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Visualizzazione dei post con l'etichetta rarità

GODI POPolo: MARIO ACQUAVIVA

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Le reazioni che ho avuto ascoltando "Notturno Italiano" e "Sogni e Ridi" di Mario Acquaviva sono state di sorpresa, meraviglia e rabbia. Intendiamoci, sono per natura un bastian contrario, come ogni toscano che si rispetti, mi piace andare a scovare roba che più snob non si potrebbe, mi piace il pop inteso come arte della canzone orecchiabile ma rifuggo da qualsivoglia ruffianeria che un ritornello può essere in grado di procacciare nell'ascoltatore distratto. Quindi, come vedremo, in "Notturno Italiano" e "Sogni e Ridi" di carne al fuoco ce n'è molta. La sorpresa: vi confesso che di Mario Acquaviva fino all'altro giorno non sapevo niente e tanto meno mi immaginavo che in Italia, una trentina di anni fa, ci fosse stato un artista che prendendo spunto dal pop impelagato con il jazz (Steely Dan ? Steely Dan!) sia riuscito a creare due capolavori della canzone tricolore e soprattutto che sia riuscito a farseli pubblicare. Che poi...

FUNKY STUFF: OWED TO MYSELF - CHARLES HILTON BROWN

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Hanno un bel coraggio a dire che la musica è liquida: che cazzo vuol dire ? Da un dizionario: dicasi liquido la condizione di un corpo che, per scarsa aggregazione molecolare, possiede volume proprio ma assume la forma del recipiente in cui si trova. Per adesso non ho visto le canzoni dentro il mio IPod assumerne la forma o diventare come il whisky o il vino, e per fortuna, se non fosse per le vecchie copertine in cartone dei dischi, manco avrei un indizio su quello che mi capiterebbe di ascoltare. Che poi alcune copertine sembrano fatte apposta per farsi trovare: prendi ad esempio quella protagonista del post di oggi, sembra cucita addosso alla mia pellaccia di adoratore del funk.  Non solo; "Owed to Myself" di Charles Hilton Brown è uno di quei dischi per cui gli Indiana Jones del vinile se lo inventerebbero. Ma prima è doverosa una premessa: l'artista del post di oggi non arriva dal niente ma durante l'epoca d'oro del beat italiano era un componente ...

NEVE VIOLA SU MINNEAPOLIS: IL FUNK PRIMA DI PRINCE

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Credo che sappiate cosa penso dei cofanetti che vengono pubblicati con regolarità  con l'approssimarsi delle festività natalizie; il più delle volte trattasi di vere truffe, con l'ennesima riproposizione di brani straconosciuti di artisti strafamosi, magari con l'aggiunta di un paio di inediti dell'artista di turno impegnato a fare gargarismi mattutini. Non sono contrario invece alla pubblicazione di cofanetti che abbiano un senso, specialmente quando si va a scavare in aspetti poco conosciuti del panorama musicale. E' il caso ad esempio di una raccolta uscita da poco per la Numerogroup Records contenente due cd (oppure 4 vinili se preferite) ed un libretto che ci racconta della misconosciuta scena funk e soul di Minneapolis pre-successo di Prince. "Purple Snow: Forecasting The Minneapolis Sound"  il titolo della raccolta, dove in trentadue brani ci viene raccontata in musica, a partire dai primi anni settanta fino al 1984 circa, come la scena indie-so...

TEMPO DI GELATO

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Mi perdonerete, spero, il titolo di questo post, che vuole creare una similitudine tra una nota marca di gelati  con il nome del gruppo che andrò a presentare. Semmai possiamo dire che l'unica cosa in comune può essere la rarità dell'oggetto in questione, un vinile per la band dei "Magnum" - ecco la somiglianza - e certi improbabili ice cream con lo stecco in edizione limitata: molto meglio il vinile, in questo caso, che non i lecca lecca ad alto tasso glicemico. I "Magnum" quindi. Niente a che vedere con l'omonima band di prog inglese, qui siamo in California e il disco in questione "Fully Loaded" è l'unica fatica prodotta dal gruppo, composto da 8 persone 8,  e come spesso accade, l'edizione in vinile originale viaggia a prezzi esorbitanti; meno male che è stato ristampato in cd in tempi recenti. Tolto dall'oblio dai soliti minatori e dj's dall'orecchio fino, "Fully Loaded", album uscito nel 1974, è un coacer...