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Visualizzazione dei post con l'etichetta power pop

Laughing in The Dark - Pezband (1978, Passport Records)

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  Già con il loro primo, omonimo album, i Pezband da Oak Park, sobborgo di Chicago, – Mimi Betinis (chitarra e voce), John Pazdan (chitarra, piano e voce), Mike Gorman (basso e voce) e Mike Ruane aka Mick Rain (batteria e voce) – avrebbero potuto ambire a un posto d’onore nel pantheon del power-pop; con questo loro secondo, Laughing In The Dark , siamo all’apoteosi. Un disco da far ascoltare a chi si accosta per la prima volta al power-pop, per capirlo e per amarlo.  La storia della band - formata nel 1971- nel frattempo, aveva vissuto diversi cambiamenti. Nel dicembre 1972 John Pazdan lasciò il gruppo e fu sostituito dal chitarrista Dan Wade. Con questa nuova formazione, i Pezband iniziarono a esibirsi in tournée nel Midwest e sulla costa orientale degli Stati Uniti, introducendo nei concerti anche brani originali. Un anno più tardi, Dan Wade venne rimpiazzato da Tommy Gawenda, e il gruppo estese la propria attività live anche alla costa occidentale, suonando in locali leggen...

Pop Goes The Anthology - The Poppees (2010, Bomp! Records)

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The Poppees rappresentarono un’anomalia nel panorama power-pop. Nati nel 1973, quando il genere era ancora in nuce e le onde radio diffondevano tutt’altra musica, si sciolsero nel 1976, proprio alle soglie del riconoscimento del power-pop come entità musicale autonoma. Questi quattro giovani newyorkesi, animati da una fervente passione per il Merseybeat e per la musica britannica dei primi anni Sessanta, ebbero il tempo di lasciare una manciata di incisioni: il singolo  If She Cries, alcune demo promettenti e poco altro. Nonostante la brevità della loro parabola, con un’immagine curata nei minimi dettagli — completi coordinati impeccabili e cravattini neri sottili che evocavano l’epoca d’oro della British Invasion — riuscirono a conquistare un seguito notevole esibendosi nei locali della scena newyorchese. A preservare la loro eredità ci ha pensato la Bomp! Records, che nel 2010 ha pubblicato un’antologia completa di tutto il materiale reperibile, arricchita da numerose tracce ined...

Marshall Crenshaw - Marshall Crenshaw (1982, Warner Bros.)

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Se è vero che la metempsicosi esiste, allora è certo che Buddy Holly si sia reincarnato in Marshall Crenshaw. Ma forse, ancora prima, l’anima dell’Elvis di Mystery Train si era già incarnata nel punk, per venire a far fuori quegli elefanti del rock anni ’70, i quali — per un quindicenne appassionato di rock come il sottoscritto, all’epoca — avevano già provveduto a trapanargli lo scroto. E senza quella sterzata, probabilmente, non sarebbe mai nato il power-pop. Così come è certo che il power-pop non sia stato solo affare di band: anche tra i solisti, ce ne sono stati di validissimi. L’album d’esordio pubblicato nel 1982 da Crenshaw, artista di Detroit, è più che brillante: suona ancora benissimo a distanza di quarantatre anni, e personalmente lo considero uno dei migliori debutti di sempre. Il suo power-pop è impeccabile, con un suono che conserva una freschezza tale da sembrare uscito direttamente dalle stanze del Brill Building. Già fuori moda all’epoca della sua uscita, per un gene...

WE DELIVER - THE MIAMIS

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Gli anni d'oro del CBGB di New York furono un'epoca sfavillante. Per ogni band che riusciva a emergere, ce n'erano molte altre che conobbero solo una gloria fugace, spesso circoscritta al palco del mitico locale newyorchese. Tra queste, c'erano anche i The Miamis, guidati dai fratelli James e Thomas Wynbrandt. Le loro gesta, ora solo immaginabili, sono state raccolte nella recente compilation "We Deliver: The Lost Band Of CBGB Era (1974-1979)," pubblicata dall'etichetta Omnivore Records. I The Miamis, a differenza delle band punk del CBGB, si specializzavano in melodie e armonie vocali tipiche del power pop. Erano persino ben voluti da personalità del calibro di Debby Harry e Tommy Ramone. Insomma, potevano competere con gruppi come i Cheap Trick e i The Rubinoos. Tuttavia, come spesso accadeva a chi si cimentava in questo genere, i ragazzi si ritrovarono con una gloria effimera, pochi soldi e nessun contratto discografico. Una situazione ideale per fa...

CLASSICI: GET THE KNACK - THE KNACK (1979)

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Quando nel 1979 uscì "Get The Knack" il sottoscritto era impaniato "anema e core" con la musica dei Beatles e affini, capirete quindi che il disco dei The Knack fu come acqua fresca, e il power pop che sgorgava da quei solchi era la definitiva pietra tombale sul progressive (in particolare su quello che girava a fine anni settanta, uno smartellamento onanistico e tedioso) che aveva già avuto dal punk una bella mazzata. A differenza di quest'ultimo con il power pop sembrava davvero di essere tornati all'epoca delle canzoni da turbe adolescenziali, micidiali ritornelli e melodie semplici corroborate da un sound chitarristico preciso e potente, con il minimo sindacale di assoli, e con la certezza di ascoltare canzoni che non se la tiravano troppo. Ma non è questo il post per fare un'esegesi del power pop, quindi ritorniamo a "Get The Knack". Moltissime le analogie con i primi album dei quattro di Liverpool, dalla copertina ispirata al ...