Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta burt bacharach

CAPOLAVORI: FUTURES(1977) - BURT BACHARACH

Immagine
Futures è il primo album di Burt Bacharach dopo la fine del rapporto artistico con il paroliere Hal David, (anche se qui sono presenti due brani della premiata ditta) ma è anche il primo disco in cui il compositore americano si lascia indietro i successi che lo avevano caratterizzato nel decennio precedente per giungere ad un nuovo linguaggio, più interiore e più maturo, se mi passate il termine. Poco conosciuto, Futures è davvero uno sguardo in avanti rispetto all'anno di uscita, si parla del 1977, non orecchiabilissimo ad un primo ascolto, ma se prestiamo l'attenzione che merita, possiamo già da subito riconoscerne quei tratti che saranno poi sviluppati nel decennio successivo nel capolavoro di Carole Bayer Sager "Sometimes Late At Night" per concludersi compiutamente negli anni novanta con "Painted From Memories", un ennesimo capolavoro dove Elvis Costello prende il posto della ex moglie di Bacharach. La musica di Bacharach, anche quella più ricono...

KALEIDOSCOPE WORLD - SWING OUT SISTER

Immagine
Quando "Kaleidoscope World" venne pubblicato, gli Swing Out Sister erano probabilmente consapevoli di non poter replicare il successo globale di "It's Better To Travel". Sicuramente non avrebbero mai immaginato che presto avrebbero rivitalizzato un certo tipo di pop che negli anni '80 era stato ingiustamente trascurato. Certi suoni e certi artisti, come Burt Bacharach e Morricone, Jimmy Webb e Dusty Springfield, sarebbero tornati alla ribalta nel decennio successivo, grazie anche ad altre band inglesi come Stereolab o Belle and Sebastian. In tutta onestà, il merito di questo ritorno va principalmente a Corinne Drewery e Andy Connell, i primi a credere in questa rinascita e a imparare le lezioni dai maestri della melodia. Ricordo di aver acquistato l'album dopo aver ascoltato il singolo "You On My Mind", fortunatamente diverso dal bellissimo "Surrender" dell'album precedente. Ma questo era solo l'inizio. Già dalla seconda t...

SWING OUT SISTER: LOVE WON'T LET YOU DOWN

Immagine
Eccoli, finalmente gli SOS approdano sul blog, e quale stagione migliore di questa per ri-ascoltarli. In sintonia con questi post agostani, il brano di oggi è tratto da "Where Our Love Grows", disco del 1984, piuttosto raro, perlomeno in Italia, dove gli SOS, se non per la cerchia dei fans, sembrano scomparsi. La ricetta è sempre quella, da godimento puro per gli amanti del pop di classe, la bella e potente voce di Corinne Drewery illumina un brano che è la summa del sound SOS: orchestrazioni che rimandano al pop british dei '60 - Dusty Springfield sulla soglia di casa -, suggestioni bacharachiane e quelle melodie che ti stendono al tappeto. E personalmente ogni nuova uscita della band (a proposito sono fermi dal 2008, anno di uscita di "Beautiful Mess") è una speranza di ritrovare quella magia che mi regalò "Kaleidoscope World"*, il loro capolavoro assoluto del 1989. Ne riparleremo, quando il freddo busserà di nuovo a queste latitudini e la voglia...