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Visualizzazione dei post con l'etichetta soul jazz

Dime - Serebii (2025, Innovative Leisure)

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  Dime è il secondo album del talentuoso musicista neozelandese Callum Mower alias Serebii, notoriamente apprezzato per le sue doti di compositore, produttore e multi-srumentista. Uscito il 28 marzo per l’etichetta Innovative Leisure, l’album rappresenta un vero punto di svolta, sia personale che artistico. Mower sceglie di mettersi a nudo, portando la propria voce in primo piano e dando vita a un progetto minimalista, quasi un viaggio introspettivo in cui affronta le sue emozioni più profonde. La playlist comprende dieci tracce che si fondono in modo armonioso per creare un viaggio fluido nel mondo del cantautorato soul-jazz e della tropicália, arricchito da elementi psych-folk ed elettronici. La produzione include chitarre ipnotiche, eleganti pianoforti e strati di sintetizzatori, costituendo paesaggi sonori dolci e avvolgenti che trasportano l’ascoltatore in una sorta di stato di meditazione.  Il disco presenta alcune collaborazioni interessanti: in Lungs spicca la voce d...

PERPETUAL GATEWAYS - ED MOTTA

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In Brasile vive un uomo il cui amore per la musica è senza pari. All'interno delle sue mura, si celano trentamila dischi in vinile e innumerevoli CD. Tuttavia, questo uomo non è soltanto un collezionista; egli è anche un musicista e cantante straordinario. Ora, tre anni dopo il suo album "AOR", Ed Motta è pronto a stupirci con una nuova opera musicale, "Perpetual Gateways", che si rivela essere il degno successore. Ancora una volta, le sonorità che richiamano gli Steely Dan aprono le danze. "Captain's Refusal", ad esempio, potrebbe facilmente essere scambiato per un brano degli Steely Dan da "Gaucho". Subito dopo, "Hypocondriac's Fun" fonde il linguaggio di Fagen con quello di Stevie Wonder, creando un risultato affascinante. "Good Intentions" invece ci catapulta nel cuore del soul, con una performance vocale straordinaria da parte di Motta. "Reader's Choice" rievoca ancora le suggestioni degli Ste...

NE SENTIVATE IL BISOGNO?

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Sto preparando la recensione del nuovo album degli Earth Wind & Fire, "Now, Then and Forever", uscito lo scorso 10 settembre per celebrare il 40nnale della band e mi chiedo: ha senso un'altra reunion, tra l'altro di uno dei gruppi che più ho amato? Lasciata la band da parte di Maurice White per motivi di salute come dire l'anima del gruppo, gli EW&F ormai rimasti in tre, Philip Bailey, Ralph Johnson e Verdine White ritornano tra di noi dopo otto anni con un disco che cerca di rinverdire i fasti del tempo che fu; impresa molto ardua direi, per una band che ormai ha detto e bene tutto quello che c'era da dire sia in ambito soul, funk, jazz e pop, ovvero in quei generi che così sapientemente riuscirono a far stare insieme in una miscela esaltante come raramente è dato di ascoltare. Personalmente, pur non dispiacendomi questo nuovo lavoro, l'ho trovato abbastanza ininfluente per quanto riguarda la loro storia, mi spiego, se lo avesse fatto un no...

LO STILE E LA CLASSE DI MARIO BIONDI

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C'è poco da fare, lo stile è una cosa che non puoi comprare, o ce l'hai oppure rischi, provando a dartene uno, di fare delle figure da peracottaro. Mario Biondi è uno che di stile e di classe  ne ha in abbondanza, e il suo nuovo disco uscito da poco, "Sun", ne è una riprova. Devo dire che ritrovo un Mario Biondi in forma smagliante e vi confesso che certe sue passate collaborazioni - quelle con la Tatangelo e con i Pooh per la precisione - mi avevano lasciato molto perplesso al punto da considerare il cantante siciliano avviato verso una carriera simile a molte altre "promesse" della canzone italiana, ovvero quello di adagiarsi nel mare della classica canzonetta pop all'italiana. Per fortuna questo disco, come il precedente di duetti realizzati insieme ad artisti semi-sconosciuti, è la conferma che il nostro ha ben chiaro il proprio percorso musicale. Percorso costellato da brani nella migliore tradizione del soul e del jazz contaminato con la bossa...

LA DONNA DI FIORI

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Il sax di Joe Lovano introduce una canzone scritta da Stevie Wonder per Michael Jackson, Esperanza Spalding, cantante jazz, bassista e violinista entra in scena per una delle più belle cover del repertorio dell'ex bambino prodigio del soul. "I can't help it" fa parte del nuovo album di Esperanza, "Radio Music Society", uscito lo scorso 20 Marzo, un disco che è il seguito complementare di "Chamber Music Society" del 2010 e dove lì si esploravano delicate trame jazz in versione di musica da camera, qui, come dice la stessa Spalding, viene privilegiata "l'analisi jazzistica di una forma canzone e melodie che vengono comunemente definite come pop". Ci troviamo di fronte ad un lavoro di una eleganza e raffinatezza estrema, roba da palati fini, dove il jazz incontra il soul più morbido, ma tutto ciò senza risultare troppo caramelloso ed appiccicoso, dodici brani che faranno storcere il naso ai puristi di ogni ordine e grado, qui in partic...

DIPINTO SU TELA

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Lo vedi in copertina con un pennello in mano, nell'atto di imprimere del colore su di una tela, ma non è un pittore nel senso letterale del termine. Possiamo però intenderlo tale in un altro modo, se sostituiamo al pennello la sua voce ed al posto della tela abbiamo un disco, vinile, cd od mp3. Si, l'ascolto del nuovo album del cantante afroamericano Gregory Porter mi ha dato questa sensazione/emozione, "Be Good" il titolo, è infatti uno di quei dischi che ti arrivano in casa quando meno te lo aspetti, diventano da subito necessari e ti riconciliano con il canto, in questo caso con il "bel" canto. Bel canto che noi italiani sappiamo riconoscere di primo acchito, non importa che sia impaludato in teatri lirici però, basta anche un locale buio con tre sedie e due tavolini perché il miracolo di ascoltare una bella voce si compia. Gregory Porter è la voce che ci riporta alla miglior tradizione dei crooner neri, Lou Rawls e Nat King Cole in primis, ed ogni altra ...

LA DONNA DI PICCHE

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Proseguiamo l'excursus sulle nuove voci femminili legate al jazz e a quel che ci gira intorno parlando oggi della canadese Elizabeth Sheperd. L'album di cui vi parlerò oggi non è nuovissimo essendo uscito nel 2010 per l'etichetta Do Right! Music, "Heavy Falls The Night" è il titolo, mentre un nuovo cd, il quarto se escludiamo una raccolta di lati B e remix vari, è in uscita il prossimo aprile. Di lei si dice che sia una delle jazziste più talentuose del momento, anche se il termine jazzista è riduttivo, visto che la ragazza sa muoversi bene e con eclettismo in territori contigui al jazz. Dopo aver ricevuto il plauso per i suoi precedenti lavori ed aver fatto dei concerti sold-out in posti come il Jazz Cafè di Londra, il Cotton Club di Tokyo e l'Hollywood Bowl di S.Francisco, "Heavy Falls The Night" arriva giusto come un'evoluzione del sound di Elizabeth Sheperd. Anzitutto nel disco si ascolta una particolare cura nelle sovraincisioni vocali della...