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Visualizzazione dei post con l'etichetta folk

Scali Fuori Rotta: Venus in Cancer - Robbie Basho (1969, UMG Recordings)

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  Riascoltando Venus in Cancer , sesto album del chitarrista Robbie Basho pubblicato nel 1969, è difficile non notare come, in un certo senso, egli abbia anticipato alcune sonorità che sarebbero diventate popolari a partire dagli anni ’80. Nato nel 1940 a Baltimora, Basho era pianista, cantante, ma soprattutto un maestro della chitarra a corde d’acciaio, strumento che suonava con uno stile talmente peculiare e unico da distinguerlo nettamente dai chitarristi più celebri della sua epoca. Il nome Basho era uno pseudonimo, scelto durante gli anni universitari in omaggio al poeta giapponese Matsuo Bashō, segno del suo profondo interesse per l’arte e la cultura orientale. Il suo approccio musicale si radicava nello stile definito “American Primitive”, ma lo ampliava in modo significativo, integrandovi influenze persiane, indiane e giapponesi. In questo senso, si può considerare Basho un precursore della musica new age, pur discostandosi profondamente dal minimalismo e dalla rilassatezza...

L’universo sonoro di Paul Hillery

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  Non un cantante, ma un DJ: una figura un po’ fuori dagli schemi rispetto ai protagonisti di cui parlo di solito, ma la storia di Paul Hillery merita di essere raccontata. Hillery era un DJ molto apprezzato nei club di musica house, fino a quando un grave esaurimento nervoso non lo portò a cambiare radicalmente percorso. Fu proprio a causa di questa circostanza che abbandonò la house per dedicarsi a generi con ritmi più lenti, diventando presto uno dei più noti cacciatori di rarità in vinile, specializzato nel folk-funk e nelle sonorità della Westcoast. Grazie a lui, molti artisti dimenticati o poco conosciuti hanno trovato una nuova luce, diventando parte di un patrimonio musicale che merita di essere riscoperto e valorizzato. Hillery ha iniziato a pubblicare compilation su Mixcloud, per poi collaborare con BBE e la RE:WARM Records e realizzarle anche in formato fisico. E sono davvero notevoli. Le sue selezioni non sono solo raccolte di brani, ma veri e propri viaggi musicali, ch...

CLASSICI: STREETNOISE - JULIE DRISCOLL, BRIAN AUGER & THE TRINITY

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Se ad un appassionato medio di rock, in Italia, chiedete quale sia stato il miglior suonatore di organo di sempre, molto probabilmente vi sentirete rispondere in questo ordine di cose: Keith Emerson, Rick Wakeman, Jon Lord. Su Jon Lord siamo tutti d'accordo, sugli altri due decisamente no, o perlomeno se siete anche appassionati dell'arte circense o dei virtuosismi che in tempo passato appartenevano ai cantanti castrati, è probabile che non possiate fare a meno degli arzigogoli dei due figuri citati sopra. E' anche probabile che se provate a fare il nome di Brian Auger ben pochi vi risponderanno in maniera affermativa, magari adducendo il fatto che il nostro era si un bravo suonatore di Hammond, ma che con il rock aveva ben poco a che fare, e che il suo campo era il jazz. Se provate a rigirare la frittata agli appassionati della musica improvvisata costoro vi diranno il contrario, affermando che tutto era fuori che un jazzista. Ecco, se queste cose le avreste chieste n...

GODI POPolo - EDWARDS HAND

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Tre dischi pubblicati tra il 1969 e il 1971 e poi più niente, se però ci limitassimo a questi sterili dati faremmo un torto ad una band inglese che nel suo piccolo contribuì alla costruzione di quello che nella generazione IPod viene chiamato "baroque pop". Gli Edwards Hand band nata dalle ceneri dei Piccadilly Lane (gruppo con all'attivo un solo disco, "The Huge World of Emily Small", pubblicato nel 1968) era formata da due musicisti inglesi, Rod Edwards e Roger Hand, e vanno ricordati anche per essere stati la prima band prodotta da George Martin dopo lo scioglimento degli The Beatles, collaborando con loro durante le pause della registrazione del White Album. Il loro primo omonimo album è una mirabile raccolta di canzoni pop (undici brani tutti scritti dal duo, ad eccezione di "If I Thought You'd Ever Change Your Mind" per mano di Joe Cameron) dove è si marcata la produzione di Martin, orchestrazioni e sonorità pastorali senza mai scadere ...

LOST AND FOUND: MUSIC AND DREAMS - ROBERT LESTER FOLSOM

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Ringrazio i coreani, ringrazio i tipi della "Riverman Music" che nel 2010 hanno ristampato un disco che all'epoca della sua uscita, 1976, ha tirato si e no 600 copie, il tipico caso di un'artista con pochi soldi in tasca e tante idee. Robert Lester Folsom poteva essere un nuovo idolo per chi trovava godimento nell'ascoltare la musica "gentile" che arrivava dalla costa ovest degli Stati Uniti, quella impreziosita dal folk e dal pop sapido in stile Todd Rundgren. Invece, come spesso accade, "Music and Dreams", primo e unico disco di Lester Folsom, rimarrà nell'oblio per quasi 35 anni, prima che qualche illuminato ci facesse dono di si tanta meraviglia.  Nativo di Lowndes County in Georgia, la storia di Folsom è uguale a quella di tanti musicisti in erba che hanno provato a dare corpo alle proprie passioni cercando di mettere su vinile quello che suonavano nei garage di casa insieme agli amici. Un'educazione musicale ricevuta dai ...

UN MONDO DA SCOPRIRE: DA LATA

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Dieci anni sono una vita discograficamente parlando, ma Patrick Forge e Chris Franck, due musicisti che hanno contribuito alla nascita della World Fusion con la loro band "Da Lata" non hanno perso niente del loro istinto nel creare groove che ti si stampano in testa. "Fabiola" questo il titolo del nuovo album, uscito lo scorso 21 di ottobre per l'etichetta "Agogo Records" è un bell'esempio di come dovrebbe essere intesa la musica che fonde sonorità tradizionali dei paesi a cui si ispira con l'elettronica e i generi codificati del music business. A fronte di una spiccata propensione verso le sonorità africane, il disco contiene in se i germi del funk e del rock, un po' di Brasile, spoken word, psichedelia, soul e dub; forse a qualcuno potrà sembrare un minestrone e nulla più ma se prestate attenzione alle canzoni queste hanno il respiro e i colori del mondo a cui si ispirano. Mai pesanti e tediose questi brani riescono a compiere opera c...