warner Bros.) A soli 19 anni entra nella scuderia della Being Co., componendo canzoni per altri artisti. Ma il momento più luminoso della sua carriera arriva nel 1983 con l’album  Fuyu Kukan , rimasto a lungo nell’ombra fino a quando, decenni dopo, è tornato alla ribalta grazie a YouTube e al campionamento del brano Midnight Pretender  da parte di The Weeknd nel singolo Out of Time . Il sound di Tomoko Aran, pur mantenendo le atmosfere morbide e levigate tipiche del City Pop – in particolare nelle ballad mid-tempo vicine allo yacht rock – si distingue per un’anima più aud...

The Boogie Files: Logg - Logg (1981, Salsoul)

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La carrellata di artisti post-disco/boogie non poteva che iniziare da uno dei suoi maggiori interpreti, autore di un solo disco solista - e che disco. Stiamo parlando del grande Leroy Burgess e del suo progetto Logg , uno dei primi album-capolavoro del genere. Burgess era già una figura di rilievo nel soul: lo ricordiamo come voce dei Black Ivory, nonché come arrangiatore e produttore, spesso al fianco di Patrick Adams, con cui a fine anni Settanta diede vita a progetti già oltre la disco, come dimostrano gli album di Phreek e Dazzle. Quel che ha fatto Burgess è stato rivitalizzare la dance music, trasformando la disco americana di fine decennio - ormai compromessa con le più bieche operazioni commerciali - in qualcosa di nuovo. Ha raccolto la sfida delle nuove tecnologie emergenti e contribuito a creare un linguaggio inedito, che di lì a poco sarebbe sfociato nella house. E di uno dei padrini della house è dato ascolto proprio in Logg, in particolare nel brano “ I Know You Will ”, mix...

In Attesa del Beat: Soul e Boogie nei primi anni ‘80

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  Tra gli appassionati di musica soul sembra esistere una curiosa tricotomia: c’è chi ritiene degno di menzione solo il soul degli anni ’60 e ‘70, fermandosi un attimo prima dell’avvento della disco; chi invece lo abbraccia in toto, purché se ne stia alla larga da rap e hip-hop; e infine chi ne ama ogni sfumatura, senza esclusioni. In tutto questo, il soul prodotto negli anni ’80 continua a godere di pessima stampa: spesso liquidato come finto, artificiale, “di plastica”, come se non avesse diritto di cittadinanza nella storia del genere. E così, finisce per venire ignorata un’intera stagione ricca di capolavori. Tralasciando i nomi più noti, va ricordato che con il progresso tecnologico alla portata di tutti crebbero le produzioni indipendenti: dischi autoprodotti ma anche uscite major che contribuirono a ridefinire il mercato post-disco. Fu in quel contesto che nacque un nuovo linguaggio, il “boogie” — una sorta di disco rallentata, tra i 90 e i 110 bpm — che anticipò la house di...

Tokyo Groove: Viaggio Nel City Pop - Piper

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Se c’è un album che celebra l’estate in maniera smaccata, tanto da essere considerato un vero e proprio inno stagionale, è senza dubbio  Summer Breeze  dei Piper. Per lungo tempo introvabile, è stato fortunatamente ristampato nel 2019. Formati dal cantante e chitarrista Keisuke Yamamoto, i Piper hanno iniziato traendo ispirazione da band come Camel e Wishbone Ash, per poi evolversi verso un sound più solare che mescola soul, funk e jazz/fusion.  Summer Breeze - (1984, Yupiteru) Con  Summer Breeze , il gruppo ha saputo unire queste influenze a un’estetica tipicamente City Pop, con atmosfere da musica di sottofondo e richiami evidenti alle sonorità di Tatsuro Yamashita.  L’album riesce a catturare in pieno lo spirito di questo stile: melodie che scorrono leggere, arrangiamenti curati con gusto e quel tipo di groove che ti fa venire voglia di rallentare tutto e goderti il momento.  Brani come  Shine On  e  Hot Sand  evocano immagini vivide ...

Tokyo Groove: Viaggio Nel City Pop - So Nice.

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  I So Nice furono una band amatoriale nata durante il periodo universitario dei suoi componenti. La formazione, composta da cinque membri del Folk Music Club del Nihon University College of Arts, si dedicava principalmente all’esecuzione di cover di Tatsuro Yamashita e della sua band, gli Sugar Babe . Love - (1979, Self Released) Dopo la laurea, nel 1979, misero insieme il loro unico album,  Love , interamente composto da brani originali. Senza alcun sostegno discografico, autofinanziarono la stampa di appena 200 copie, un dettaglio che l’ha reso nel tempo un pezzo molto ricercato dai collezionisti.  Love riprende in modo chiaro il linguaggio sonoro dei Sugar Babe , al punto da sembrare un naturale seguito del loro unico album prima dello scioglimento. I Sugar Babe , tra i pionieri del City Pop e divenuti col tempo un gruppo di culto, trovano in Love dei So Nice una testimonianza diretta della loro eredità. Il disco si distingue per atmosfere morbide, in cui jazz e p...

Yacht Rock Losers: Memories of Glen Ivy - Richard Powell (1976, Private Press)

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    Ci sono dischi che sembrano racconti tramandati a voce, più che oggetti reali. Memories of Glen Ivy di Richard Powell è uno di quelli. Talmente laterale, talmente fuori rotta, da far pensare a un’invenzione. Invece esiste davvero, e a riportarlo a galla è stata Numero Group, che nel 2020 lo ha ripubblicato nella serie From the Stacks con una rimasterizzazione accurata e note che ricostruiscono tutta la vicenda. Powell aveva passato sei anni nella U.S. Navy. Tornato alla vita civile nei Settanta, finisce a lavorare come intrattenitore al Glen Ivy Trailer Park di Corona, nella contea di Riverside, California. Un microcosmo fatto di roulotte stanziali, shuffleboard, barbecue comunitari. Lì dentro c’era un piccolo bar, The Pub. Powell cantava, suonava, teneva compagnia. A un certo punto decide di incidere un LP, registrato nel 1976 con mezzi minimi e venduto soltanto nel negozio di souvenir del parco. Nessuna distribuzione, nessuna etichetta strutturata, nessuna strategia. Un ...

Desperado - Eagles (1973, Asylum Records)

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Quando si parla degli Eagles, si finisce quasi sempre per tornare a Hotel California  o The Long Run , come se tutto il resto fosse un lungo preambolo a quei due colossi di vendite. Eppure, a ben vedere, la loro storia potrebbe essere raccontata anche come quella di un grande malinteso. Un equivoco che ha messo in ombra non solo ciò che c’era prima, ma soprattutto un disco che, lasciatemelo dire, continua a essere una presenza ingombrante – e troppo spesso ignorata – nel panorama di chi oggi si cimenta col country rock e i suoi derivati. Sto parlando di  Desperado , secondo album degli Eagles e, per chi scrive, il loro vero capolavoro. Uno dei più belli di sempre, in quel crocevia tra rock, folk e country. Uscito nel 1973,  Desperado  è un concept album ispirato alle gesta della banda Doolin-Dalton, un gruppo di fuorilegge attivi nel sud-ovest degli Stati Uniti a fine Ottocento. Sulla copertina, gli Eagles sono proprio loro: pistoleri sconfitti, sguardi duri, polvere...