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Visualizzazione dei post con l'etichetta geni

E PENSO A TE - LUCIO BATTISTI

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Mi sono sempre avvicinato alle cover delle canzoni di Lucio Battisti con una certa diffidenza, se non addirittura con una repulsione vera e propria. Le sue canzoni originali erano già perfette di per sé e non avevano bisogno di ulteriori interpretazioni. Preciso che sto parlando dei brani cantati originariamente da Battisti, non delle canzoni scritte inizialmente per altri artisti. Battisti è stato oggetto di reinterpretazioni da parte di tutti: versioni jazz, in alcuni casi notevoli, da cantanti pop intramontabili a quelli noti solo per un'ora, fino ad arrivare addirittura a Carlo Conti, dove il presentatore fiorentino si cimenta in un improbabile medley tratto da un album che, già dal titolo, dice tutto: "Carnevalestro." "E Penso A Te" ha fatto la sua prima apparizione su vinile come lato B di "Maria, Maria," anch'essa opera di Battisti-Mogol, un 45 giri che doveva rilanciare la carriera di Bruno Lauzi. Tuttavia, sarà la versione del genio di ...

IL LUNGO ADDIO: DAVID BOWIE (1947-2016)

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Una delle frasi retoriche più insopportabili è quella che recita "lo spettacolo deve continuare " quando in alcuni casi sarebbe cosa buona e giusta fermarsi. Bene, oggi è una di quelle giornate, come lo fu quella dell'otto Dicembre del 1980; fermarsi come forma di rispetto nel ricordo di David Bowie, e di tutti quei momenti scolpiti nella nostra memoria. Si perché l'artista inglese ha attraversato ogni giorno della nostra esistenza, come un alieno arrivato dalle stelle nel periodo più innovativo e glorioso della storia della musica popolare, e come un demiurgo ha scandito gli stati d'animo di noi nati all'inizio degli anni sessanta e fine cinquanta. Dall'adolescenza inquieta in cui "Rebel Rebel " era il tuo inno stradaiolo, alle bellissime  suggestioni soul e funk di "Fame" e "Young Americans " a quel qualcosa che avevi dentro e non sapevi tirarlo fuori, salvo trovare le risposte in "Heroes" e in "Ashes to As...

ARTHUR ALEXANDER vs. THE BEATLES: ANNA (GO WITH HIM)

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Questa canzone me la ricordo bene; quando acquistai il primo 33 giri dei Beatles,"Please, Please Me", ascoltare "Anna" e la disperazione con cui John Lennon si esprime nel rivolgersi alla signorina in questione non poteva certo passare inosservata. Ben diverso invece fu il tono con cui Arthur Alexander, autore e il primo ad incidere il brano, si rivolgeva ad Anna; quello di una persona fatalista che sa di non poterci fare niente se la sua bella se ne va con un altro e con altrettanta calma la prende con filosofia: "beh, se pensi che con lui sarai felice, rendimi l'anello che ti ho dato e va da lui". "Anna" si può considerare una delle prime grandi soul ballad mai incise ed è grazie ai Beatles se poi la canzone ha avuto il giusto riconoscimento; Arthur Alexander eccelleva nella scrittura invece che nel canto e dobbiamo a lui un altro brano che entrerà nella storia, questa volta grazie ai Rolling Stones: "You Better Move On". La...

LAST NIGHT A DJ SAVED MY LIFE: LARRY LEVAN

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Quando si parla di musica black e di tutto quello che ci gira intorno, si parla anche di musica per far ballare e quindi i dj's ne sono dentro a pieno titolo. Prendi ad esempio uno come Larry Levan. Nativo di New York iniziò giovanissimo, quindicenne, a trafficare con i vinili e ad affinare uno stile di mixaggio che lo renderà poi uno dei punti di riferimento della musica black - poco importa se disco, soul, funk - quel che rendeva uniche le selezioni di Larry era quello di creare delle colonne sonore capaci di emozionare, selezioni che riuscivano ad abbattere i muri tra i vari generi musicali. Il tempio di Larry fu il famoso "Paradise Garage" al nr. 84 di King Street in quel di New York, locale da lui fondato nel 1976 insieme all'amico Michael Brody in un vero e proprio garage riadattato a club, dotato di un impianto audio entrato nella leggenda: in qualunque parte eri del locale, i bassi, chiari e precisi, ti prendevano e ti aprivano in due lo stomaco, alm...

