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DOWN TWO THAN LEFT (1977) - BOZ SCAGGS

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Boz Scaggs, attualmente settantaduenne, è un veterano del blues che continua a registrare dischi senza chiedere di più alla sua illustre carriera. Le sue opere sono sempre eleganti ma possono sfuggire all'attenzione dopo qualche ascolto. Coloro che hanno vissuto gli anni '70 potrebbero faticare a riconoscere l'eroe del nascente movimento musicale californiano che fuse rock, soul e pop. Scaggs ha venduto milioni di copie dei suoi dischi e ha collezionato numerose hits, alcune delle quali sono ancora suonate nelle feste con un tocco di nostalgia. "Down Two Then Left" è uscito dopo il successo straordinario di "Silk Degrees", un album seminale nel suo genere, e ha visto un cambio di produzione artistica con l'arrivo di Michael Omartian al posto di David Paich. Il risultato è un lavoro più orientato verso il blue-eyed soul rispetto al precedente, anche se manca un successo come "Lowdown".  Mentre "Hollywood" omaggia la scena dis...

BROOK BENTON vs. BOZ SCAGGS: RAINY NIGHT IN GEORGIA

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Oggi sfida ai massimi livelli per il classicone scritto da Tony Joe White nel 1962 e portato al successo da Brook Benton nel 1970. Brano cantato da una miriade di artisti, tra cui il grande Boz Scaggs, dove nel suo ultimo album "Memphis" ne da una versione carica di sensualità. Nello stesso anno della cover di Benton anche David Ruffin incise il brano per la Motown Records, che però non vide mai la luce. La cover più "particolare" è invece quella di Prince Buster, riscrisse il testo in versione reggae, con esplicite allusione sessuali, cambiando il titolo in "Big Five". Per il sottoscritto un buon pareggio, mi piacciono ambedue le versioni.

BOZ SCAGGS: LOWDOWN, 1976

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Mi piace pensare che questa canzone, insieme a "Do it Again" degli Steely Dan e a "She's Gone" di Hall ed Oates sia portata ad esempio di quella corrente musicale chiamata "blue eyed soul", ovvero musica dell'anima suonata da bianchi. Può essere usata anche come sinonimo di musica di classe, se mai questo termine voglia significare qualcosa. Pur nella sua facilità di ascolto, questa canzone, come altre del genere, sono pezzi che più che alla pancia parlano al cervello, talmente sono elaborati nella loro costruzione e nei loro cambi armonici. Ma basta la linea di basso e l'entrata dei fiati per toglierti di dosso i freni inibitori, portandoti ad un godimento assoluto. E pensare che il brano, uscito come singolo nel '76 dall'album "Silk Degrees", non ottenne subito quel clamoroso successo che ebbe poi, un milione di copie vendute e Grammy per il miglior brano r'n'b dell'anno, ma grazie alla lungimiranza ed all'i...