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E PENSO A TE - LUCIO BATTISTI

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Mi sono sempre avvicinato alle cover delle canzoni di Lucio Battisti con una certa diffidenza, se non addirittura con una repulsione vera e propria. Le sue canzoni originali erano già perfette di per sé e non avevano bisogno di ulteriori interpretazioni. Preciso che sto parlando dei brani cantati originariamente da Battisti, non delle canzoni scritte inizialmente per altri artisti. Battisti è stato oggetto di reinterpretazioni da parte di tutti: versioni jazz, in alcuni casi notevoli, da cantanti pop intramontabili a quelli noti solo per un'ora, fino ad arrivare addirittura a Carlo Conti, dove il presentatore fiorentino si cimenta in un improbabile medley tratto da un album che, già dal titolo, dice tutto: "Carnevalestro." "E Penso A Te" ha fatto la sua prima apparizione su vinile come lato B di "Maria, Maria," anch'essa opera di Battisti-Mogol, un 45 giri che doveva rilanciare la carriera di Bruno Lauzi. Tuttavia, sarà la versione del genio di ...

IO, TU, NOI TUTTI PER UNO

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Scorrendo nella discografia di Lucio Battisti, specialmente quella che si riferisce al periodo americano post Anima Latina, si possono ritrovare delle canzoni semi-sconosciute o quasi, o perlomeno brani che hanno avuto minor riscontro tra gli appassionati e gli addetti ai lavori. Il tiro del brano di oggi è quello adatto al blog, un funk morbido alla Brothers Johnson, uno dei pallini musicali del Lucio di quel periodo, è tratto da "Io, tu, noi tutti", album del 1977 registrato negli studi della RCA ad Hollywood nella speranza di scalare le classifiche in terra americana, cosa che poi non avvenne, arrangiato insieme a Mike Melvoine tastierista già membro dei Fifth Dimension e che vide la decisiva collaborazione di musicisti di grande livello come il batterista Hal Blaine - Elvis e Simon and Garfunkel tra le sue collaborazioni - i chitarristi Dennis Budimir e Jim Hughart, collaboratori rispettivamente di Frank Zappa e Tom Waits, Ray Parker Jr credo non abbia bisogno di presenta...

BATTISTI, MELE, SFERE E GROOVE

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Mettiamola così: poca voglia di ascoltare novità, in questa prima ondata di calura estiva, mi diverte di più andare a ritrovare delle perle dimenticate di musica e di musicisti italiani che abbiano attinenza con la musica proposta nel blog. Oggi tocca a Lucio Battisti, il musicista che amo di più insieme a Sir Paul Mc Cartney e sicuramente uno che nel groove e nelle sonorità black ci ha sguazzato dentro più o meno inconsapevolmente. Il brano di oggi ad esempio ha un giro di basso che ti si imprime nel cervelletto, tanto che molti artisti sarebbero disposti a scendere a patti con il diavolo pur di rifarlo così groovy e magari costruirci su una carriera. Un giro di basso che sta nell'olimpo insieme a "Good Times" degli Chic e a quello degli Indeep copiato poi dai Queen in quella che fu la loro incursione nei ritmi funk. La canzone arriva dall'album "Una giornata uggiosa" e fra tutte è quella che riascolto più volentieri, non so voi, ma a me fa l'effetto di...