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Visualizzazione dei post con l'etichetta acid jazz

IL LUNGO ADDIO: RONNY JORDAN, 1962-2014

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Il chitarrista Ronny Jordan, uno dei pionieri del nascente movimento Acid Jazz agli inizi degli anni 90, ha lasciato questa valle di lacrime andando a suonare con il suo maestro e fonte principale di ispirazione, il grande Wes Montgomery. Il suo album di esordio, "The Antidote" uscito nel 1992, oltre ad essere una boccata di aria fresca nel panorama musicale di allora, andava infatti ad omaggiare quei chitarristi come Montgomery ma anche Kenny Burrell che seppero giocare con il jazz incrociandolo con altri generi quali il soul ed il blues. Uno dei punti più alti della carriera di Jordan fu quando collaborò insieme a Guru per il suo album manifesto del crossover tra hip-hop, jazz e soul,"Jazzmataz " uscito nel 1993. Il brano in cui Jordan mise la sua arte è anche uno dei più belli, "No time to play", che si avvalse alla voce della brava e bella D.C . Lee. Un cattivo inizio di anno, purtroppo, la scomparsa di personaggi chiave per la storia della musica...

ATTO DI FEDE

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Il disco di oggi non è propriamente una novità, essendo uscito circa due mesi fa, ma per un disco del genere direi che due mesi di ascolto quasi continuo non fanno altro che bene per poterne parlare con calma. Bluey, nick di Jean Paul Maunick, è il leader di una delle band faro del movimento acid jazz degli anni '90, gli Incognito, e questo "Leap of Faith" è il suo primo album da solista e il primo disco dove il nostro fa anche il cantante, visto che negli album della band si è sempre avvalso di belle fanciulle, come ad esempio la brava Maysa. Diciamo che la voce di Bluey non è spettacolare ma comunque la trovo ben a fuoco per le canzoni ivi contenute. "Leap of Faith" è un po' la summa del Bluey pensiero, l'album prima di tutto è suonato e registrato in maniera impeccabile, scevro da quel suono a volte lezioso della sua band; è come se il sound degli Incognito ci sia restituito nudo e senza orpelli. Funk morbido girato in mid tempo per molti dei bran...

L'EPICA DELLO SPACE COWBOY

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"Ecco, da qui si traccia una riga e si riparte." Credo che per molti di voi la frase sopra sia stata pronunciata più di una volta, in tutti quei casi che la vita ci pone davanti a delle scelte, ma qui parliamo di musica e come nella vita di tutti i giorni, anche la settima musa ti si para davanti e ti chiede di decidere. Una di quelle volte è accaduta nel 1994, quando il secondo disco pubblicato da Jay Kay e dal suo gruppo, Jamiroquai, atterrò sul mio lettore cd. La riga ben dritta fu tracciata sopra molta fuffa che girava allora, su quel soul di plastica suonato solo con i synth che spopolava in quel periodo e "Return Of The Space Cowboy" fu la conferma a quanto di buono era stato seminato con il precedente album della band, "Emergency On Planeth Earth". Altri semi erano nell'aria in quei giorni, i semi dell'acid jazz, di suoni che riprendevano il filo del grande soul dei seventies, suonato con il cuore e non solo con la testa, e lo ...

[RE:JAZZ], VIBRA TEUTONICHE

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Oggi ci focalizziamo su un'altra novità discografica, questa volta in arrivo dalla Gemania tramite etichetta INFRAcom , distribuita dalla nostrana Audioglobe. Parliamo dei [re:jazz] band di Francoforte attiva da dieci anni e in uscita con il loro nuovo album, il quinto,  dal titolo "Kaleidoscope". Ed un caleidoscopio di suoni è quello che ci attende; se nei precedenti album la band sfornava versioni acustiche di brani "elettronici" delle release INFRAcom, in questo lavoro, grazie anche alla produzione di Alex Reinemer dei Jazzanova, abbiamo prima di tutto dei brani originali e una varietà di stili che abbracciano il soul, il jazz - in versione acid - il funk, la fusion e piccole reminiscenze dubstep. Aldilà della tecnica e dei vari generi adottati, va detto che il disco è molto bello, impreziosito com'è in alcuni brani da parti vocali cantate da alcune tra le più belle voci del panorama soul/jazz. Come ad esempio nel brano che apre il disco, "Don...

