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Visualizzazione dei post con l'etichetta soul funk

JIRO INAGAKI & HIS SOUL MEDIA - BREEZE

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L'album da cui è tratto il brano di oggi, "Funky Stuff" release del 1974,  è stato per molti anni una chimera per molti appassionati di fusion, vinile pressoché introvabile è stato fortunatamente ristampato in cd da un paio di anni. Ci muoviamo su territori jazz-rock morbidi, Crusaders e Bob James i primi nomi che mi vengono in mente, il disco è giocato tutto sul sax del leader con una buona dose di tastiere fender rhodes e con la chitarra elettrica a rifinire il tutto. Un buon groove, metropolitano e notturno in questo superbo pezzo di oggi, l'album non è da meno e voglio segnalarvi anche una discreta cover di "Funky Stuff" dei Kool & The Gang. Che dire ancora, se non che i giapponesi su queste sonorità non sono secondi a nessuno.

PUBBLICITA' PROGRESSO

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Vi ricordate le vecchie Pubblicità Progresso, quelle campagne di pubblica utilità che non propagandavano alcun prodotto ma che facevano delle opera di utilità sociale al fine di smuovere le coscienze troppo spesso addormentate del popolo italico? Orbene, l'altro giorno, un altro tipo di pubblicità, questa volta di carattere merceologico - parlo di una nota casa automobilistica tedesca - ha risvegliato in me, se mai ce ne fosse stato il bisogno, la voglia di riascoltare per intero un brano, l'ennesimo, di Paul Weller e dei suoi Style Council. C'è da dire che la pubblicità è costruita sul'intro del pezzo che andremo a sentire, e nonostante siano passati tanti anni dall'uscita del disco devo dire che ancora adesso si dimostra talmente "cool" come se fosse una "killer application" per computer. "Shout to the top" è l'omaggio di Paolino ad un certo modo di intendere il soul, questa volta siamo in territorio Philly Sound, soul-funk ra...

SUA MAESTA' FRANKIE BEVERLY E I MAZE

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I Maze di Frankie Beverly, leader e vocalist della band, sono stati uno dei gruppi di soul music tra i più sconosciuti e sottostimati in Italia, se non tra una ristretta cerchia di appassionati che è bene dirlo, adorano ogni singolo sospiro ed ogni singola nota di Frankie e compagni. I Maze li ho scoperti nel 1980, al loro terzo album, e non a caso; per il sottoscritto sostituirono, anzi per meglio dire, furono un ricambio naturale ed un'evoluzione di quello che i Kool & The Gang potevano diventare se avessero avuto il coraggio di proseguire sulla strada del funk senza andare a pescare in canzoncine da bolle di sapone causa entrata in formazione di James T. Taylor che anestetizzò la loro forza ed il loro stile in una specie di vasectomia musicale. I Maze realizzarono otto album dal 1977 al 1983, stabilmente ai primi posti della US R'n'B Charts con due numeri uno nel 1985 e nel 1989, la loro musica è stata un concentrato di stile e raffinatezza con soluzioni mai banali, ...

ITALIAGERMANIA

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In occasione della madre di tutte le partite, anche il dottore vuole celebrare il match di stasera con una sfida tra due album, uno di un combo tedesco, l'altro italiano, usciti per due etichette discografiche ambedue tedesche. I primi sono i "Pitch and Scratch" combo germanico di nu funk provenienti da Amburgo, autori di un disco per la label Legere Recordings così fresco e adatto per combattere calura ed anticicloni africani, che va a pescare nel soul e nel funk delle annate nobili, ovvero negli anni '70 o giù di lì, attualizzate in salsa hip hop in un paio di brani. Il nostro portabandiera è invece il compositore e multistrumentista Gabriele Poso, in uscita con "Roots of Soul" per la label INFRAcom! ; qui ci troviamo di fronte a sonorità latin/jazz, disco che vede la partecipazione di notevoli vocalist quali Tanya Michelle e Naylah Porter e di un musicista e dj cult della scena come Osunlade. Il disco mi piace quando pone l'accento sul jazz ed il so...

