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Visualizzazione dei post con l'etichetta soul jazz funk

SATURDAY NIGHT SPECIAL - THE LYMAN WOODARD ORGANIZATION

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Il genere noto come "lo-fi" mi ha sempre dato l'impressione di essere un'espressione deliberata, scelta più per stile che per necessità reale di risorse, come se fosse un vezzo o una moda. Tuttavia, nel disco che presento oggi, sebbene il suo legame con il rock sia limitato, l'essenza autentica del lo-fi emerge chiaramente. La Lyman Woodard Organization e il loro album "Saturday Night Special" rappresentano una delle produzioni più sincere nell'ambito del funk e oltre. Siamo nel Detroit del 1975, una città già martoriata dalla crisi petrolifera del 1973, e questo album funge quasi da documentario sonoro della vita nei quartieri più disagiati dell'America urbana. Detroit è stata soprannominata "Murder City" o "la città del diavolo," ed è importante notare che Detroit è una metropoli unica, principalmente abitata da afroamericani (nove su dieci degli abitanti) e in cui un terzo della popolazione vive al di sotto della soglia d...

DISCO FEVER: HERBIE HANCOCK

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Che ci fa Herbie Hancock in questa rubrica dedicata ai personaggi che caratterizzarono al meglio la disco music? Beh, se qualcuno si ricorda dell'album "Sunlight" del 1978 forse converrà con me che la citazione in questo caso è appropriata. In particolare nel pezzo che apre il disco "I thought it was you" c'è l'inizio di quello che nel decennio successivo si svilupperà in chiave "Electro". Forse per Hancock "Sunlight" non fu altro che un divertissement, visto che il nostro, pur continuando a suonare da sempre jazz tradizionale, ha sempre seguito l'istinto del momento, costruendo dei veri e propri monumenti in campo musicale, creando dei nuovi stili a cui tutti poi si sono accodati. Hancock è stato uno dei più grandi innovatori della musica, sempre in anticipo sui tempi, basta ricordare quel mirabile capolavoro del 1974 "Headhunters", sintesi perfetta di jazz e funk e "Future Shock" del 1983 dove come un nove...

STIMMATE (FUNK)

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Uscirà il prossimo 5 Novembre il nuovo album, l'ottavo, dei The New Mastersounds, band inglese da Leeds, dal titolo "Out on the Faultline", disco registrato in Usa, negli studi Faultline di San Francisco. I quattro di Leeds, Joe - Pete - Simon - Eddie, non deludono le attese neanche a questo giro e sfornano uno degli album più belli ascoltati nel 2012. Il funk, ma di quello bello peso, è la linea portante di tutto il disco, talmente convincente a tal punto da far dire che sono gli unici bianchi che hanno ereditato direttamente da James Brown le stimmate del funk. Una sequenza di brani uno migliore dell'altro, dal primo "You mess me up" - nervoso e preciso, sembra di ascoltare i The Meters - alle suggestioni jazz-house di "Summercamp", il funk psichedelico di "Turncoat", i beat afro di "Welcome to NOLA", poi c'è quella meraviglia di "Each to their own" , una canzone che aggiorna il funk ai nostri giorni. Poi c...

L'ALCHIMISTA

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Un alchimista. Questa potrebbe essere una definizione che ben si adatta alla musica dell'artista italocanadese Gino Vannelli, in particolare per gli album usciti dal 1973 al 1981 prima della svolta "pop" di "Black Cars" del 1983. Oddio, il pop era da sempre presente nell'arte di Vannelli, ma era ben integrato insieme al jazz, al rock ed al funk, ingredienti ben assemblati come un alchimista delle note quale era il buon Gino. Oggi focalizziamoci su "Nightwalker", album del 1981 e canto del cigno del Vannelli come fu conosciuto ed apprezzato dagli appassionati. Chi allora veniva a conoscenza della sua musica era o per caso, incuriosito magari dal nome "familiare" dell'artista, o con il passaparola degli amici più avveduti, non certo per i consigli dei soliti noti scribacchini, impegnati a rincorrere l'ultima moda in campo "new, post, no" e roba simile - aperta parentesi, tanto impegnati a rincorrere l'ultimo hype da no...

