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Visualizzazione dei post con l'etichetta philly sound

Love - Honey & The Bees (1970, Jubilee) (2023, Real Gone Music)

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Il Philly-Sound prima del Philly-Sound.  Alle orecchie di molti l’unico, rarissimo album delle Honey & The Bees, “Love”, ristampato nel 2023 dalla Real Gone Music, da questa precisa sensazione. Jean Davis, Gwen Oliver e Cassandra Wooten erano note come The Yum-Yums quando fecero un provino per il fondatore dell'etichetta Arctic, Jimmy Bishop, che le ribattezzò Honey & the Bees e aggiunse Nadine Felder alla formazione come cantante solista. Registrato nel 1970 per l’etichetta Jubilee, l’album non ebbe il successo sperato e scomparve presto dai radar, nonostante fosse un gran bel disco di pura dolce musica soul, antesignano del Philly-Sound, con arrangiamenti di grandi come Norman Harris, Ronnie Baker e Bobby Martin.  Album diventato rarissimo nel tempo, al punto che quelli della Real-Gone sono dovuti calare in Italia per acquistarne una copia al prezzo di 500 euro per poterne ristampare la copertina. L’album è manco a dirlo bellissimo, un must per ogni “cappuccino kid” ...

TIME IS SLIPPING AWAY - DEXTER WANSEL

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Dexter Wansel è indubbiamente un musicista che non ha mai fatto mancare la sua creatività lungo il corso della sua carriera. I suoi album da solista, pubblicati con la Philadelphia International dal 1975 al 1979, ne sono una brillante dimostrazione. Ognuno di questi dischi si avvicina in modo notevole al suono di Philadelphia, senza però esagerare, e conserva una forte impronta personale che lo rende subito riconoscibile. Wansel, tastierista, produttore, compositore e cantante, ha pubblicato il suo ultimo album per l'etichetta di Philadelphia nel 1979, e "Time Is SlippinG Away" è un esempio perfetto di quanto appena detto. Nel corso del tempo, questo album è diventato una sorta di "classico minore" nel mondo della musica soul. Pur non essendo entrato nei libri di storia come un capolavoro, al suo interno troverete brani che, se ascoltati oggi, potrebbero tranquillamente reggere il confronto con lavori più acclamati del genere. Il brano che apre l'album, ...

LA NAVE DEI DANNATI

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Ultimamente mi è capitato di riascoltare un disco di cui ricorre il quarantennale proprio questo anno. Il bel pezzo di vinile è "Ship Ahoy", licenziato dagli O'Jays per la Philadelphia International,   recentemente ristampato con l'aggiunta di tre brani: una bella versione live di "Put Your Hands Together" e le single version di "For The Love Of Money" e "Now That We Found Love", quest'ultima portato al successo dalla band giamaicana "Third World" nel 1978. "Ship Ahoy" va ad inscriversi nel filone del soul di protesta, che già con "What's Going On" di Marvin Gaye, "There's A Riot Goin' On" di Sly Stone e successivamente "There's No Place Like America Today" di Curtis Mayfield, diedero una bella scossa al movimento della musica soul, facendola uscire dall'innocenza del suono Motown.  In questo caso già la copertina del disco ci fornisce un'indizio su que...

IL LUNGO ADDIO: VINCENT MONTANA JR. 1928-2013

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La recente scomparsa di Vince Montana Jr., oltre a lasciare un vuoto nel mondo della musica soul, ti fa pure pensare allo scorrere del tempo. Il buon Vince ci ha lasciato ad 84 anni, quando ho conosciuto la sua musica ne aveva una quaranticinquina scarsa, cioè sei anni meno di me che adesso ne sto scrivendo un piccolo ricordo. A parte queste facezie, diciamo che Montana Jr. si può ascrivere alle leggende della musica soul dei primi anni '70, in particolare il nostro è stato parte integrante di quel movimento musicale che passerà alla storia come "Philly Sound". Vibrafonista, percussionista, nonché produttore e compositore, Montana Jr fu componente dell'orchestra per eccellenza del "Philly Sound", la "MFSB" e in seguito fu il creatore della "Salsoul Orchestra". Possiamo tranquillamente affermare che il nostro è stato uno dei padri nobili della nascente disco music e sicuramente con il suo ruolo e con le sue orchestrazioni  ne ha fatto...