QUEL SOUL CHE ARRIVA DALL'AUSTRALIA: DOJO CUTS FEAT ROXIE RAY

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Buone nuove dall'Australia per quanto riguarda la nostra musica preferita. Poco tempo fa su questo blog ebbi modo di parlare di Clairy Brown and The Bangin' Rackettes , band proveniente da Melbourne, dedita ad un ruvido r'n'b, oggi è la volta dei Dojo Cuts , combo che arriva da Sidney, con alla voce la brava e bella Roxie Ray. Hanno fatto uscire da poco il loro secondo album, "Take from me", per l'ormai imprescindibile label italiana, per chi ama soul e funk, Record Kicks e posso dire che anche questa volta hanno colto nel segno. Se in altri artisti dell'etichetta, vedi ad es. Nick Pride and The Pimptones o i Third Coast King ci troviamo di fronte ad una proposta musicale orientata verso il funk nudo e crudo, in questo album viene privilegiato un approccio alla materia più morbido, abbiamo infatti dei brani quasi tutti giocati in chiave mid-tempo, molto raffinati e dalle sonorità pulite e anche laddove viene affondato il coltello nel burro, vedi la co...

NON NE HO MAI ABBASTANZA !

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"Non ne ho mai abbastanza, di quella roba funky, dico wo wo wo...wo wo yeah". Così parlarono più o meno i Kool and The Gang nell'Ottobre del 1973, quando diedero alla luce "Funky Stuff", una cavalcata ritmica martellante di tre minuti e destinata a restare scolpita come un blocco di granito nella storia del genere. Chi ha memoria dei Kool and The Gang versione anni '80 se li dimentichi e corra ad ascoltarsi quello che furono in quegli anni. James Brown li definì la "seconda band più carogna in circolazione", dopo la sua, ovviamente, e ascoltando questo brano, come dargli torto. Il pezzo inizia con un fischio, per poi proseguire con una precisa e matematica punteggiatura di fiati che vanno ad incastrarsi con precisione nelle frasi ritmiche secche e martellanti costruite dal basso e dalla chitarra, formando un groove micidiale che cambiò radicalmente il modo di fare musica black, sfidando sul suo stesso terreno, quello che era il sound di James Bro...

BUONE NUOVE (STAGIONATE)

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Prima di diventare, insieme a Jay Graydon, uno tra i principali produttori della scena pop-west coast californiana, David Foster è stato autore di alcuni tra i dischi più interessanti per il genere durante il decennio dei seventies. Il primo gruppo con cui ha collaborato sono stati gli Skylark, autori di due vinili tra il 1972 ed il 1974, l'ultimo sono stati gli Airplay, band formata insieme al chitarrista e producer Jay Graydon autori di un disco fondamentale per il genere uscito nel 1980. Nel mezzo ci sono stati gli Attitudes, ed è la band di cui vi parlerò nel post di oggi. Foster riunì alcuni tra i migliori musicisti dell'area californiana, ovvero Paul Stallworth, Danny Kortchmar e Jim Keltner, arrivando a pubblicare due album tra il 1976 ed il 1977. Tralascio volentieri il primo disco, piacevole ma niente di che, sopratutto alla luce dei componenti la band, mentre il secondo, "Good News", già fa intravedere le notevoli capacità di Foster come musicista ed autore ...

FOPP

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Smargiassi, grezzi, fuori di testa e massicci. Questi, in poche parole, erano gli Ohio Players. Qualcuno forse se li ricorderà grazie al loro hit che trovò un buon riscontro anche qui da noi, quel "Love Rollecoaster" coverizzato in maniera sciapa dai Red Hot Chili Peppers, ma se ci soffermiamo solo su quel brano conosceremo soltanto un quarto della forza della band di Dayton, Ohio. Un gruppo grezzo e compatto, dicevamo, capace però di passare, grazie ai loro stupefacenti arrangiamenti, dal blues al funk più duro e puro fino a morbidezze inaspettate, come ad esempio possiamo ascoltare nell'album "Honey" del 1975. Prima di approdare sulla riva del funk gli Ohio Players erano un buon gruppo che si dilettava nel fare del black-rock anonimo, l'approdo alla Mercury Records però dette loro la spinta e la convinzione nel cambiare marcia e diventare in pochi anni un gruppo che sbaragliò letteralmente la concorrenza. La band era capitanata dal chitarrista e vocalist L...

IL FUOCO INESTINGUIBILE DEL SOUL

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Ecco uno dei gruppi che negli anni '90 riaccese nel sottoscritto la speranza di poter riascoltare della buona soul music fatta e suonata come suonavano i classici del genere. Ancora una volta per la rivalsa del funk e del soul ci dovettero pensare dei ragazzi inglesi, musicisti, etichette e dj's che andarono a formare quel movimento passato alla storia come acid-jazz, e tra tutti i Brand New Heavies ne furono i portabandiera e insieme agli Incognito, quelli che ebbero più successo. Sostanzialmente un trio strumentale i BNH incisero il primo album nel 1990 insieme alla vocalist Jay Ella Ruth, ottenendo un buon riconoscimento da parte della critica, ma il botto lo fecero due anni dopo, con l'ingresso in formazione della cantante afroamericana N'dea Davenport e la sostanziale riedizione del primo album con alla voce la nuova entrata. "Dream Come True", "Never Stop" e "Stay this way" trasportarono letteralmente la band dal culto dei dancefloor ...

