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GLORIA JONES vs.SOFT CELL: TAINTED LOVE, 1964

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Di questo brano forse la maggioranza delle persone crede che la versione originale e quella migliore sia quella del duo elettropop dei Soft Cell. Oddio, anche il sottoscritto, prima di vedere la luce lo pensava, salvo poi ricredersi e buttare alle ortiche tutto quel ciarpame loffio decadente. Al cospetto della versione di Gloria Jones, l'unica, quella dei Soft Cell è roba che va bene per i programmi alla carloconti, cioè avete capito, quelle trasmissioni tv dove passano il peggio di anni altrimenti esaltanti. Il pezzo è stato rifatto da millanta gruppi ed artisti, qui in Italia mi ricordo di una cover virata in rockabilly dei catanesi Boppin' Kids, da pomodori fradici sul viso invece la versione di Marilyn Manson. Gloria Jones, anche se avesse cantato solo questo pezzo, basterebbe per farla entrare di diritto nel pantheon della musica di tutti i tempi. Una curiosità, che aggiunge ulteriore merito alla ragazza, è quella di essere stata la donna di Marc Bolan, cioè un vero ...

CHRISTMAS GIFT: THE SUPREMES AT T.A.M.I. SHOW, 1964

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Ecco il mio regalo di Natale: la formazione originale delle Supremes, ovvero Diana Ross, Florence Ballard e Mary Wilson, dal vivo al TAMI show nel 1964. Se ci può essere una definizione di cosa possa essere la grazia e lo stile in musica, questo potrebbe esserne un esempio. In particolare oggi voglio ricordare Florence Ballard, membro fondatore della band e magnifico controcanto alla voce solista della Ross, la sua estensione vocale andava infatti da contralto a soprano, ed unica nel portare la sua innata eleganza come surplus al gruppo. Sappiamo poi che il boss della Motown, Barry Gordy, la cacciò nel 1967, favorendo di fatto l'ascesa di Diana Ross, e sicuramente questo fu uno dei motivi della conseguente caduta di Florence nella depressione e nell'alcool, che la vedrà tentare di avviare una carriera solista che purtroppo non prenderà mai il volo e trascorrerà gli ultimi cinque anni della sua vita in relativa povertà. Da questo stato delle cose "Flo" non riuscirà a t...

THE HIGH NUMBERS: OOH POO PAH DOO, 1964

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Ganzi questi quattro ragazzotti che rifanno una canzone di Jessie Hill: un classico r'n'b già portato al successo dagli Standells, dopo tanti anni ritorna in pista grazie all'energia degli High Numbers. E bravi lo sono davvero, il cantante con quegli occhiali scuri è una forza della natura, non parliamo poi del batterista, picchia come un ossesso e diresti che un lampo di lucida follia lampeggia nei suoi occhi. Il chitarrista con quella faccia e quel buffo nasone si diverte a far roteare il braccio per dare delle belle svisate sulla chitarra ed è anche un bel tipo incazzoso: ha fracassato la chitarra sul palco perché dopo aver rotto il capo della stessa sul soffitto, le persone accorse al concerto hanno cominciato a prenderlo per il culo. Il bassista invece bilancia gli altri tre, essendo molto flemmatico e non appariscente, ma sa suonare lo strumento con una bella tecnica. Bello il filmato in bianco e nero, girato nella sala del Railway Hotel di Londra, che ricorda quello ...