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Visualizzazione dei post con l'etichetta soul ballad

UNA CANZONE: VISIONS - STEVIE WONDER

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Visions è una piccola perla incastonata in un album di meraviglie quale fu "Innervisions", il disco più bello creato dalla penna di Stevie Wonder. Innervisions uscì nel 1973 ma potrebbe essere uscito ieri: la società occidentale ancora oggi si porta dietro come dei fardelli situazioni mai risolte, dal razzismo, alla povertà, alla diffusione dilagante di sostanze stupefacenti, eroina allora, cocaina adesso. Wonder descrive la società americana di allora come mai nessuno aveva fatto, e se qualcuno avesse conoscenza del cantante afroamericano soltanto per le canzoni più orecchiabili, penserà che si tratti di un'altra persona. Aveva 23 anni quando uscì il disco, e la sfrontatezza di prendere di petto il marcio che girava intorno per costruirci sopra degli inni come "Livin' for the City" e "Higher Ground". Visions, oggetto del post di oggi, arriva come secondo brano del disco, all'apparenza è come una piccola oasi di serenità all'interno di...

DISCO ISAAC

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Tra la moltitudine di ristampe di vecchi dischi, mi ha incuriosito la recente ripubblicazione rimasterizzata di un vecchio lavoro di Isaac Hayes, targato 1979, ovvero "Don't let go". Il disco è un'incursione del "black moses" nel mondo della disco, ma non pensiate di trovare questi brani in un programma di Carlo Conti o in qualsivoglia party rievocativo degli anni '70, troppo raffinato il nostro, anche quando si cimenta in ritmi "truzzi". Di veri e propri brani disco comunque ce ne sono solo due, la title track, che è una cover irriconoscibile di un brano di Roy Hamilton e "Fever", altro pezzo strafamoso cantato un po' da tutti. E nonostante i ritmi danzerecci, la disco di Hayes non è roba da balere di terza categoria, come detto prima. Se poi questo non vi basta e vi sembra poca cosa, il disco contiene alcune delle soul ballad più belle di Hayes, un titolo su tutti "A Few More Kisses To Go", dove viene rimarcato una vo...

DIVA'S: PHYLLIS HYMAN

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Parte oggi una nuova rubrica dedicata alle divine della musica soul: per intendersi, ed in linea con il blog, qui non vengono contemplate presunte dive alla Mariah Carey, forse, se mi va, accennerò alle dive più conosciute e meritevoli di questo titolo, Aretha e Diana, tanto per fare due esempi. Mi preme invece ricordare quelle "dive" che lo furono per un piccolo attimo nel tempo, tanto fuggente quanto indelebile negli anni a venire per chi è appassionato di musica black. La storia di oggi non ha un lieto fine e comincia dall'ultimo atto, con il suicidio dell'artista, il 30 Giugno del 1995. L'inizio della parabola artistica di Phyllis Hyman però partì con ben altri presupposti e sin dal primo disco tutto lasciava presagire per un finale diverso. Bella, sofisticata, una vocalità intensa e profonda, Phyllis Hyman inizierà la carriera di cantante registrando il suo primo omonimo album nel 1977  per la Budda Records, disco caratterizzato già da canzoni che resteran...

SUONI DAL PASSATO PER IL FUTURO

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Ci sono artisti che travalicano i tempi e le mode, il 24enne Michael Kiwanuka musicista londinese di origine ugandese è uno di questi. Il suo primo album, "Home Again" potrebbe essere uscito nel 1972 o giù di lì invece di qualche giorno fa', prendi la sua voce ad esempio; era dai tempi di Bill Withers che non si ascoltava una vocalità talmente pura e cristallina da farti venire le lacrime agli occhi. Per non parlare della musica: una miscela di Soul e Folk che rimanda a John Martyn e Terry Callier, arpeggi nudi di chitarra con arrangiamenti di archi che hanno la decenza di non cadere nello sdolcinato, una musica che arriva da lontano ma che, vista la quantità industriale di merda musicale che dobbiamo sopportare nelle radio e nelle tv mainstream, giunge a noi come nuova e come una benedizione dal cielo. La stessa modalità di costruzione dell'album ricorda quella del passato: uscita di ep e singoli, non più sui 45 giri ma su you tube ed i-tunes, per poi essere riuniti ...

