Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta mod

IL LUNGO ADDIO: SHARON TANDY (1943-2015)

Immagine
Antefatto: ho appreso con rammarico dall'amico Tarkus della recente scomparsa di Sharon Tandy, interprete di origine sudafricana non molto conosciuta a queste latitudini ma molto apprezzata nel giro Mod. Lo scorso maggio sul mio vecchio blog postai un articolo sulla cantante dal titolo "Sharon Nel Paese Dei Balocchi" che vorrei riproporre oggi, in forma riveduta e corretta. Questa storia assomiglia ad una fiaba, la protagonista è una timida ragazza sudafricana innamorata della musica. E come in tutte le fiabe che si rispettano la ragazza si innamora di un principe, anche lui sudafricano, trasferitosi dal 1958 in Gran Bretagna, e che costui, diversamente dalle fiabe, non cavalcava destrieri ma bensì la divisione UK della Atlantic Records. Frank Fenter, questo il nome del principe (passerà alla storia come il manager che metterà sotto contratto band come Led Zeppelin, Yes e King Crimson) di ritorno nel paese natìo e conosciuta la nostra “cenerentola” cosa fa? Dic...

MODERNISMO: THE MADS

Immagine
Non ho ricordi sul fatto che in Italia negli anni 60 sia esistito un movimento Mods paragonabile anche in minima parte al corrispettivo inglese - va beh, mi direte che qualcuno ci provò, ad esempio Ricky Shaine che incise il 45 giri "Uno Dei Mods" giusto nel 1965, peccato però che i produttori del nostro, "volpinamente", gli fecero indossare un giubbotto in pelle da Rockers - e dovremo aspettare la fine degli anni 70, più esattamente nel 1979 data di uscita del film "Quadrophenia", perché anche qui da noi si sviluppasse in contemporanea questa volta con il Regno Unito la nuova ondata modernista, conosciuta come "Mod Revival". Furono Torino e Milano le città simbolo del neonato modernismo italiano e fu nel capoluogo lombardo, nel 1979, che vide la luce una delle prime, se non la prima band Mod italiana: The Mads. Di quel periodo purtroppo non abbiamo testimonianze su disco nonostante la proposta di un contratto discografico fatta l...

IL LUNGO ADDIO: IAN MC LAGAN 1945 - 2014

Immagine
Dopo pochi giorni dalla dipartita di Bobby Keys, storico sassofonista ricordato principalmente per aver collaborato con i Rolling Stones, nonché grande amico di Keith Richards, anche un altro grande musicista ci ha lasciato: Ian Mc Lagan, tastierista degli Small Faces e successivamente nei Faces. Apprezzato nel nostro paese da un piccolo ma consistente zoccolo duro di appassionati, ahimè qui la pietra di paragone per i tastieristi era all'epoca Keith Emerson, come se il suonare le tastiere fosse considerato un mestiere da funamboli e circensi. Per fortuna il tempo ha reso giustizia allo stile asciutto e mai ridondante di Mc Laghan, autentica anima soul degli Small Faces. Mi piace ricordarlo con uno dei brani manifesto della band, quella "Tin Soldier" che è la sintesi del suono britannico a cavallo tra il rock intriso di blues e il soul di oltreoceano. In poche parole l'essenza Mod è tutta qui.

SOMETHING NEW

Immagine
Oggi passiamo in rassegna quattro album usciti recentemente, quattro modi diversi di intendere la musica dell'anima e i suoi derivati. Partiamo dalla Francia. Caroline Lacaze - En Route Il disco non è propriamente una novità recente, essendo uscito lo scorso Aprile. Lei è una brava e bella francesina alla sua prima uscita discografica, "En Route" il titolo dell'album uscito per l'etichetta tedesca "Mocambo Records" ,  è un bel disco con all'interno canzoni che riprendono l'r'n'b ed il funk più "ruvido" dei sixties con abboccamenti alla chanson francese in stile Francois Hardy ed un pizzico di sound psichedelico. Molto piacevole da ascoltare, segnalo il primo singolo estratto "L'Etrange" che in condizioni "normali", potrebbe avere una buona chance commerciale anche qui da noi. Voto 3/5 Basement Freaks - Funk From The Trunk Cambiamo completamente genere con il duo Basement Freaks, un...

