Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta ballad

MARC SADANE: ONE WAY LOVE AFFAIR

Immagine
Quella di Marc Sadane è una storia comune a quella di tanti altri artisti: parti con tutte le intenzioni di fare bene, hai una buon responso dalla critica, ma resti al palo. Di lui si trova poco in rete, quindi vi parlerò della sua splendida voce che accompagna questa splendida ballad: l'anno è il 1981, Sadane è appena uscito con il suo primo album (ne seguirà un altro "Exciting"nel 1982, poi chiuso) la produzione è di quelle giuste, Mtume/Lucas il duo che provò a far prendere il volo alla carriera solista di Marc. Niente di rivoluzionario, intendiamoci, soltanto un bel disco che ricalca qua e là lo stile urban del George Benson di quegli anni, quindi musica raffinatissima, gran gusto negli arrangiamenti, una voce, come detto, superba, un singolo che diresti adatto a scalare le classifiche. Che dite, poteva bastare tutto questo per fare di Sadane una stella? No, purtroppo, è già tanto che si trovano ancora i suoi dischi (i vinili ad esempio ve li tirano dietro, per...

NED DOHENY vs. MILLIE JACKSON: "A LOVE OF YOUR OWN"

Immagine
"A love of your own" è forse una delle ballad più belle che siano mai state scritte. Non è passata alla storia, forse, è abbastanza misconosciuta, ma sicuramente è una gemma che riscalda il cuore. Autore ne è Ned Doheny che la scrisse insieme al leader della Average White Band, Hamish Stuart e la incise per il suo album "Hard Candy" del 1976, così come Stuart la inserì nell'album della AWB "Soul Searching" sempre nel 1976.  "Hard Candy" per inciso è un album con una qualità musicale eccezionale, fresco e godibile ancora oggi, un mix di soul, funk e pop ai massimi livelli, questo per ribadire il concetto di cosa è il suono westcoast pop, genere tra i più bistrattati ma sintesi mirabile di queste categorie musicali. Quindi, già messa così la gara può sembrare bella che finita; ma ascoltate cosa riesce a fare di questo brano la signora Millie Jackson. Se ne appropria fino a farlo diventare cosa sua, lo stravolge di quel poco per renderlo anc...

ROBERT BYRNE E LA DIFFICILE ARTE DELLE BALLATE

Immagine
Questa mattina parliamo di un'artista che con soli due album ha inciso un'altro tassello per la definizione del sound pop-soul californiano. Robert Byrne da Detroit, nessuna parentela con David in tutti i sensi, è stato un musicista che ha inciso solo due album, il primo "Blame it on the night" del 1979 e "An eye for an eye" del 1981 in compagnia del pluristrumentista Brandon Barnes, ma è sul primo album che ci focalizzeremo. "Blame it on the night" rimane uno dei dischi più belli del meta-genere west coast pop, ci troviamo canzoni sofisticate dai suoni avvolgenti ed eleganti, uniche come le Polaroid che illustrano la copertina del disco, con momenti che ricordano il miglior Michael Mc Donald, tutte ugualmente belle al punto che è difficile indicarne una che svetti sulle altre. A chi è appassionato alla difficile arte delle ballate, sappiate che qui ne troverete alcune tra le più belle mai scritte, incastonate in una confezione sonora che fa da sup...

PLAY MISTY FOR ME: NEARSIGHTED

Immagine
Rupert Holmes, su cui torneremo presto con un altro post, ha composto questa ballad nel 1979 per il suo album "Partners in Crime". Questa come le altre canzoni del disco, ci parla con tenerezza della complessità del rapporto uomo-donna e usa la miopia per descrivere i piccoli dettagli di una storia d'amore. Due minuti e cinquanta di melodia sublime.

PLAY MISTY FOR ME: BALLAD NELLA NOTTE - SLOW FADE

Immagine
Prendendo in prestito il titolo di un bel film con protagonista Clint Eastwood, inizio questo minispeciale sulle ballad proposte dagli artisti della west coast, che avrà cadenza settimanale, tra Sabato e Domenica a mezzanotte in punto. Quale ora migliore per ascoltare queste gemme che soltanto con questo genere musicale trovano la loro sublimazione. Canzoni da ascoltarsi in solitudine, per ricordare, per pensare, con quel particolare tipo di mood che non trova parole nella nostra lingua ma che i brasiliani hanno saputo sintetizzare bene con "saudade". Partiamo ancora con il grande Bill LaBounty e la sua struggente "Slow Fade". Buon Ascolto.