BREZZE ESTIVE E L'OMBRA DI HENDRIX

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Forse pochi sanno che Jimi Hendrix, prima di spiccare il volo, è stato per un breve periodo-durante una tournée alle Isole Bermuda alla fine del 1963 per l'esattezza - la chitarra solista degli Isley Brothers; se qualcuno avesse dei dubbi, oltre che andare a reperire le informazioni a tal proposito, può capire quanto abbia influenzato il gruppo ascoltando "Summer Breeze", superba cover del brano portato al successo dal duo Seals and Croft. L'uso e l'assolo finale della chitarra rimanda al chitarrista di Seattle, ma non solo, l'album da cui è tratto, 3+3 del 1973, contiene anche un'altra traccia, "That Lady", che ripercorre i sentieri tracciati da Hendrix. Va da se' che il chitarrista della band, Ernie Isley , grazie a quella breve presenza di Jimi nella band, ne abbia assimilato tutta l'estrosità e lo stile. Gli Isley Brothers infatti, una volta abbandonata la Motown, poterono esprimere tutto il loro potenziale che fino ad allora era com...

UN UOMO A NUDO

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Posto a cavallo tra "Innervisions" e "Songs in the key of life", l'album "Fullfillingnes First Finale" è negli anni diventato un classico "minore" della discografia di Stevie Wonder. Riascoltandolo in questi giorni devo dire che mai impressione fu più sbagliata; non ci sono magari dei brani che colpiscono al primo ascolto come negli altri album sopracitati, ma tutto il corpus delle canzoni ne fa un disco unico, dal tono cupo e dall'impronta più intimista rispetto agli altri. Più asciutto e scarno negli arrangiamenti e nei suoni , qui infatti Wonder ha suonato quasi tutti gli strumenti alla stregua di un one-man band, quel che ne risulta è però un disco di una sincerità ed una messa a nudo dell'uomo Wonder quasi disarmante. Più una raccolta di canzoni che un album concept come era il precedente e come lo sarà il successivo, dove Wonder sembra aver posato l'ascia di guerra della denuncia sociale, escluso il brano "You haven...

LA MUSICA A COLORI DI LAMONT DOZIER

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Lamont Dozier è stato uno dei compositori, insieme ai fratelli Edward e Brian Holland, che ha reso grande la musica soul, in particolare nel versante Motown. Credo che più o meno tutti conosciate le canzoni lasciate in eredità dal trio - ve ne cito una soltanto, "Reach out (i'll be there) e credo che basti - sono certo invece che siano pochi quelli che conoscono la produzione solista di Dozier. Abbandonati i fratelli Holland nel 1973, Dozier iniziò la carriera solista con il disco "Out here on my own", fino ad arrivare nel 1977 a pubblicare il suo capolavoro "Peddlin' music on the side". Disco veramente epocale, non fosse altro per un brano che conoscono anche i sassi, probabilmente nella cover di Richie Havens o sicuramente in quella degli Odyssey, ovvero la superba "Going back to my roots". Inutile dire che la versione di Dozier è di una spanna superiore, meno semplicistica delle altre, votate più che altro ad essere ballate in discoteca, qu...

EARTH, WIND AND FIRE vs. D'ANGELO: CAN'T HIDE LOVE, 1973

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Due pesi massimi della black music per una canzone presa come paradigma di tutte le soul ballad passate, presenti e future. Scritta nel 1973 da Skip Scarbourogh, autore anche di "Lovely Day" portata al successo da Bill Withers, sarà universalmente conosciuta nella versione degli EWeF, che la incisero nel 1975 per il loro album "Gratitude". L'arrangiamento della canzone, con quell'intro di fiati di quattro battute, la rende immediatamente riconoscibile e sarà una pietra di paragone per le cover a venire. A scalfire il primato della band di Maurice White ci penserà nel 1996 il soul singer D'Angelo, dandone una versione live da brividi, che per il sottoscritto fa' finire alla pari il match di oggi. Comunque una canzone che mette in subbuglio i sensi, mai un pezzo che parla di una schermaglia sentimentale era stata tradotto in musica con tanta eleganza, e gli sfidanti di oggi le rendono onore una volta di più. Da ricordare anche una discreta cover di Dio...