Dark Yacht - David Fostex (2023, Legere Recordings)
Già il nome David Fostex dovrebbe far drizzare le antenne agli appassionati di yacht rock: si tratta infatti della storpiatura di David Foster, ideata dal geniale Shawn Lee, metà degli Young Gun Silver Fox e mente dietro questo progetto ironico e nostalgico. “Dark Yacht” è, prima di tutto, un godibilissimo album di yacht-soul, che sembra provenire da un universo parallelo degli anni ’80, un mondo in cui Sade non esiste e la sua “Your Love Is King” si trasforma in “Glasses for the Masses”. Qui, però, il controcampo vocale è affidato a un Michael McDonald che pare arrivare dagli abissi lovecraftiani: ascoltare per credere. Quella voce oscura e quasi spettrale attraversa tutto il disco, dando vita a canzoni dai testi caustici e satirici, già evidenti nei titoli: “Butt Dial”, “Head Up Her Ass”, “Should Have Washed My Hands” e “What’s the Smell, Barry Manilow?”. Anche la scelta della cover, “Taste the Bisquit”, mantiene il tono giocoso e canzonatorio che permea l’intero lavoro. Dal punto di...