1977, JAMES MASON: RHYTHM OF LIFE

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Niente a che vedere con l'attore, il James Mason protagonista del post di oggi è un musicista polistrumentista, chitarra e tastiere, ed il suo disco da poco ristampato "Rhythm of Life" uscito nel 1977, divenne ben presto un piccolo culto nel giro dei groovers. Culto che è proseguito nel tempo e tra generazioni diverse, non ultimi chi fece dell'acid jazz il proprio verbo e la propria prateria in cui pascolare tra suoni e ritmi morbidi e cool. L'album è una perfetta miscela di funk, jazz, prog r'n'b, dove agli strumenti tradizionali si affiancano i synth, l'ARP su tutti, il sempre amato Fender Rodhes e si avvale alla voce della cantante Clarice Taylor. Su tutti i brani spicca "Sweet Power Your Embrace" divenuto nel tempo un rare groove ben suonato nei club, anche gli altri brani comunque sono da apprezzare, non fosse altro per ascoltare quello che girava all'epoca e che grazie agli appassionati del genere un bel disco come questo non sia fi...

VICINI DI CASA

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Avessi loro sei come vicini di casa, ci sarebbe da divertirsi. Mi immagino delle jam assatanate a tutte le ore del giorno, ma in particolare di notte, magari al posto di quei rincoglioniti che periodicamente organizzano dei rave party in qualche casolare nelle mie vicinanze; starei sveglio ugualmente, ma vuoi mettere la soddisfazione. I vicini che mi sono capitati in sorte invece odiano la musica - a parte quella cantata in chiesa - alla minima alzata di volume bene che ti vada è che ti arrivi un'intimazione a farla finita, nella peggiore delle ipotesi ti mandano i carabinieri. E questo ignorando il fatto che a due passi da casa mia - un segno del destino alla Jake Elwood? - ci abiti una ragazza che assomiglia in modo inquietante a Chaka Khan versione mid size, cioè una via di mezzo tra la Chaka di inizio carriera e quella "extra large" di adesso. Ecco, la ragazza forse non sa nemmeno chi sia Chaka Khan e magari ritornando ai sei di prima, chissà se vedendola non le chie...

NEAPOLITAN POWER

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Di questo disco non ne parlerò mai bene abbastanza, uno degli album fondamentali della musica italiana e naturalmente, del vostro blogger. Il pezzo in questione poi, suonato dal vivo e per chi ha avuto la fortuna di assistere ad un concerto di Pino Daniele in quegli anni, è uno di quelli che resterà scolpito nella memoria. Si è chiamato "Neapolitan Power", un genere coniato per descrivere tutto il movimento di musicisti di e intorno Napoli che fondevano l'amore per il blues, il funk, il jazz e la melodia partenopea in un tutt'uno, ritmi "negroidi", mi sia concesso il termine in senso positivo, un flusso di note e di emozioni, nato dall'ascolto della musica americana e di vecchie canzoni napoletane. James Senese con gli Showmen prima e i Napoli Centrale dopo, Toni Esposito, Tullio De Piscopo, Enzo Gragnaniello, Enzo Avitabile, questa una lista certamente riduttiva dei musicisti che fecero una vera e propria rivoluzione nel campo della musica italiana. Una...

