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Visualizzazione dei post con l'etichetta psichedelic soul

LOST AND FOUND: CHAPTER ONE - BLO

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Quando pensi alla musica africana la prima cosa che ti viene in mente sono quegli artisti che usano fondere i suoni tradizionali con gli strumenti elettrici occidentali, e anche non puoi fare a meno di ricordare il grande Fela Kuti o gli Osibisa. Un altra cosa certa è che quando pensi alle band africane te le immagini e te le ricordi con almeno minimo dieci elementi al loro interno, tra strumenti tradizionali, fiati e quant'altro. I Blo invece erano tre ragazzi nigeriani, il nome della band è l'acronimo dei loro nomi di battesimo, Berkley, Lalou, Odumosu, chitarra, batteria, basso e chiusa lì. Come altri ragazzi di altri paesi i nostri tre eroi hanno iniziato ai tempi della scuola a trastullarsi con gli strumenti; a quell'epoca avevano un altro nome, The Clusters, e suonavano altre cose, quelle che tutti conosciamo: qualcosa dei Beatles, un po' di r'n'b, Elvis, rumba e cha cha cha, ovvero tutto quanto facesse muover le chiappe nelle feste studentesche. Qui...

UN MONDO DA SCOPRIRE: DA LATA

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Dieci anni sono una vita discograficamente parlando, ma Patrick Forge e Chris Franck, due musicisti che hanno contribuito alla nascita della World Fusion con la loro band "Da Lata" non hanno perso niente del loro istinto nel creare groove che ti si stampano in testa. "Fabiola" questo il titolo del nuovo album, uscito lo scorso 21 di ottobre per l'etichetta "Agogo Records" è un bell'esempio di come dovrebbe essere intesa la musica che fonde sonorità tradizionali dei paesi a cui si ispira con l'elettronica e i generi codificati del music business. A fronte di una spiccata propensione verso le sonorità africane, il disco contiene in se i germi del funk e del rock, un po' di Brasile, spoken word, psichedelia, soul e dub; forse a qualcuno potrà sembrare un minestrone e nulla più ma se prestate attenzione alle canzoni queste hanno il respiro e i colori del mondo a cui si ispirano. Mai pesanti e tediose questi brani riescono a compiere opera c...

LA NEBBIA E GLI SPARI: CALIBRO 35, "TRADITORI DI TUTTI"

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Un fatto è certo: con l'uscita lo scorso 22 Ottobre del loro nuovo album per l'etichetta italiana "Recordkicks" , "Traditori di Tutti", posso tranquillamente affermare che i Calibro 35 sono la miglior band italiana attualmente in circolazione. Dodici tracce da bersi come un buon bicchiere di J&B, ispirate dal romanzo omonimo che riscrisse i canoni del noir italiano sulle gesta di una banda di malfattori operanti nella Milano degli anni 60, raccontate da Giorgio Scerbanenco e qui narrate sul foglio di un pentagramma dal combo milanese. Possiamo parlare senza paura di passare per visionari di una vera e propria colonna sonora di accompagnamento al libro, tante sono le sfumature sonore, così come il romanzo faceva sentire la nebbia e l'odore della polvere da sparo direttamente dalle proprie pagine; non solo funk per i Calibro 35, ma anche il prog virato alla Goblin, la psichedelia di "Mescaline 6" , l'hipshake di "Giulia Mon Amour...

FUSIK DI TESTA

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Beh, il titolo del post non è proprio un granché, mi serve solo per porre alla vostra cortese attensiùn una band di cinque funkettari di Ft. Lauderdale, Florida, Iu-es-ei, chiamati appunto Fusik. Hanno da poco licenziato il loro terzo album, "Fusik III"- quando si dice la fantasia - dentro ci troviamo un bel po di brani belli pieni di groove. Funk, psichedelia soul, cinematica, reminiscenze latin alla Santana - poche per fortuna mia - e tanta energia. Un disco semplice, ben suonato, talvolta suona un pochetto scolastico ma con tutti gli ingredienti al posto giusto; le fonti di ispirazione, immancabili, i santoni James Brown e Jimi Hendrix, il latin rock dei '70, e tanto funk. Insomma, si può fare suvvia, diamo loro una chance, a me sono piaciuti e li ascolto più che volentieri nel tragitto casa-lavoro. Una buona scossa per svegliarsi bene.