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Visualizzazione dei post con l'etichetta capolavori

“Smile”: il sogno interrotto di Brian Wilson

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Rilasciato ufficialmente nel 2011 dopo l’“anteprima” del 2004 firmata Brian Wilson & Wondermints,  Smile  apparve agli appassionati come il Santo Graal della musica pop finalmente ritrovato. L’album “perduto” dei Beach Boys, circondato per decenni da leggende e mitologie, era finalmente disponibile nella sua forma (quasi) definitiva. A lungo rimandato a causa dell’esaurimento nervoso di Brian Wilson e delle tensioni interne alla band,  Smile  è stato oggetto di infinite speculazioni. Ma una volta ascoltato nella sua interezza, lascia aperta una questione non banale: è davvero il capolavoro che molti aspettavano, oppure solo un affascinante abbozzo di ciò che avrebbe potuto essere?  Personalmente, propendo per la seconda ipotesi. Lo trovo un album incompiuto, anche se contiene almeno quattro autentici capolavori. Mi spiego.  Pet Sounds  è un’opera chiusa, finita, perfettamente compiuta: ogni brano ha un suo equilibrio interno, una sua funzione nel d...

UNTITLED UNMASTERED - KENDRICK LAMAR

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Criticate pure la mia pigrizia, ma da quando è uscito "To Pimp A Butterfly," il capolavoro di Kendrick Lamar, niente mi aveva spinto a scrivere a riguardo. Quindi, accettate questa mia recensione di "Untitled Unmastered" come un modo di rimediare? Pubblicato inaspettatamente il 3 marzo scorso, questo album del Re di Compton è essenzialmente una raccolta di brani avanzati (non scartati, fate attenzione) dal suo lavoro precedente. Ribadisce con forza la supremazia di Lamar (in comproprietà con D'Angelo, aggiungerei) nel mondo della musica afroamericana. Sì, afroamericana, perché limitare questo artista al rap o all'hip-hop sarebbe ingiusto. Ci sono otto tracce senza titolo, numerate dall'01 all'08, e una durata complessiva di trentaquattro minuti. Il suo stile richiama più Tupac che Kanye West, e nei testi non troverete le solite storie di sesso e violenza, ma riflessioni su colpa e redenzione, razzismo e sfruttamento dei neri da parte dei bianchi....

CAPOLAVORI: FUTURES(1977) - BURT BACHARACH

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Futures è il primo album di Burt Bacharach dopo la fine del rapporto artistico con il paroliere Hal David, (anche se qui sono presenti due brani della premiata ditta) ma è anche il primo disco in cui il compositore americano si lascia indietro i successi che lo avevano caratterizzato nel decennio precedente per giungere ad un nuovo linguaggio, più interiore e più maturo, se mi passate il termine. Poco conosciuto, Futures è davvero uno sguardo in avanti rispetto all'anno di uscita, si parla del 1977, non orecchiabilissimo ad un primo ascolto, ma se prestiamo l'attenzione che merita, possiamo già da subito riconoscerne quei tratti che saranno poi sviluppati nel decennio successivo nel capolavoro di Carole Bayer Sager "Sometimes Late At Night" per concludersi compiutamente negli anni novanta con "Painted From Memories", un ennesimo capolavoro dove Elvis Costello prende il posto della ex moglie di Bacharach. La musica di Bacharach, anche quella più ricono...

NETHER LANDS - DAN FOGELBERG

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Non ci salviamo dai dischi di Natale. Mai. L'altro giorno, ad esempio, ho avuto una trapanatura di coglioni mentre mi trovavo da Feltrinelli, impegnato nel cercare qualche libro da regalare e regalarmi. In sottofondo è passato tutto, e dico tutto, l'album di canzoni natalizie del sibarita Tony Hadley, già conosciuto come voce degli Spandau Ballet. Per rifarmi da siffatto strazio mi è giunto in soccorso un vecchio album di Dan Fogelberg, "Nether Lands", che voglio regalarvi con la recondita speranza di far cosa gradita. Non importa cantare le solite tre canzonette tre per entrare in clima natalizio, anzi, " Nether Lands" non ne parla affatto ma, come vedremo, risulta più sincero ed ha il giusto afflato che non l'ennesimo riascolto di "Last Christmas". Fogelberg se ne andò in una casa rifugio in cima alle montagne rocciose in Colorado per realizzare questo capolavoro, trovandosi circondato da un panorama innevato da mozzare il fiato e nel...