L'ESPERIMENTO DEL DOTTOR GLASPER

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Robert Glasper, pianista jazz da Houston, Texas, è un artista di confine a cui piace mischiare nelle sue creazioni le varie declinazioni della musica afroamericana tra cui l'hip hop ed il neo-soul, riuscendo così a creare qualcosa di nuovo e di non scontato nel paludato mondo del jazz. Oltre a suonare nel suo trio, Glasper è anche leader del "Robert Glasper Experiment" il quale ha pubblicato lo scorso Febbraio per la Blue Note Records un album intitolato "Black Radio", suonato insieme ad alcuni dei nomi più interessanti del neo-soul, tra cui spiccano Erikah Badu, Lalah Hathaway, Lupe Fiasco, Musiq Soulchild e Bilal. Contaminazione quindi, come Miles Davis ed Herbie Hancock hanno operato negli anni passati, per un disco che è un nuovo punto di ripartenza per la musica jazz, di impatto immediato e totale, c'è chi l'ha paragonato ad "Attica Blues" di Archie Shepp e non sia blasfemo l'accostamento, qui dentro c'è un concetto di musica nera...

LA DONNA DI PICCHE

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Proseguiamo l'excursus sulle nuove voci femminili legate al jazz e a quel che ci gira intorno parlando oggi della canadese Elizabeth Sheperd. L'album di cui vi parlerò oggi non è nuovissimo essendo uscito nel 2010 per l'etichetta Do Right! Music, "Heavy Falls The Night" è il titolo, mentre un nuovo cd, il quarto se escludiamo una raccolta di lati B e remix vari, è in uscita il prossimo aprile. Di lei si dice che sia una delle jazziste più talentuose del momento, anche se il termine jazzista è riduttivo, visto che la ragazza sa muoversi bene e con eclettismo in territori contigui al jazz. Dopo aver ricevuto il plauso per i suoi precedenti lavori ed aver fatto dei concerti sold-out in posti come il Jazz Cafè di Londra, il Cotton Club di Tokyo e l'Hollywood Bowl di S.Francisco, "Heavy Falls The Night" arriva giusto come un'evoluzione del sound di Elizabeth Sheperd. Anzitutto nel disco si ascolta una particolare cura nelle sovraincisioni vocali della...

IL FUOCO INESTINGUIBILE DEL SOUL

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Ecco uno dei gruppi che negli anni '90 riaccese nel sottoscritto la speranza di poter riascoltare della buona soul music fatta e suonata come suonavano i classici del genere. Ancora una volta per la rivalsa del funk e del soul ci dovettero pensare dei ragazzi inglesi, musicisti, etichette e dj's che andarono a formare quel movimento passato alla storia come acid-jazz, e tra tutti i Brand New Heavies ne furono i portabandiera e insieme agli Incognito, quelli che ebbero più successo. Sostanzialmente un trio strumentale i BNH incisero il primo album nel 1990 insieme alla vocalist Jay Ella Ruth, ottenendo un buon riconoscimento da parte della critica, ma il botto lo fecero due anni dopo, con l'ingresso in formazione della cantante afroamericana N'dea Davenport e la sostanziale riedizione del primo album con alla voce la nuova entrata. "Dream Come True", "Never Stop" e "Stay this way" trasportarono letteralmente la band dal culto dei dancefloor ...

GALLIANO: PRINCE OF PEACE, 1992

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Antefatto: quando nel 1987 acquistai spinto da curiosità per la copertina il Cd "Acid Jazz and Other Illicit Grooves", mi trovai di fronte a tre opzioni, una volta ascoltatone il contenuto: affacciarmi alla finestra della mia cameretta ed urlare al miracolo, uscire di casa in cerca di una chiesa per accendere un cero a San Marvin, o in ultima analisi, cercarsi una femmina con cui copulare al ritmo della musica del dischetto. Chiaramente me ne rimasi ben fermo, anche con le mani, onde evitare accuse di rimbambimento precoce da parte della mia famiglia e dei vicini di casa. Quello che non accadde allora ebbe luogo qualche anno dopo, indovinate con quale opzione, alla luce dei dischi usciti per le etichette Talkin' Loud di Gilles Peterson e la Acid Jazz di Eddie Piller , dove si certificava, finalmente, la rinascita della soul music suonata non solo e soltanto con l'elettronica - tendenza che ebbe nel periodo il soul r'n'b americano - recuperando tutta l'ico...