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Visualizzazione dei post con l'etichetta neapolitan power

GODI POPolo: MARIO ACQUAVIVA

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Le reazioni che ho avuto ascoltando "Notturno Italiano" e "Sogni e Ridi" di Mario Acquaviva sono state di sorpresa, meraviglia e rabbia. Intendiamoci, sono per natura un bastian contrario, come ogni toscano che si rispetti, mi piace andare a scovare roba che più snob non si potrebbe, mi piace il pop inteso come arte della canzone orecchiabile ma rifuggo da qualsivoglia ruffianeria che un ritornello può essere in grado di procacciare nell'ascoltatore distratto. Quindi, come vedremo, in "Notturno Italiano" e "Sogni e Ridi" di carne al fuoco ce n'è molta. La sorpresa: vi confesso che di Mario Acquaviva fino all'altro giorno non sapevo niente e tanto meno mi immaginavo che in Italia, una trentina di anni fa, ci fosse stato un artista che prendendo spunto dal pop impelagato con il jazz (Steely Dan ? Steely Dan!) sia riuscito a creare due capolavori della canzone tricolore e soprattutto che sia riuscito a farseli pubblicare. Che poi...

PINO DANIELE vs. EDDIE ROBERTS: JE STO VICINO A TE

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Oggi sfida dedicata ad una delle canzoni più belle del repertorio di Pino Daniele. "Je sto vicino a te" è parte integrante della rivoluzione che il musicista napoletano apporterà alla musica italiana, un tassello fondamentale del "neapolitan power". Apre il secondo omonimo album di Daniele, pubblicato nel 1979. Un vero capolavoro. La versione di Eddie Roberts, chitarrista della band britannica dei The New Mastersounds è tratta dall'album "Strada", realizzato con un quintetto ad hoc. "Strada", album del 2007 è un disco molto particolare: il chitarrista di Leeds ha preso infatti alcune delle canzoni più belle della musica italiana, in particolare quella napoletana più tre brani del primo Celentano e le ha rielaborate in chiave jazz, creando uno dei dischi più godibili degli ultimi anni. La versione del brano di Daniele è tutta giocata in chiave jazz/bossa,  dove si abbina alla grande calore e bravura tecnica (chiedo lumi, la tecnica chitar...

UN GIGANTE

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Ci ritroviamo ancora una volta a parlare di Napoli, di sound napoletano e di James Senese. Se gli album realizzati con i Napoli Centrale sono quelli che hanno contribuito a creare la leggenda intorno al musicista napoletano, gli album solisti sono conosciuti da un gruppo ristretto di appassionati che hanno seguito l'evoluzione del sound di James. Come ad esempio "Il Passo del Gigante", album del 1984, si può considerare uno dei lavori più belli realizzati da Senese nel corso degli anni, disco che a riascoltarlo con il senno di poi, poteva essere una evoluzione naturale del sound di Pino Daniele, se questi non avesse sterzato a novanta gradi dopo "Bella 'mbriana". Belle sonorità mediterranee, al solito, incrociate con i nuovi suoni di quegli anni - spazio ai synth quindi - ma sempre trattate in modo "umano" da Senese. Peccato che il disco non sia stato ristampato successivamente, lo si può comunque trovare in vinile da Discogs ad un prezzo ragionev...

"PRIMMAVERA"

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Tullio De Piscopo è stato uno dei pochi musicisti italiani ad aver avuto un buon riscontro di vendite nelle classifiche inglesi, magari qualcuno potrà obiettare che è accaduto perché il buon Tullio cantava in napoletano che non nella lingua madre. "Stop Bajon", che gli inglesi ribattezzarono "Primmavera" dal ritornello del brano, è stata ricordata anche recentemente sulla pagina facebook del bassista dei Brand New Heavies, Simon Barhtolomew, questo a dimostrazione che dopo tanti anni la canzone ha lasciato una buona impressione. De Piscopo è stato "il ritmo" del Neapolitan Power, insieme al percussionista Tony Esposito, ha lavorato in due dei migliori album di Pino Daniele, "Vai Mo'" e "Bella 'Mbriana", oltre ad aver suonato nel gruppo di Franco Cerri nei primi anni '70 e collaborato con dei mostri sacri come Gerry Mulligan, Billy Cobham, Eumir Deodato e Astor Piazzolla. Ha fatto parte della band che accompagnava nei tour P...

SUONATE COME LORO, SE VI RIESCE !

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via Tarkus Se nel post dedicato a Pino Daniele ho usato la parola "rivoluzione" per i musicisti che crearono il "Neapolitan Power", miscela di jazz, rock e funk, oggi parliamo della persona che con la sua band fu l'artefice di quella rivoluzione. James Senese ed i Napoli Centrale furono a metà degli anni '70 il gruppo che più di ogni altro cercarono di cambiare il linguaggio della musica italiana, o perlomeno provarono a creare qualcosa di nuovo, tenendo ben presente però da dove provenivano. Quindi, poteva capitare in mezzo a suoni sicuramente debitori al jazz e al funk, di ascoltare richiami alla canzone napoletana. Senese, sassofonista ispirato da Wayne Shorter, creò con i Napoli Centrale un sound che fu di trasgressione sociale, teso e nervoso, arrivato in un momento propizio per riuscire ad avere successo non solo in Italia - è bene ricordare che il loro primo album arrivò al numero tre degli album più venduti - ma anche in Europa. I fermenti sociali e ...

NEAPOLITAN POWER

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Di questo disco non ne parlerò mai bene abbastanza, uno degli album fondamentali della musica italiana e naturalmente, del vostro blogger. Il pezzo in questione poi, suonato dal vivo e per chi ha avuto la fortuna di assistere ad un concerto di Pino Daniele in quegli anni, è uno di quelli che resterà scolpito nella memoria. Si è chiamato "Neapolitan Power", un genere coniato per descrivere tutto il movimento di musicisti di e intorno Napoli che fondevano l'amore per il blues, il funk, il jazz e la melodia partenopea in un tutt'uno, ritmi "negroidi", mi sia concesso il termine in senso positivo, un flusso di note e di emozioni, nato dall'ascolto della musica americana e di vecchie canzoni napoletane. James Senese con gli Showmen prima e i Napoli Centrale dopo, Toni Esposito, Tullio De Piscopo, Enzo Gragnaniello, Enzo Avitabile, questa una lista certamente riduttiva dei musicisti che fecero una vera e propria rivoluzione nel campo della musica italiana. Una...