OFF THE WALL - MICHAEL JACKSON

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Se per la maggior parte degli appassionati di musica soul e non solo, "Thriller" è considerato il capolavoro di Michael Jackson, per me "Off The Wall" rappresenta il punto massimo raggiunto dall'artista afroamericano. Benché sia un disco stra-venduto, trovo "Thriller" meno spontaneo del precedente; forse il suo grande successo è in parte dovuto ai video, che erano davvero innovativi e accompagnarono le canzoni. "Off The Wall," invece, è un'opera diversa, prodotta da un Quincy Jones in stato di grazia ed è il primo album solista di Jackson siglato per la Epic Records, già affrancatosi dai fratelli e dalla Motown, destinato a diventare una stella di prima grandezza. Vi confesso che un brano bello, fresco e sfrontato come “Don't Stop Till You Get Enough,” messo all'apertura dell'album, ho tentato invano nei anni seguenti di ricercarne il mood fra i più svariati artisti: è una canzone irripetibile, costruita come un ponte che u...

UNA CANZONE: THE NIGHT - FRANKIE VALLI

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Bisogna esser grati ai Dj's della scena Northern Soul, che una canzone così se non era per loro non se la sarebbe filata nessuno; non se l'è filata nemmeno il buon Clint Eastwood che manco l'ha inserita per qualche secondo nel film che ricorda l'epopea dei "Jersey Boys", ovvero degli The Four Seasons. Uno dei motivi può essere che per gli americani la parola Northern Soul non significa niente o forse perché la canzone non ebbe successo negli States, e alla prima uscita, nel 1972 ebbe poco riscontro anche dall'altra parte dell'oceano salvo ritornare in un altra veste nel 1975, grazie alle nottate spese nel ballo e nel sudore di chi bazzicava il Wigan Casino o il Blackpool Mecca, anno in cui "The Night" riuscì ad arrivare al settimo posto delle charts inglesi. Dici "The Night", la notte, e magari ti viene in mente il bel brano dell'italo belga Adamo, e sai poco o niente di Frankie Valli, anzi Francis Castelluccio, guarda un...

RITORNI: BLACK MESSIAH - D'ANGELO AND THE VANGUARD

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Dei due paladini del così detto neo-soul, ovvero Maxwell e D'Angelo, del primo ogni tanto esce fuori qualcosa dalla sua pagina facebook, lo vediamo impegnato sulle spiagge dorate in quel di Dubai, tra cocktails e fiche, lontano comunque, fino a prova contraria, dalle sale di incisione da cui manca dal 2009, del secondo le poche notizie disponibili ce lo davano quasi per spacciato, perso tra sostanze più o meno lecite e crisi esistenziali. Capirete quindi quale sorpresa sia stata quando lo scorso 14 Dicembre il nostro ha annunciato al mondo l'uscita di un nuovo lavoro, "Black Messiah", dopo ben 14 anni di silenzio. Come dire: "fate e suonate tutto quello che volete, io intanto mi prendo una pausa e quando tornerò state pur certi che il mio suono manderà a puttane tutto quello che avete fatto in questo lasso di tempo".  D'angelo non avrà certo pensato una cosa del genere, ma ascoltando il disco ci si va molto vicino, perché "Black Messiah" è...

CLASSICI: STREETNOISE - JULIE DRISCOLL, BRIAN AUGER & THE TRINITY

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Se ad un appassionato medio di rock, in Italia, chiedete quale sia stato il miglior suonatore di organo di sempre, molto probabilmente vi sentirete rispondere in questo ordine di cose: Keith Emerson, Rick Wakeman, Jon Lord. Su Jon Lord siamo tutti d'accordo, sugli altri due decisamente no, o perlomeno se siete anche appassionati dell'arte circense o dei virtuosismi che in tempo passato appartenevano ai cantanti castrati, è probabile che non possiate fare a meno degli arzigogoli dei due figuri citati sopra. E' anche probabile che se provate a fare il nome di Brian Auger ben pochi vi risponderanno in maniera affermativa, magari adducendo il fatto che il nostro era si un bravo suonatore di Hammond, ma che con il rock aveva ben poco a che fare, e che il suo campo era il jazz. Se provate a rigirare la frittata agli appassionati della musica improvvisata costoro vi diranno il contrario, affermando che tutto era fuori che un jazzista. Ecco, se queste cose le avreste chieste n...

