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Paolo Conte - Paolo Conte (1984, CGD)

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Nel 1984, anno di uscita dell’album Paolo Conte, lo chansonnier astigiano era ancora un nome di culto per pochi adepti, lontano mille miglia dai riflettori che, solo in seguito, lo avrebbero trasformato in motivo d’orgoglio per l’Italia canzonettara e un nome di tendenza per i personaggi di un improbabile jet-set italico, presenzialista e caciarone. Quell’anno l’album non entrò nemmeno nei primi cento dischi più venduti in Italia, classifica allora dominata da Vasco Rossi, Gianna Nannini, De Gregori e Venditti. Troppo particolare, in quel periodo, una proposta musicale che metteva al centro il jazz degli anni d’oro — era pre be-bop — un gusto spiccato per il calembour vocale, un’eleganza anacronistica che richiedeva ascolto attivo e orecchio allenato. Se qualcuno già apprezzava il Conte autore per altri, spesso senza sapere che quei brani li avesse scritti lui, davanti al Paolo Conte interprete la reazione più comune era una sola: “Non sa cantare, continui a scrivere per gli altri”. E ...

Silent Passage - Bob Carpenter (1975, Reprise/1984 Stony Plain)

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“Ascoltare questo disco è come inviare una lettera d’amore a parti di sé ancora inquiete, un’offerta di pace e comprensione che non teme il tempo.”  Parlare di Bob Carpenter e del suo “ Silent Passage” significa inoltrarsi in un territorio sonoro fatto di intime riflessioni, arpeggi appena accennati e atmosfere che sfumano come ricordi al tramonto. È un viaggio interiore che, pur muovendosi nell’alveo del cantautorato folk/country-rock anni Settanta, supera le etichette di genere: qui emerge prima di tutto un animo che si racconta senza filtri. Bob Carpenter, canadese di nascita, approda alla Warner nel 1974, in un’epoca in cui le sonorità di Jackson Browne e il Neil Young più raccolto dettavano legge nelle radio e nei cuori degli ascoltatori. Pur condividendo quelle tonalità sospese fra malinconia e dolcezza, Carpenter sviluppa un linguaggio musicale piuttosto personale: linee di archi vellutate, chitarre acustiche appena percusse, e una voce rauca e granulosa che canta come in u...

Yacht Rock Losers: Jimmie Spheeris

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  Fratello della regista Penelope, celebre per il film Fusi di Testa, Jimmie Spheeris è un nome che dice poco, se non ai più attenti cultori del soft rock californiano. Ed è un peccato, perché la sua musica rappresenta una delle vette più limpide e trascurate di quella West Coast immaginifica, sospesa tra realtà e sogno. Nato a Phenix City, Alabama, ma cresciuto a Los Angeles, Spheeris si formò all’interno di una scena musicale in fermento, respirando fin da giovane le sonorità della California degli anni Sessanta e Settanta. Iniziò a scrivere canzoni prestissimo, con una naturalezza disarmante, attratto tanto dalle melodie quanto dalla possibilità di costruire mondi paralleli attraverso le parole. Durante un periodo trascorso a New York condivise l’appartamento con Laura Nyro, figura centrale del cantautorato americano, con cui instaurò un rapporto di amicizia e confronto artistico. Fu grazie a Richie Havens che venne presentato a Clive Davis, allora dirigente della Columbia, per ...

Nyron Higor - Nyron Higor (2025, Far Out Recordings)

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Nyron Hygor, insieme a Bruno Berle, Batata Boy e Rogê, fa parte di una vivace nidiata di nuovi artisti dediti al rinnovamento della musica popolare brasiliana, la cosiddetta MPB (Música Popular Brasileira). Dopo l’esordio con un album auto-prodotto, acclamato da trendsetter del calibro di Gilles Peterson e Mr. Scruff, Hygor ha da poco pubblicato un nuovo disco per la prestigiosa etichetta Far-Out Recordings, realizzato in collaborazione con Berle, Batata Boy e la cantante Alici Sol.   L’album, che alterna brani strumentali a pezzi cantati, colpisce per la sua  delicatezza e l’emotività delle composizioni. Ispirato alle radici della musica popolare brasiliana, il progetto reinterpreta tradizioni sonore del passato con un tocco moderno, sfoggiando arrangiamenti raffinati e un’atmosfera sospesa tra nostalgia e innovazione.   Hygor predilige toni personali e intimistici, che hanno il pregio di parlare direttamente all’ascoltatore, trascendendo i confini culturali. La sua è un...