NICOLA CONTE: KIND OF SUNSHINE, 2004

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Ecco un esempio di musicista italiano fuori dai soliti schemi e dal solito giro del solito rock - a proposito, finalmente anche una voce come Gino Castaldo si è reso conto dell'ineluttabile - leggete un po' qua e ditemi che ne pensate. Ritornando al nostro Nicola, questo splendido pezzo che in poco più di tre minuti vi fa' capire cos'è la classe e lo stile è tratto dal suo album del 2004 "Other Directions" uscito per la Schema Records, album tra i migliori del nostro, più improntato al jazz che non all'altra sua grande passione, la bossa. Un attacco, voce e basso, ipnotico, prima dell'arrivo rullante della batteria; ecco se si può applicare la psichedelia ad un brano jazz, questo ne è un'esempio, il tutto nella ricerca di un groove che rimanda alle vecchie colonne sonore di film italiani dei sixties. Se veramente come dice Castaldo il rock è finito, forse sarebbe il caso di dare importanza a questi musicisti che perlomeno sono apprezzati anche al...

DOCTOR WU AWARDS 2011: BEST FUNK ALBUM AND GROUP - THE BAKER BROTHERS: TIME TO TESTIFY

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L'album dei "The Baker Brothers", "Time to Testify", è stato uno dei migliori usciti nel 2011, non solo per quanto riguarda il genere soul-funk, ma in un'anno di uscite alquanto parche di album da consegnare ai posteri, se la gioca benissimo con qualsiasi tipo di sonorità. Ho già parlato di loro in un recente post, ma il tipo di brano presentato non rende giustizia appieno ai ragazzi. Pur essendo un notevole esercizio di stile dedicato all'arte in musica di Donald Fagen e Walter Becker, il vero tratto saliente dei Baker Brothers è il funk, un funk tirato e sudato, mischiato con soul e jazz, da gustarsi live ma ben riprodotto anche in sala d'incisione. Un bell'esempio di ciò è il brano "Make your Move" il secondo in ordine sulla scaletta del disco: canzone da dedicare a chi in Italia sproloquia di musica soul affibbiando l'etichetta ad improbabili artisti da classifica, e ancora non ha il coraggio di decidersi a mandare in heavy rota...

GALLIANO: PRINCE OF PEACE, 1992

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Antefatto: quando nel 1987 acquistai spinto da curiosità per la copertina il Cd "Acid Jazz and Other Illicit Grooves", mi trovai di fronte a tre opzioni, una volta ascoltatone il contenuto: affacciarmi alla finestra della mia cameretta ed urlare al miracolo, uscire di casa in cerca di una chiesa per accendere un cero a San Marvin, o in ultima analisi, cercarsi una femmina con cui copulare al ritmo della musica del dischetto. Chiaramente me ne rimasi ben fermo, anche con le mani, onde evitare accuse di rimbambimento precoce da parte della mia famiglia e dei vicini di casa. Quello che non accadde allora ebbe luogo qualche anno dopo, indovinate con quale opzione, alla luce dei dischi usciti per le etichette Talkin' Loud di Gilles Peterson e la Acid Jazz di Eddie Piller , dove si certificava, finalmente, la rinascita della soul music suonata non solo e soltanto con l'elettronica - tendenza che ebbe nel periodo il soul r'n'b americano - recuperando tutta l'ico...

NICK PRIDE AND THE PIMPTONES: WAITING SO LONG, 2011

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Come prima canzone di artisti contemporanei che presenterò settimanalmente nel blog, la mia scelta è andata sui Nick Pride and The Pimptones, gruppo di Newcastle dedito ad un soul-jazz-funk, adatto per scatenarsi nei dancefloor. Il gruppo è nato nel 2007, ed è un progetto del chitarrista e produttore Nick Pride, hanno realizzato due album, uno nel 2009, "It's The Pimptones!!!!", e l'altro, "Midnight Feast Of Jazz", è uscito da poco per la Record Kicks di Milano. Come vi dicevo è il classico gruppo che andrebbe gustato dal vivo, magari in un party, ma la carica che i ragazzi ci mettono nel suonare si può apprezzare anche su disco, e senz'altro mantengono quello che promettono, insomma, è un gruppo che ti fa divertire e, facendo un paragone alimentare, è o.g.m. free e non contiene grassi. Il brano che vi posto oggi "Waiting so long" , vede la partecipazione alla voce di Jess Roberts, una caliente cantante londinese che gli amici di Roma hanno avu...