BREZZE ESTIVE E L'OMBRA DI HENDRIX

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Forse pochi sanno che Jimi Hendrix, prima di spiccare il volo, è stato per un breve periodo-durante una tournée alle Isole Bermuda alla fine del 1963 per l'esattezza - la chitarra solista degli Isley Brothers; se qualcuno avesse dei dubbi, oltre che andare a reperire le informazioni a tal proposito, può capire quanto abbia influenzato il gruppo ascoltando "Summer Breeze", superba cover del brano portato al successo dal duo Seals and Croft. L'uso e l'assolo finale della chitarra rimanda al chitarrista di Seattle, ma non solo, l'album da cui è tratto, 3+3 del 1973, contiene anche un'altra traccia, "That Lady", che ripercorre i sentieri tracciati da Hendrix. Va da se' che il chitarrista della band, Ernie Isley , grazie a quella breve presenza di Jimi nella band, ne abbia assimilato tutta l'estrosità e lo stile. Gli Isley Brothers infatti, una volta abbandonata la Motown, poterono esprimere tutto il loro potenziale che fino ad allora era com...

BOZ SCAGGS: LOWDOWN, 1976

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Mi piace pensare che questa canzone, insieme a "Do it Again" degli Steely Dan e a "She's Gone" di Hall ed Oates sia portata ad esempio di quella corrente musicale chiamata "blue eyed soul", ovvero musica dell'anima suonata da bianchi. Può essere usata anche come sinonimo di musica di classe, se mai questo termine voglia significare qualcosa. Pur nella sua facilità di ascolto, questa canzone, come altre del genere, sono pezzi che più che alla pancia parlano al cervello, talmente sono elaborati nella loro costruzione e nei loro cambi armonici. Ma basta la linea di basso e l'entrata dei fiati per toglierti di dosso i freni inibitori, portandoti ad un godimento assoluto. E pensare che il brano, uscito come singolo nel '76 dall'album "Silk Degrees", non ottenne subito quel clamoroso successo che ebbe poi, un milione di copie vendute e Grammy per il miglior brano r'n'b dell'anno, ma grazie alla lungimiranza ed all'i...

THE BAKER BROTHERS: HEAD SOUTH, 2011

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Gli inglesi The Baker Brothers, con il loro nuovo album, "Time to Testify", uscito per l'etichetta "Record Kicks" - casa discografica di culto, da seguire per chi ama le sonorità funk e soul, ma anche per chi si interessa di buona musica - hanno ribadito la supremazia inglese nel mondo soul-funk, riuscendo nella difficile impresa di rendere personale un genere che per forza di cose deve rapportarsi con quanto realizzato nel passato dai padri nobili della black music. Settimo album in otto anni, ed un caleidoscopio di stili, dal funk nervoso di brani quali "Pieces of the Puzzle", "Snap Back" e "Genki Strut", al blue eyed soul di "Once I Had Friend" tra echi di Hall e Oates, fino ad arrivare a sfiorare la perfezione con il brano "Head South". Si, qui ci troviamo in pieno territorio Steely Dan, e i nostri fratellini sono riusciti a tirar fuori un brano che, aldilà di un semplice esercizio di stile, è un pezzo che n...

MELVIN SPARKS: DISCO BOOTY, 1975

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Melvin Sparks è stato un testimonial di prodotti per barbeque. E forse in America, per chi non si interessava alla musica, è stato più conosciuto per questo. Ed è un peccato, perché Melvin, chitarrista partito dal jazz per poi approdare ad una fusione tra soul e funk, è stato uno dei pionieri del futuro acid-jazz, e ne è diventato un punto di riferimento. Non ha inciso molti dischi, sette, dal 1970 al 2006, ma ha partecipato come turnista in centinaia di album dei maggiori musicisti del genere, tipo Lou Donaldson e Idris Muhammad, per dirne due. Musicista eclettico, come lo si ascolta nel brano di oggi, dove si diverte con i ritmi della disco, innestata però da una dose massiccia di funk. Il pezzo non è presente in nessuno dei suoi album, è un rare groove che arriva da una compilation della Ace Music uscita nel 2001 e compilata dal dj inglese Dean Rudland. E non è un caso che ancora una volta le orecchie più attente per questi suoni arrivino dall'Inghilterra, dove alla musica black...