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UNA CANZONE: VISIONS - STEVIE WONDER

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Visions è una piccola perla incastonata in un album di meraviglie quale fu "Innervisions", il disco più bello creato dalla penna di Stevie Wonder. Innervisions uscì nel 1973 ma potrebbe essere uscito ieri: la società occidentale ancora oggi si porta dietro come dei fardelli situazioni mai risolte, dal razzismo, alla povertà, alla diffusione dilagante di sostanze stupefacenti, eroina allora, cocaina adesso. Wonder descrive la società americana di allora come mai nessuno aveva fatto, e se qualcuno avesse conoscenza del cantante afroamericano soltanto per le canzoni più orecchiabili, penserà che si tratti di un'altra persona. Aveva 23 anni quando uscì il disco, e la sfrontatezza di prendere di petto il marcio che girava intorno per costruirci sopra degli inni come "Livin' for the City" e "Higher Ground". Visions, oggetto del post di oggi, arriva come secondo brano del disco, all'apparenza è come una piccola oasi di serenità all'interno di...

STEVIE WONDER LIVE, 1974

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Se vi avanza mezz'ora, se volete fare una pausa sul lavoro, occhio a farvi beccare però, gustatevi questo concerto di Stevie Wonder registrato alla tv tedesca nel 1974. Meglio di un antidepressivo e di qualsiasi energy drink. Nessuna controindicazione! Questa la playlist : 1. Jam 2. Contusion 3. Higher Ground 4. Don't You Worry 'Bout A Thing 5. I Can See The Sun In Late December 6. He's Misstra Know-It-All 7. Living For The City 8. Superstition Buona visione

CHE C'AZZECCA IL FESTIVAL DI SANREMO CON IL SOUL ?

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Ecco, siccome sono un bel masochista, stasera mi sa che mi metterò a vedere il festival di Sanremo, un po' per tradizione, per curiosità di sicuro, un po' per assumere quell'aria di superiorità da spendere con i colleghi di lavoro, per la serie "ma come, a voi piace quella merda?", un po' nella speranza, forse malriposta, di incocciare in qualche canzone che perlomeno non mi faccia rimpiangere il tempo perduto, e qui confido in Nina Zilli, forse. Comunque, visto che questo blog si occupa di musica black in generale, chissà se vi ricorderete della partecipazione al festival di due pesi massimi della soul music: Wilson Pickett e Stevie Wonder. Il prima cantò al festival del 1968 in coppia con Fausto Leali, "Deborah" la canzone, il buon Stevie, allora 19enne, cantò "Se tu ragazzo mio" in coppia con Gabriella Ferri. Sicuramente due canzoni prescindibili, anche se l'impegno dei ragazzi non venne meno e nel caso di Wilson Pickett, con la sua ...

UN UOMO A NUDO

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Posto a cavallo tra "Innervisions" e "Songs in the key of life", l'album "Fullfillingnes First Finale" è negli anni diventato un classico "minore" della discografia di Stevie Wonder. Riascoltandolo in questi giorni devo dire che mai impressione fu più sbagliata; non ci sono magari dei brani che colpiscono al primo ascolto come negli altri album sopracitati, ma tutto il corpus delle canzoni ne fa un disco unico, dal tono cupo e dall'impronta più intimista rispetto agli altri. Più asciutto e scarno negli arrangiamenti e nei suoni , qui infatti Wonder ha suonato quasi tutti gli strumenti alla stregua di un one-man band, quel che ne risulta è però un disco di una sincerità ed una messa a nudo dell'uomo Wonder quasi disarmante. Più una raccolta di canzoni che un album concept come era il precedente e come lo sarà il successivo, dove Wonder sembra aver posato l'ascia di guerra della denuncia sociale, escluso il brano "You haven...

STEVIE WONDER: A WARM LITTLE HOME ON A HILL, 1967

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Questa la dedico a tutti voi che passate da queste parti; se mai voleste ascoltare delle belle canzoni natalizie, questo è il disco da avere, ed in un colpo solo vi libererete di George Michael, Band Aid, Ave Marie Albanesche e tutto il corollario di melassa che circonda questa festività. Stevie Wonder pubblicò quest'album, "Someday at Christmas", nel 1967, ed è un punto di riferimento con quanti vogliono cimentarsi con questo genere nel genere. Questa poi è la canzone che mi riporta ai ricordi di bambino di questo giorno. E forse solo i bambini colgono la vera essenza di questa festa, aldilà di qualsiasi fede e religione. Quindi, amici, Buon Natale di cuore dal vostro Harmo, che crediate ancora a Babbo Natale oppure no. Pace, prosperità e amore tutto l'anno.

STEVIE WONDER: HIGHER GROUND, 1973

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Questa canzone arriva dall'epoca d'oro del cantante afroamericano, che parte dal disco del 1972, "Music of my mind", ed arriva al 1979 con "The Secret Life Of Plant". Di quello che è arrivato dopo, Signore in Rosso e improbabili compartecipazioni ad eventi benefici, poco mi interessa, anzi, farò finta che non siano mai avvenuti, tanta è la disparità con i dischi testé citati. "Higher Ground" è senza ombra di dubbio una delle tre canzoni leggendarie che componevano l'album "Innervisions" del 1973, considerato uno dei dischi più belli non soltanto della soul music ma di tutta la musica popolare. Basti pensare ad altri due brani, quali "Livin' In The City" e "Don't You Worry 'Bout The Thing" per dare conferma, canzoni che da sole basterebbero a costruire una carriera e ne avanzerebbe. "Innervisions" è anche il primo album dove viene impiegato in modo massiccio l'uso del synth ARP, usato per c...