CLASSICI: SHUGGIE OTIS, INSPIRATION INFORMATION

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Di musicisti scraniati si sa il mondo del rock ne è pieno, ma anche chi si dilettava con altri suoni non era da meno; vi dicono niente le mattane di George Clinton, lo Sly Stone più acido oppure il misconosciuto Darondo, artista che in dirittura d'arrivo mollò tutto per andarsene a fare il pappa e il mercante d'arte? Anche Shuggie Otis, chitarrista, vibrafonista, batterista e compositore non è stato da meno: autore di soli quattro album in carriera, dal 1971 al 1974, smarrirà quasi il lume della ragione perdendosi dietro ad un progetto, "Inspiration, Information", che oltre ad essere stato il suo canto del cigno è diventato, con il passare degli anni, uno dei capolavori più misconosciuti del mondo della musica. Per fortuna che il nostro a 59 anni, tanti ne ha adesso, sembra aver deciso di rientrare tra noi umani avendo collaborato alla riedizione dell'album - la seconda, dopo quella curata nel 2001 da David Byrne - aggiungendo quattro brani precedentemente sca...

IL LUNGO ADDIO: ARMANDO TROVAJOLI (1917-2013)

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Se n'è andato uno tra i più grandi musicisti che l'Italia abbia mai avuto, autore di innumerevoli colonne sonore per il cinema e la televisione nonché di alcune tra le commedie musicali più famose, come "Rugantino" di Garinei e Giovannini. Tra le mie preferite le ost che potete ascoltare sotto, "La famiglia Benvenuti" e "Una Magnum Special per Tony Saitta".

IL RITORNO DEL GENIO

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Non aspettatevi un altro The Nightfly, né un altro Aja, e nemmeno Gaucho. Il nuovo album solista di Donald Fagen, il quarto, Sunken Condos, non ha le stimmate del capolavoro, anche se ci si avvicina molto. Non è neanche uno di quei dischi da prendere, consumare e lasciare a candire dentro l’iPod. Dentro ci troverete tutte le intuizioni che hanno reso geniale l’arte di Fagen. Se proprio dobbiamo trovare un riferimento, va cercato negli album citati degli Steely Dan, con una menzione anche per Pretzel Logic. L’unico vero aggancio con The Nightfly è Miss Marlene, il brano più pop del lotto, che riecheggia I.G.Y.. Le sonorità sono chiaramente in chiave funk. A tal proposito, c’è anche una bella cover di Out of the Ghetto di Isaac Hayes, a ribadire le scelte portanti del disco. Un album che non arriva subito: richiede tempo e dedizione. Io sono al quinto ascolto in due giorni, per intenderci. E se escludiamo l’inarrivabile The Nightfly, Sunken Condos è il migliore tra gli altri lavori sol...

IO, TU, NOI TUTTI PER UNO

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Scorrendo nella discografia di Lucio Battisti, specialmente quella che si riferisce al periodo americano post Anima Latina, si possono ritrovare delle canzoni semi-sconosciute o quasi, o perlomeno brani che hanno avuto minor riscontro tra gli appassionati e gli addetti ai lavori. Il tiro del brano di oggi è quello adatto al blog, un funk morbido alla Brothers Johnson, uno dei pallini musicali del Lucio di quel periodo, è tratto da "Io, tu, noi tutti", album del 1977 registrato negli studi della RCA ad Hollywood nella speranza di scalare le classifiche in terra americana, cosa che poi non avvenne, arrangiato insieme a Mike Melvoine tastierista già membro dei Fifth Dimension e che vide la decisiva collaborazione di musicisti di grande livello come il batterista Hal Blaine - Elvis e Simon and Garfunkel tra le sue collaborazioni - i chitarristi Dennis Budimir e Jim Hughart, collaboratori rispettivamente di Frank Zappa e Tom Waits, Ray Parker Jr credo non abbia bisogno di presenta...

NON E' MAI TROPPO TARDI

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Se non sbaglio, il titolo del post era anche quello di un vecchio programma Rai, dove un professore, Alberto Manzi, insegnava a leggere ed a scrivere a chi nell'Italia di allora non lo sapeva fare. Stamattina invece faremo opera di alfabetizzazione sulla musica e l'arte di Michael Jackson per chi ancora non ne conoscesse le gesta. Mi aiuterà il Maestro Enrico Rava, trombettista nonché jazzman eccelso, sentiamo infatti cosa ha da dirci in proposito. A lei la parola, Maestro: "Tutto è cominciato una sera di inizio estate dolce e tiepida come solo Roma sa regalare. Era il 25 giugno 2009, nella Cavea dell’Auditorium. Prima di noi uno stupendo concerto di Ornette Coleman. Quando siamo saliti sul palco ci è bastato abbandonarci alla magìa che Ornette aveva lasciato. E’ stato uno dei nostri concerti più belli. Più tardi, mentre esausti ma felici camminavamo verso i camerini e il pubblico continuava ad applaudire, qualcuno ci ha detto che poco prima era morto Michael Jackson. Fi...

