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Visualizzazione dei post con l'etichetta pop sofisticato

PERPETUAL GATEWAYS - ED MOTTA

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In Brasile vive un uomo il cui amore per la musica è senza pari. All'interno delle sue mura, si celano trentamila dischi in vinile e innumerevoli CD. Tuttavia, questo uomo non è soltanto un collezionista; egli è anche un musicista e cantante straordinario. Ora, tre anni dopo il suo album "AOR", Ed Motta è pronto a stupirci con una nuova opera musicale, "Perpetual Gateways", che si rivela essere il degno successore. Ancora una volta, le sonorità che richiamano gli Steely Dan aprono le danze. "Captain's Refusal", ad esempio, potrebbe facilmente essere scambiato per un brano degli Steely Dan da "Gaucho". Subito dopo, "Hypocondriac's Fun" fonde il linguaggio di Fagen con quello di Stevie Wonder, creando un risultato affascinante. "Good Intentions" invece ci catapulta nel cuore del soul, con una performance vocale straordinaria da parte di Motta. "Reader's Choice" rievoca ancora le suggestioni degli Ste...

CAPOLAVORI: FUTURES(1977) - BURT BACHARACH

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Futures è il primo album di Burt Bacharach dopo la fine del rapporto artistico con il paroliere Hal David, (anche se qui sono presenti due brani della premiata ditta) ma è anche il primo disco in cui il compositore americano si lascia indietro i successi che lo avevano caratterizzato nel decennio precedente per giungere ad un nuovo linguaggio, più interiore e più maturo, se mi passate il termine. Poco conosciuto, Futures è davvero uno sguardo in avanti rispetto all'anno di uscita, si parla del 1977, non orecchiabilissimo ad un primo ascolto, ma se prestiamo l'attenzione che merita, possiamo già da subito riconoscerne quei tratti che saranno poi sviluppati nel decennio successivo nel capolavoro di Carole Bayer Sager "Sometimes Late At Night" per concludersi compiutamente negli anni novanta con "Painted From Memories", un ennesimo capolavoro dove Elvis Costello prende il posto della ex moglie di Bacharach. La musica di Bacharach, anche quella più ricono...

KALEIDOSCOPE WORLD - SWING OUT SISTER

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Quando "Kaleidoscope World" venne pubblicato, gli Swing Out Sister erano probabilmente consapevoli di non poter replicare il successo globale di "It's Better To Travel". Sicuramente non avrebbero mai immaginato che presto avrebbero rivitalizzato un certo tipo di pop che negli anni '80 era stato ingiustamente trascurato. Certi suoni e certi artisti, come Burt Bacharach e Morricone, Jimmy Webb e Dusty Springfield, sarebbero tornati alla ribalta nel decennio successivo, grazie anche ad altre band inglesi come Stereolab o Belle and Sebastian. In tutta onestà, il merito di questo ritorno va principalmente a Corinne Drewery e Andy Connell, i primi a credere in questa rinascita e a imparare le lezioni dai maestri della melodia. Ricordo di aver acquistato l'album dopo aver ascoltato il singolo "You On My Mind", fortunatamente diverso dal bellissimo "Surrender" dell'album precedente. Ma questo era solo l'inizio. Già dalla seconda t...

IL LUNGO ADDIO: MIKE PORCARO 1955 - 2015

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Mike Porcaro è stato il bassista della band dei Toto, subentrato a David Hungate nel 1982, e secondo dei tre fratelli Porcaro, Jeff e Steve anche loro nella band. Detto che i Toto sono da sempre una delle band (insieme agli Eagles) che gli appassionati di rock amano sbeffeggiare (diciamolo senza perifrasi, li prendono bellamente per il culo, quando non vengono proprio odiati a prescindere) è giusto ricordare che i Toto con il rock inteso come genere hanno poco o niente a che fare, essendo riusciti a creare uno stile che lo comprendeva, insieme al pop sofisticato, al soul e all'r'n'b. I Toto sono stati autori di alcune tra le più belle ballate di pop raffinato e tanto mi basta. Come ad esempio "I'll Be Over You", tratta dall'album "Farenheit" del 1986, canzone che vede ai cori Michael Mc Donald e il povero Mike Porcaro al basso. Mike Porcaro, così come gli altri componenti della band, sono stati descritti come "i migliori musicisti del pia...

UNA CANZONE: THIS STRANGE EFFECT

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"This Strange Effect" è uno dei tanti gioielli scritti da Ray Davies nel corso della sua carriera, portato al successo nel 1965 da Dave Berry che ne incise la prima versione. Fermatosi al nr. 37 della chart inglese il brano arrivò al nr. 1 della classifica belga e olandese, paesi nei quali Berry divenne una vera e propria star. Dave Berry, cantante di ballate pop confidenziali ed r'n'b non è molto conosciuto in Italia, tranne forse per "The Crying Game", bellissima torch song usata in film e serie tv; mi viene in mente la scena clou de "La moglie del soldato", e va ricordata anche per la bella cover che ne fece Boy George. Ritornando a "This Strange Effect", la voce di Berry riesce a rendere ancora più intrigante il brano, una ballad sognante, tanto languida nel senso di dolce abbandono, che misteriosa, al punto che la cover fatta dalla band belga degli Hooverphonic nel 1998 mette in risalto la parte iniziale facendola div...

UNA CANZONE: SUPERSTAR

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Antefatto: "Superstar" in principio era conosciuta come "Groupie", motivo scritto da Bonnie Bramlett e Leon Russell e cantata nella versione originale dal duo Delaney & Bonnie, ed ha per argomento, come si può intuire dal titolo, la storia di una ragazza innamorata di una rockstar, ma sostanzialmente è una canzone che parla di solitudine. La versione originale sarà quella dalle atmosfere più blues e soul che non nelle successive reinterpretazioni che ne furono fatte e ad oggi, se pensiamo alla tragica fine di Karen Carpenter, la cover che ne fecero i Carpenters risulta quella più convincente, nonché quella dal maggior successo. Fu Richard Carpenter che una volta ascoltata la versione cantata da Bette Midler decise di farne un 45 giri, rielaborandone l'arrangiamento e cambiando una parte della strofa del brano, dove "and i can hardly wait to sleep with you again" divenne "and i can can hardly wait to be with you again", questo per re...

LOST AND FOUND: DON BROWN - I CAN'T SAY NO

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Come costruire un post quando del personaggio che vuoi recensire non esiste alcuna voce su wikipedia, non esiste niente di lui nemmeno sui libri specializzati del genere, le riviste dell'epoca non se lo sono filato e sei venuto a sapere solo per caso che è di Seattle? Intanto si può parlare della copertina del disco oggetto della recensione; ma anche essa non da adito a voli pindarici. Il soggetto ritratto colà non stimola la fantasia, sembra il ritratto di un tuo cugino che abita in un luogo remoto e che vai a trovare o quando muore qualche parente, o per qualche matrimonio. con lo scatto preso in un momento di tedio generale. Se però ci fermassimo all'apparenza e a queste frasi scontate ci perderemmo un disco davvero sconosciuto uscito nel 1977, ma che merita un ascolto convinto e nasconde più di una sorpresa. Se Don Brown avesse avuto almeno un dieci per cento del sex appeal che aveva Gino Vannelli magari adesso qualcuno si sarebbe ricordato di lui; si perché l'ambito...