UNA CANZONE: THE SUN AIN'T GONNA SHINE ANYMORE - THE WALKER BROTHERS

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Loneliness is a cloak you wear A deep shade of blue is always there The sun ain't gonna shine anymore The moon ain't gonna rise in the sky The tears are always clouding your eyes When you're without love, Baby L'altra sera stavo guardando un film in tv e ad un certo punto, verso la fine della storia, il personaggio principale della pellicola estrae da un mobiletto un disco, prende il vinile e lo mette sul piatto; a poco a poco si diffondono nell'aria le note di "The Sun Ain't Gonna Shine Anymore" dei Walker Brothers. Fin qui direte una scena come tanto altre, tranne per un particolare: il personaggio è nella stanza della sua compagna, da solo, e nel giro di poche ore la terra verrà spazzata via da un meteorite. La scelta del regista di inserire un brano così epico, un capolavoro assoluto della musica pop,  è rinforzato dalla citazione nel film di un altro disco pop che ha fatto epoca e che come questo potrebbe essere l'ultimo ...

UNA CANZONE: VISIONS - STEVIE WONDER

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Visions è una piccola perla incastonata in un album di meraviglie quale fu "Innervisions", il disco più bello creato dalla penna di Stevie Wonder. Innervisions uscì nel 1973 ma potrebbe essere uscito ieri: la società occidentale ancora oggi si porta dietro come dei fardelli situazioni mai risolte, dal razzismo, alla povertà, alla diffusione dilagante di sostanze stupefacenti, eroina allora, cocaina adesso. Wonder descrive la società americana di allora come mai nessuno aveva fatto, e se qualcuno avesse conoscenza del cantante afroamericano soltanto per le canzoni più orecchiabili, penserà che si tratti di un'altra persona. Aveva 23 anni quando uscì il disco, e la sfrontatezza di prendere di petto il marcio che girava intorno per costruirci sopra degli inni come "Livin' for the City" e "Higher Ground". Visions, oggetto del post di oggi, arriva come secondo brano del disco, all'apparenza è come una piccola oasi di serenità all'interno di...

LA NAVE DEI DANNATI

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Ultimamente mi è capitato di riascoltare un disco di cui ricorre il quarantennale proprio questo anno. Il bel pezzo di vinile è "Ship Ahoy", licenziato dagli O'Jays per la Philadelphia International,   recentemente ristampato con l'aggiunta di tre brani: una bella versione live di "Put Your Hands Together" e le single version di "For The Love Of Money" e "Now That We Found Love", quest'ultima portato al successo dalla band giamaicana "Third World" nel 1978. "Ship Ahoy" va ad inscriversi nel filone del soul di protesta, che già con "What's Going On" di Marvin Gaye, "There's A Riot Goin' On" di Sly Stone e successivamente "There's No Place Like America Today" di Curtis Mayfield, diedero una bella scossa al movimento della musica soul, facendola uscire dall'innocenza del suono Motown.  In questo caso già la copertina del disco ci fornisce un'indizio su que...

NED DOHENY vs. MILLIE JACKSON: "A LOVE OF YOUR OWN"

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"A love of your own" è forse una delle ballad più belle che siano mai state scritte. Non è passata alla storia, forse, è abbastanza misconosciuta, ma sicuramente è una gemma che riscalda il cuore. Autore ne è Ned Doheny che la scrisse insieme al leader della Average White Band, Hamish Stuart e la incise per il suo album "Hard Candy" del 1976, così come Stuart la inserì nell'album della AWB "Soul Searching" sempre nel 1976.  "Hard Candy" per inciso è un album con una qualità musicale eccezionale, fresco e godibile ancora oggi, un mix di soul, funk e pop ai massimi livelli, questo per ribadire il concetto di cosa è il suono westcoast pop, genere tra i più bistrattati ma sintesi mirabile di queste categorie musicali. Quindi, già messa così la gara può sembrare bella che finita; ma ascoltate cosa riesce a fare di questo brano la signora Millie Jackson. Se ne appropria fino a farlo diventare cosa sua, lo stravolge di quel poco per renderlo anc...

LA MUSICA A COLORI DI LAMONT DOZIER

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Lamont Dozier è stato uno dei compositori, insieme ai fratelli Edward e Brian Holland, che ha reso grande la musica soul, in particolare nel versante Motown. Credo che più o meno tutti conosciate le canzoni lasciate in eredità dal trio - ve ne cito una soltanto, "Reach out (i'll be there) e credo che basti - sono certo invece che siano pochi quelli che conoscono la produzione solista di Dozier. Abbandonati i fratelli Holland nel 1973, Dozier iniziò la carriera solista con il disco "Out here on my own", fino ad arrivare nel 1977 a pubblicare il suo capolavoro "Peddlin' music on the side". Disco veramente epocale, non fosse altro per un brano che conoscono anche i sassi, probabilmente nella cover di Richie Havens o sicuramente in quella degli Odyssey, ovvero la superba "Going back to my roots". Inutile dire che la versione di Dozier è di una spanna superiore, meno semplicistica delle altre, votate più che altro ad essere ballate in discoteca, qu...