PUBBLICITA' PROGRESSO

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Vi ricordate le vecchie Pubblicità Progresso, quelle campagne di pubblica utilità che non propagandavano alcun prodotto ma che facevano delle opera di utilità sociale al fine di smuovere le coscienze troppo spesso addormentate del popolo italico? Orbene, l'altro giorno, un altro tipo di pubblicità, questa volta di carattere merceologico - parlo di una nota casa automobilistica tedesca - ha risvegliato in me, se mai ce ne fosse stato il bisogno, la voglia di riascoltare per intero un brano, l'ennesimo, di Paul Weller e dei suoi Style Council. C'è da dire che la pubblicità è costruita sul'intro del pezzo che andremo a sentire, e nonostante siano passati tanti anni dall'uscita del disco devo dire che ancora adesso si dimostra talmente "cool" come se fosse una "killer application" per computer. "Shout to the top" è l'omaggio di Paolino ad un certo modo di intendere il soul, questa volta siamo in territorio Philly Sound, soul-funk ra...

THE O'JAYS vs BUNNY SIGLER: LOVE TRAIN,1972

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Oggi sfida tutta giocata all'interno del Philly Sound. Il brano è un classicone del genere che penso conosciate più o meno tutti, l'originale è stato inciso dagli O'Jays nel 1972, e può essere preso ad esempio di cosa fosse il sound di Philadelphia, la cover di Sigler incisa nel '74, è virata in versione blues, molto affascinante, anche se preferisco l'originale. Bunny Sigler è stato uno degli artefici del Philly Sound, ha collaborato con i produttori Gamble e Huff che ne definirono il sound, oltre che con numerosi artisti della scuderia. Ha inciso dieci album nella sua carriera di cantante solista ed è tuttora sulle scene. La particolarità della cover è data dalle parti vocali: quelle che sentite nel brano sono opera di Sigler, infatti oltre che nella parte solista, anche i cori di accompagnamento sono cantati dal nostro.

DO IT ANY WAY YOU WANNA

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Tra tutti i gruppi del Philly Sound i People's Choice sono tra quelli che hanno avuto meno hit, ma è bastato loro un solo brano per entrare nel pantheon di tutti i funkster. "Do it any way you wanna" è il classico brano che definisce un'epoca, per quel che mi riguarda era quella delle cantine spacciate per discoteche, piccoli locali situati spesso e volentieri in improbabili fondi di abitazioni del centro storico di Firenze, "Shere Khan", "Papillon", "Andromeda", "Royal" questi i nomi, dove ancor prima della disco, si ballava funk e tanto Philly Sound. Talmente amati che una delle tante compagnie di adolescenti che imperversavano nella Firenze di metà anni '70 prese il nome dalla band. Apro una parentesi: ben prima dei dark e dei paninari dalle mie parti usava riunirsi in bande che si chiamavano con i nomi più improbabili, derivazione delle gang viste in qualche film americano; i bar come punto giornaliero di ritrovo, la ves...

HAROLD MELVIN AND THE BLUE NOTES: BAD LUCK, 1974

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Questa era la musica soul che si suonava nelle feste scolastiche alla metà degli anni '70, e che veniva ballata nelle discoteche. Arrivava da Philadelphia, il suono era riconoscibile all'istante e coinvolgente come pochi altri generi lo sono stati, talmente caratteristico da creare un sottogenere nell'ambito della soul music che prenderà il nome di Philly Sound. L'etichetta discografica che ebbe più hits nelle classifiche fu la Philadelphia International dei produttori Gamble e Huff, sia lode a loro, ed il gruppo più famoso e rappresentativo furono i Blue Notes di Harold Melvin. Come partivano le prime note di un qualsiasi loro disco, li riconoscevi all'istante, e questo grazie all'inconfondibile voce del solista, il grande Teddy Pendergrass, e ai complessi intrecci vocali degli altri. E pensare che il buon Teddy entrò nella band in qualità di batterista, salvo poi prendersi quel ruolo di primo piano che lo rese famoso, tanto da lasciare la band all'apice de...

NAT TURNER FEAT MAJOR HARRIS: RUBY LEE, 1972

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Il sound di Philadelphia prima di essere un genere musicale, è uno stato dell'animo. Quando arriva ne rimani intrappolato e non puoi farci niente e non è nemmeno spiegabile, è un po' come cercare di far capire la saudade ad un non brasiliano. Il Philly Sound qui da noi è conosciuto principalmente g razie all'etichetta Philadelphia International fondata dai produttori Gamble e Huff nel 1971, ed è diventata con gli anni sinonimo di quel particolare tipo di sound che arrivava da quella metropoli. Prima di loro però, altre realtà operavano nella città, come ad esempio l'etichetta a cui è associato il cantante che vi presento oggi. La Philly Groove, questo il nome, fu una casa discografica nata nel 1967 per opera dei produttori Stan Watson e Sam Bell, divenne famosa per due gruppi vocali, i Delfonics, loro è la famosa "La la Means I Love You", e le First Choice, e fino al 1974, anno della cessazione dell'attività, produsse altri notevoli pezzi grazie ad artisti...