THIS IS A MODERN WORLD

Un corto di dieci minuti, in lingua originale, sulla sottocultura mods. Girato da Don Letts, fa parte di una serie dedicata alle musiche e allo stile di strada inglese, commissionati a Letts dalla casa di MODa "Fred Perry", per celebrare i sessanta anni della propria fondazione. I video ripercorrono sessanta anni di sottocultura britannica, partendo dai Teddy Boys, per arrivare al Brit Pop e alla scena rave Buona Visione

MOD(E) STILI: LA LAMBRETTA

Immagine
Della Lambretta ho un ricordo di quando andavo in campagna dai miei zii. Il fratello di mia madre aveva uno splendido esemplare bianco e rosso, credo che fosse il modello TV 175 terza serie, lo usava per calare in paese per andare a passare la domenica al circolo arci, tra sfide a briscola e generose bevute di vino. Io che non sono mai stato un appassionato di moto, sempre preferito le quattro ruote, avevo però un afflato di simpatia sconfinante nell'amore per quel curioso scooter. Innanzitutto era bello, più bello della concorrente Vespa (mi perdonino i vespisti tutti), agli occhi di un ragazzino era "moderno", mentre l'altra con quei pancioni richiamava generose zie poppute e culone, non parliamo poi delle moto "giapponesi", l'antistile a due ruote. In futuro, ho invidiato assai le Lambrette customizzate dai Mods, una meraviglia, altro che le Harley (ecco, adesso mi sono inimicato pure gli harleysti, mamma mia), e a vedere tutte quelle supposte viaggi...

IL SUONO MOTOWN E IL SOUL NORDISTA

Immagine
Questa canzone è diventata forse l'archetipo del suono Motown: ritmo saltellante, chitarra, tamburello, batteria, sax e chiaramente la voce che dava l'impronta e caratterizzava il brano. Un sound che, con minime variazioni, è riscontrabile in quasi tutte le produzioni Motown degli anni '60. Sicuro che senza l'apporto di grandi vocalist non avrebbero avuto l'impatto che ebbero nel diventare delle hit mostruose facendo gonfiare il conto in banca di Mr. Gordy. Certe canzoni poi divennero degli inni per la nascente scena Mod di allora, in particolare questo brano, e definirono pure il genere Northern Soul che, caso unico nella storia, prese il nome da dove veniva ballato e ascoltato e non dal luogo dove nasceva artisticamente. Il Torch, il Wigan Casino ed il Blackpool Mecca, questi i dancefloor dove il genere si sviluppò e dove i giovani inglesi del nord si distinsero rispetto a quelli del sud del paese che preferivano il rock e la psichedelia, o tuttalpiù nei locali di...

UN PARKA ANTICRISI

Immagine
Contemporaneamente alle misure anticrisi varate dal governo Monti, il vostro blogger preferito ha deciso di impiegare gli ultimi spiccioli che aveva in tasca nel comprare quel bel parka che vedete nella foto. Per certi versi è un'avvenimento, trattandosi del mio primo parka quanto più vicino a quello originale che possiamo ammirare nel film Quadrophenia, e a tal proposito, ho deciso di acquistarlo in sostituzione della preventivata spesa per il cofanetto del medesimo disco dei Who, uscito poco tempo fa. Il Parka è prodotto dalla Merc (avviso: adesso vi beccate un po' di pubblicità aggratis) acquistato via internet sul sito "Adaptor Clothing". Per chi è appassionato di British Style, ma non solo, fateci un salto; se ancora non vi siete arresi alla moda tamarra da tronista, che ormai spopola anche nei mercatini rionali e nei magazzini stile Ovs ed Upim, là si trova della roba molto bella e spulciando ben bene, anche a dei prezzi interessanti. Il Parka in questione, ad e...