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Visualizzazione dei post con l'etichetta jazz pop

UNA CANZONE: PRETZEL LOGIC - STEELY DAN

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"Pretzel Logic", title track dell'omonimo album, è una delle canzoni che ha contribuito a creare il mito degli Steely Dan. Blues come portante del pezzo, note jazz incastonate nel cerchio dorato del pop, testi oscuri e apparentemente senza un senso compiuto, caratteristica questa che sarà una costante nelle canzoni a venire del duo statunitense. Il testo della canzone ad una prima lettura sembra che narri di un turista in viaggio verso il sud degli Stati Uniti per andare a vedere un "Minstrel Show" e diventare una stella degli stessi (gli spettacoli dove un bianco si tingeva la faccia di nero per intrattenere i suoi pari) ma addentrandoci nelle liriche si legge che il turista vuole "incontrare un Napoleone solitario" e che si trova in imbarazzo per le scarpe che indossa. Lo stesso Fagen, tanto per ingarbugliare di più le cose ci dice che la canzone parla di viaggi, si, ma di viaggi nel tempo, (i "Minstrel Show" di cui si parla erano mort...

RIO FUNK

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Negli anni 80 un mio amico appassionato di sonorità dark, soleva infamare chi non condivideva i suoi gusti tirando in ballo il nome e la musica di Lee Ritenour. "Non ti piacciono i Sister of Mercy? Allora ascoltati Lee Ritenour", "Come cazzo suoni la chitarra, mica siamo in un disco di Lee Ritenour", "Ma cazzo avrà da sorridere mentre suona". Ecco, questo più o meno era il tenore dei discorsi; io da buon bastian contrario andai si a cercare i dischi di Lee Ritenour e non ringrazierò mai abbastanza chi all'epoca invitava i miscredenti a cambiar genere. Il primo album è stato "Rio", del 1979, da cui è tratto il video postato, un disco di funk leggero e dai sapori brasiliani, sonorità in cui il nostro ritornerà sopra periodicamente nel corso degli anni - vi segnalo il bell'album "Harlequin" del 1985 realizzato in collaborazione con il cantante brasiliano Ivan Lins e al tastierista Dave Grusin - registrato in tre città diverse,...

L'ALCHIMISTA

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Un alchimista. Questa potrebbe essere una definizione che ben si adatta alla musica dell'artista italocanadese Gino Vannelli, in particolare per gli album usciti dal 1973 al 1981 prima della svolta "pop" di "Black Cars" del 1983. Oddio, il pop era da sempre presente nell'arte di Vannelli, ma era ben integrato insieme al jazz, al rock ed al funk, ingredienti ben assemblati come un alchimista delle note quale era il buon Gino. Oggi focalizziamoci su "Nightwalker", album del 1981 e canto del cigno del Vannelli come fu conosciuto ed apprezzato dagli appassionati. Chi allora veniva a conoscenza della sua musica era o per caso, incuriosito magari dal nome "familiare" dell'artista, o con il passaparola degli amici più avveduti, non certo per i consigli dei soliti noti scribacchini, impegnati a rincorrere l'ultima moda in campo "new, post, no" e roba simile - aperta parentesi, tanto impegnati a rincorrere l'ultimo hype da no...

"PRIMMAVERA"

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Tullio De Piscopo è stato uno dei pochi musicisti italiani ad aver avuto un buon riscontro di vendite nelle classifiche inglesi, magari qualcuno potrà obiettare che è accaduto perché il buon Tullio cantava in napoletano che non nella lingua madre. "Stop Bajon", che gli inglesi ribattezzarono "Primmavera" dal ritornello del brano, è stata ricordata anche recentemente sulla pagina facebook del bassista dei Brand New Heavies, Simon Barhtolomew, questo a dimostrazione che dopo tanti anni la canzone ha lasciato una buona impressione. De Piscopo è stato "il ritmo" del Neapolitan Power, insieme al percussionista Tony Esposito, ha lavorato in due dei migliori album di Pino Daniele, "Vai Mo'" e "Bella 'Mbriana", oltre ad aver suonato nel gruppo di Franco Cerri nei primi anni '70 e collaborato con dei mostri sacri come Gerry Mulligan, Billy Cobham, Eumir Deodato e Astor Piazzolla. Ha fatto parte della band che accompagnava nei tour P...