Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta gospel

The Boogie Files: Logg - Logg (1981, Salsoul)

Immagine
La carrellata di artisti post-disco/boogie non poteva che iniziare da uno dei suoi maggiori interpreti, autore di un solo disco solista - e che disco. Stiamo parlando del grande Leroy Burgess e del suo progetto Logg , uno dei primi album-capolavoro del genere. Burgess era già una figura di rilievo nel soul: lo ricordiamo come voce dei Black Ivory, nonché come arrangiatore e produttore, spesso al fianco di Patrick Adams, con cui a fine anni Settanta diede vita a progetti già oltre la disco, come dimostrano gli album di Phreek e Dazzle. Quel che ha fatto Burgess è stato rivitalizzare la dance music, trasformando la disco americana di fine decennio - ormai compromessa con le più bieche operazioni commerciali - in qualcosa di nuovo. Ha raccolto la sfida delle nuove tecnologie emergenti e contribuito a creare un linguaggio inedito, che di lì a poco sarebbe sfociato nella house. E di uno dei padrini della house è dato ascolto proprio in Logg, in particolare nel brano “ I Know You Will ”, mix...

Black and White Raven - Archie James Cavanaugh (1980, Black and White Raven Inc./2022 Numero Group)

Immagine
  Immaginate di navigare nelle acque gelide dell’Alaska, con in sottofondo accordi vellutati e arrangiamenti raffinati tipici della costa ovest californiana. Può sembrare un paradosso, eppure c’è chi ha reso possibile tutto ciò, scrivendo canzoni che sembrano provenire da un’assolata spiaggia californiana. Archie James Cavanaugh, nato a Wrangell in Alaska nel 1951 e cresciuto a Kake, in una comunità Tinglit sull’isola di Kupreanoff, situata a sud-est dell’Alaska, ha saputo coniugare la morbidezza dello Yacht Rock con l’isolamento del grande nord. Cavanaugh si è appassionato alla musica ascoltando ciò che girava nei locali e per le strade del suo paese – sia che si trattasse di una band dell’Esercito della Salvezza, di una jazz band o di un gruppo rock’n’roll. Dal semplice ascolto è scaturita la naturale conclusione di fare musica: ha iniziato a battere su lattine per improvvisare una batteria, fino a coinvolgere amici di scuola per formare una band, culminando nel decisivo incontro...

Can’t Lose My (Soul) - Annie & The Caldwells (2025, Luaka Bop)

Immagine
Annie & The Caldwells hanno un approccio alla musica simile a quello dei giocatori di rugby di un tempo, prima dell’avvento del professionismo. In primis, qui abbiamo una famiglia di West Point, Mississippi, che, dalla voce agli strumenti, funziona come una squadra: la mamma, Annie Caldwell, è la cantante, il marito, Willie Joe, suona la chitarra elettrica, le figlie Deborah e Anjessica insieme alla figlioccia Toni Rivers sono le coriste, il figlio maggiore, Willie Jr, suona il basso, mentre il minore, Abel Aquirius, è alla batteria. Come i vecchi rugbisti che giocavano solo il sabato, Annie & The Caldwells si esibiscono esclusivamente nei weekend; hanno calcato anche i palchi di alcuni festival musicali della vecchia Europa e, nei restanti giorni della settimana, si dedicano a svariate attività – chi guida carrelli elevatori, chi insegna, chi fa l’infermiera, chi si occupa di messe in piega. Insomma, con quarant’anni di carriera alle spalle, la band è riuscita solo ora a pubbl...

The Sound Of Muscle Shoals - Mike Farris (2025, Fame Enterprises Inc)

Immagine
Tra tutti i musicisti che si cimentano con il retro-soul, Mike Farris si distingue per la sua autenticità: non sembra interessato a replicare una formula di successo, ma vive la musica con un’intensità che trasmette emozioni genuine, superando il mero omaggio stilistico. Dopo aver debuttato come frontman degli Screamin’ Cheetah Wheelies, band hard-rock, Farris ha intrapreso la carriera solista concentrandosi sulla musica black, arrivando a vincere un Grammy per il miglior album gospel nel 2014 con Shine For All The People e passando al blue-eyed soul con l’album del 2018, Silver & Stone . Adesso si presenta con The Sound Of Muscle Shoals , un album di musica soul sporca, fangosa e unta, che rappresenta il fulcro della sua nuova avventura musicale. Il titolo è un chiaro riferimento ai celebri FAME studios dell’Alabama, dove Farris ha registrato il disco, accompagnato dalla base ritmica degli Shoals e da altri ottimi musicisti, sotto la produzione di Rodney Hall, figlio del defunto ...

Satisfied Soul - Brother Ali (2025, Mello Music Group)

Immagine
Ho appena ascoltato il miglior album soul pubblicato in questo scorcio di 2025. Solo che non è soul come lo si potrebbe immaginare, con tutti i cazzi e i mazzi del genere, bensì un album di hip-hop, potente già dalla copertina, per la precisione di underground hip-hop. Considerando la direzione che hanno preso i generi – uno tutto sbilanciato sulla retromania e l’altro sempre più spoglio nelle basi – direi che si tratta di un mezzo miracolo. Satisfied Soul è il nuovo album del rapper statunitense residente a Istanbul, Jason Newman, in arte Brother Ali, nato nel 1978 a Madison, Wisconsin, da famiglia bianca.  Bullizzato da bambino per essere albino e ipovedente, Ali troverà rifugio nella comunità nera, che lo accoglierà come uno di loro. Si converte all’Islam all’età di 16 anni, assumendo il nome di Ali Newman, e inizierà la sua strada nell’hip-hop nel 1999, periodo in cui incontrerà il suo alter-ego in veste di produttore: Anthony Davis, in arte Ant, del gruppo hip-hop statunitens...

COMING HOME - LEON BRIDGES

Immagine
Andate in chiesa ? Pensate mai al mistero della fede e della resurrezione ? Credete in Dio oppure no ? Se pensate che adesso attaccherò un pippone sulla religione non preoccupatevi, qui si parla di un altro tipo di fede Per esempio, se qualche anno fa foste capitati a Fort Worth per caso e aveste deciso di entrare nella chiesa battista della città, potreste aver avuto la fortuna di imbattervi in Leon Bridges proprio mentre cantava le lodi al Signore. In quel momento, anche i più incrollabili tra voi, atei e scettici, avrebbero sentito vacillare la loro incredulità. Sarebbero sorti dubbi, ma forse avreste pensato alla resurrezione, non quella di Cristo, ma di Sam Cooke e del giovane Marvin Gaye. Un vero miracolo, direi! Niente a che vedere con quei monsignori da noi che citano Emma e Marco Mengoni nelle loro prediche. No, qui stiamo parlando di voci e cuori che ci sono stati tramandati attraverso le generazioni. Per fortuna, Leon Bridges ha portato il suo talento in forma di di...