A CASA DI DARYL

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La produzione solista di Daryl Hall ha raggiunto livelli di eccellenza paragonabili alle composizioni fatte insieme al "tappeto con i baffi" John Oates; "Sacred songs" realizzato in collaborazione con Robert Fripp e il bellissimo "Can't Stop Dreaming", ne sono gli esempi più significativi. Ma per chi segue le imprese del nostro, riuscirà a trovare delle perle anche in album meno "riusciti", come ad esempio una canzone presente in "Soul Alone", album del 1993. Il brano in questione è "Stop Loving me, Stop Loving you", dove la genialità di Daryl Hall è prendere una piccola traccia di un misconosciuto brano di Marvin Gaye, "When Did You Stop Loving Me, When Did I Stop Loving You", per costruirci sopra una canzone che vale l'acquisto dell'album. In pratica del brano originale rimane soltanto il ritornello portante, il resto è tutta opera del lungagnone biondo, insieme a Sara Allen, co-autrice del brano.Ve l...

UN UOMO A NUDO

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Posto a cavallo tra "Innervisions" e "Songs in the key of life", l'album "Fullfillingnes First Finale" è negli anni diventato un classico "minore" della discografia di Stevie Wonder. Riascoltandolo in questi giorni devo dire che mai impressione fu più sbagliata; non ci sono magari dei brani che colpiscono al primo ascolto come negli altri album sopracitati, ma tutto il corpus delle canzoni ne fa un disco unico, dal tono cupo e dall'impronta più intimista rispetto agli altri. Più asciutto e scarno negli arrangiamenti e nei suoni , qui infatti Wonder ha suonato quasi tutti gli strumenti alla stregua di un one-man band, quel che ne risulta è però un disco di una sincerità ed una messa a nudo dell'uomo Wonder quasi disarmante. Più una raccolta di canzoni che un album concept come era il precedente e come lo sarà il successivo, dove Wonder sembra aver posato l'ascia di guerra della denuncia sociale, escluso il brano "You haven...

STEELY DAN: JOSIE, 1977

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Trenta musicisti coinvolti, nottate passate a riascoltare un fraseggio di chitarra, un piatto di batteria fatto costruire apposta per suonare una determinata nota su un determinato passaggio di una determinata canzone, una parte per sax suonata da Wayne Shorter scritta come un assolo improvvisato e più autentica di un'improvvisazione - tutto vero, Wayne Shorter si vide recapitare la sua parte per sax nel brano "Aja" da Fagen e Becker, logico poi che li mandò bellamente affanculo dicendo loro che lui, jazzista, avrebbe improvvisato e non avrebbe mai suonato parti scritte; il bello è che dopo aver ascoltato il brano se ne tornò dai due dicendo che erano si, due figli di puttana, ma quel che avevano scritto per lui era così perfetto da superare qualsivoglia improvvisazione da lui pensata. Di "Aja" si potrebbe scrivere un libro soltanto con gli aneddoti, oggi però voglio focalizzarmi su "Josie", pezzo posto a conclusione del secondo lato del disco (già, i ...

DOOBIE BROTHERS: YOU'RE MADE THAT WAY, 1977

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Come vogliamo appellare questa canzone ? Blue Eyed Soul, Pop-Soul, West Coast ? Quel che è certo è che arriva da uno dei migliori dischi dei '70, quel "Livin' on the fault line" dei Doobie Brothers, uscito nel 1977, qui con uno strepitoso Michael Mc Donald che si era unito alla band l'anno precedente, proveniente dagli Steely Dan, dove contribuì alla realizzazione del nuovo corso dei Doobies con "Takin' it to the streets". "Livin' on the fault line" rappresenta però il punto più alto della carriera del gruppo americano ed è un caposaldo di quella particolare miscela di pop, soul, funk e sonorità west coast, suonate da dio e talmente sottostimate che a riascoltarle adesso gridano vendetta. Riguardo a ciò, chi mi segue, sa come la penso su buona parte della critica musicale, incapace di riconoscere la bellezza quando gli si presenta sotto il naso e buona soltanto a rincorrere l'ultima moda del momento. Pensatela come volete, ma quest...