Yacht Rock Losers: Why Not Me - Fred Knoblock (1980, Scotti Brothers)

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James Fred Knoblock viene da Jackson, Mississippi, e ha inciso un solo album, Why Not Me,  per una piccola etichetta, nel lontano 1980. Di lui si sa pochissimo: le poche fonti disponibili lo etichettano come musicista country, ma basta ascoltare il disco per capire che siamo da tutt’altra parte. Niente Stetson né pedal steel a volontà: qui ci troviamo davanti a un pop elegante, solare, perfettamente in linea con la tradizione californiana di fine anni ’70. Il singolo Why Not Me lo dimostra in modo lampante: due settimane in cima alla classifica Adult Contemporary e un sorprendente 18° posto nella Billboard Hot 100. Un effimero successo che lo colloca senza dubbio nel mondo del pop, quello raffinato, con arrangiamenti curati e un gusto melodico impeccabile. L’album, nel complesso, è una piccola gemma: ci sono brani energici che non scivolano mai nel kitsch, ballate e mid-tempo di grande classe, costruiti con attenzione al dettaglio e una sensibilità da vero songwriter. Il paragon...

Dime - Serebii (2025, Innovative Leisure)

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  Dime è il secondo album del talentuoso musicista neozelandese Callum Mower alias Serebii, notoriamente apprezzato per le sue doti di compositore, produttore e multi-srumentista. Uscito il 28 marzo per l’etichetta Innovative Leisure, l’album rappresenta un vero punto di svolta, sia personale che artistico. Mower sceglie di mettersi a nudo, portando la propria voce in primo piano e dando vita a un progetto minimalista, quasi un viaggio introspettivo in cui affronta le sue emozioni più profonde. La playlist comprende dieci tracce che si fondono in modo armonioso per creare un viaggio fluido nel mondo del cantautorato soul-jazz e della tropicália, arricchito da elementi psych-folk ed elettronici. La produzione include chitarre ipnotiche, eleganti pianoforti e strati di sintetizzatori, costituendo paesaggi sonori dolci e avvolgenti che trasportano l’ascoltatore in una sorta di stato di meditazione.  Il disco presenta alcune collaborazioni interessanti: in Lungs spicca la voce d...

Bags & Things - Dennis Lambert (1972, Dunhill ABC Records)

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Dennis Lambert, cantautore newyorchese nato nel 1947, è anche produttore discografico, pianista e chitarrista, ed è noto per il suo contributo al pop e al soul a partire dagli anni ’60. Insieme al suo storico partner Brian Potter, ha scritto e prodotto brani per artisti quali The Four Tops, Glen Campbell, The Righteous Brothers, Dusty Springfield e Commodores. Nel 1972 ha pubblicato il suo unico album solista, Bags and Things , un lavoro di pop-soul di rara qualità che si è rivelato sorprendentemente innovativo per l’epoca. Si tratta di un’opera raffinata e ricca di sfumature melodiche, che offre un ascolto che va ben oltre il semplice intrattenimento, proponendo vere e proprie narrazioni musicali nello stile di quella stagione gloriosa in cui il confine tra i generi si faceva fluido, regalandoci una creatività oggi appannaggio di pochi. In sostanza, Lambert anticipa quel cantautorato intimista di impronta pianistica che farà la fortuna di personaggi come Billy Joel, uno stile a ca...

One - Will & James Ragar (1980, No Mountain Records)

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Autori di un unico omonimo album pubblicato nel 1980 in poche copie e presto scomparso dalla circolazione, i fratelli Will e James Ragar hanno visto il loro disco raggiungere il valore di 1.200 euro su Discogs. Fortunatamente, l’etichetta coreana Riverman, e successivamente BBE, ne hanno curato la ristampa.   Originari della Louisiana, i fratelli Ragar si sono formati musicalmente a New Orleans, dove sono stati profondamente influenzati dal jazz dal vivo. La loro esperienza nei club della Louisiana ha affinato il loro stile, che unisce toni acustici ed elettrici in modo unico. Ribattezzato  One  nella versione ristampata, l’album è considerato un capolavoro assoluto del folk-funk, una miscela di folk, jazz, country e soul, per lo più acustica, ma con accenti di chitarra elettrica e splendide armonizzazioni vocali. I fratelli sono accompagnati da John Smart alle tastiere, Dave D'Aubin al basso e Tommy Jefferson alla batteria, che suona un tono più alto del solito sul rulla...

Dreamin’ - Chuck Senrick (1976, Private Press)

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Chuck Senrick è un cantautore americano poco conosciuto, originario del Minnesota, che ha saputo conquistare l’attenzione degli appassionati di musica “bizzarra” grazie al suo raro album  Dreamin’ , pubblicato nel 1976. Registrato in un contesto estremamente casalingo, con l’uso essenziale di un Fender Rhodes e di una drum machine Donca Matic Mini Pops,  Dreamin’  deve proprio a questa semplicità il suo fascino particolare e autentico, evocando un’atmosfera intima e quasi sognante. L’album, autoprodotto in sole 200 copie, è un esempio perfetto di DIY musicale ante litteram. La copertina, disegnata dalla prima moglie di Senrick, riflette lo spirito artigianale e personale del progetto, rendendolo un oggetto ricercato dai collezionisti. La sua riscoperta è avvenuta anni dopo grazie a un membro dei Jazzanova, che lo ha trovato durante una sessione di  crate digging , un termine che indica la pratica di “scavare” tra dischi dimenticati alla ricerca di gemme nascoste. Que...