ISAAC HAYES: WALK ON BY, 1968

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photo by William Coupon Qual'è la ricetta per fare un disco che resterà nella storia, con solo quattro brani all'interno? Primo ingrediente, affidarsi a dei brani già conosciuti; secondo ingrediente, scegliere quei brani scritti dalla penna dei migliori autori del songbook americano; terzo ingrediente, almeno un brano scritto di pugno proprio; quarto ingrediente prendere queste canzoni, e metterci un alto tasso di personalità tali da stravolgerle e farle diventare qualcosa d'altro pur rendendole comunque riconoscibili. Isaac Hayes nel suo "Hot Buttered Soul", disco manco a dirlo "pietra di paragone" per tutto quello che verrà dopo, ha realizzato un piatto per gourmet sopraffini, prendendo il meglio della produzione di Bacharach e di quel misconosciuto grande autore che è Jimmy Webb, in più aggiungeteci di contorno una canzone scritta da Charles Chalmers - per inciso uno che ha suonato ed arrangiato pezzi come "Respect" e Let's Stay Together...

DUSTY SPRINGFIELD: SON OF A PREACHER MAN,1968

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Era inevitabile, prima o poi. Può sembrare strano che in due anni e mezzo di attività blogghettara non avessi ancora postato niente su di lei. Forse per pudore, forse quando si ama troppo un'artista si ha quasi timore a parlarne. Era inevitabile, dicevo, che Dusty Springfield arrivasse sulle rive del "dottore" con quello che è il suo gioiello, un disco di musica nera registrato nel luogo dove questa è nata e si è sviluppata, Memphis, un lavoro che fu una scommessa, un rimettersi in gioco dopo una carriera che era stata tutta in discesa e che stava iniziando ad avere le prime falle. Il coraggio di Dusty è quello che non ha mai avuto la nostra Mina, forse uno scoglio troppo grande la lingua inglese per andare a raccogliere allori anche in America, tutte e due icone dei ruggenti sessanta, perfezioniste e capricciose come poche, ma le similitudini finiscono qui. Si perché un disco epocale come "Dusty in Memphis", Mina non lo ha mai fatto, ma forse, e qui la memoria ...

MASSIVE ATTACK: UNFINISHED SYMPATHY, 1991

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I Massive Attack con il loro album del 1991, "Blue Lines", da cui è tratto il brano che vi presento oggi, portarono a compimento la rivoluzione nell'ambito della soul music iniziata qualche anno addietro con i Soul to Soul, inglesi pure loro e non a caso. Si perché, come per altri generi musicali, i ragazzi britannici sanno recepire e rimodellare, creando le basi per la ridefinizione dello stile e delle sonorità a cui poi si accoderanno gli altri, non ultimi i padri nobili del genere, ovverosia gli americani. La canzone, che è considerata il pilastro del movimento musicale che andrà sotto il nome di "trip-hop", è un accumulo di strumentazioni classiche, piano e archi, e campionamenti nella migliore tradizione hip-hop. Gran merito della bellezza del brano è dovuta anche alla vocalist, Shara Nelson, coautrice insieme ai tre componenti la band, cantante che purtroppo non ha avuto una carriera solista di primo piano, come questa interpretazione lasciava presagire...

STEVIE WONDER: HIGHER GROUND, 1973

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Questa canzone arriva dall'epoca d'oro del cantante afroamericano, che parte dal disco del 1972, "Music of my mind", ed arriva al 1979 con "The Secret Life Of Plant". Di quello che è arrivato dopo, Signore in Rosso e improbabili compartecipazioni ad eventi benefici, poco mi interessa, anzi, farò finta che non siano mai avvenuti, tanta è la disparità con i dischi testé citati. "Higher Ground" è senza ombra di dubbio una delle tre canzoni leggendarie che componevano l'album "Innervisions" del 1973, considerato uno dei dischi più belli non soltanto della soul music ma di tutta la musica popolare. Basti pensare ad altri due brani, quali "Livin' In The City" e "Don't You Worry 'Bout The Thing" per dare conferma, canzoni che da sole basterebbero a costruire una carriera e ne avanzerebbe. "Innervisions" è anche il primo album dove viene impiegato in modo massiccio l'uso del synth ARP, usato per c...