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Visualizzazione dei post con l'etichetta pop funk

CLASSICI: VOCAZIONE - ENZO CARELLA

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L'altro giorno, mentre stavo leggendo una discussione su Facebook, mi ha colpito il commento di un utente il quale affermava che in Italia a livello di musica pop siamo tornati indietro agli anni 50, ovvero"siamo tornati all'epoca di Pat Boone". L'affermazione è da sottoscrivere in quanto, ora come allora, le classifiche di vendita sono piene di cantanti innocui che raccontano di angosce sentimentali, apprezzati e approvati dai genitori e dai nonni (ahi) e quindi ritenuti adatti per la loro giovane prole (si parla di adolescenti). Insomma di artisti che del pop ne fanno uno stato dell'arte o provano a dire qualcosa di originale almeno per adesso qui in Italia sembra che non ci sia niente in vista (non mi vorrete mica spacciare per nuovi Dente e compagnia, vero?) e tanto meno di apprezzabile per le mie trombe di eustachio, quindi spero che mi scuserete se per l'ennesima volta devo andare indietro nel tempo per cercare un esempio di quello che era la ...

DISCO FEVER: CHIC

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Quando nell'autunno del 1977, la band newyorchese degli Chic se ne uscì con il brano "Dance, Dance, Dance", il mondo si accorse che anche nelle piste da ballo c'era qualcuno che suonava come le band rock più celebrate del momento. Il gruppo degli Chic era guidato da due grandi strumentisti con molto sale in zucca: il bassista Bernard Edwards ed il chitarrista Nile Rodgers, riuscirono con una manciata di brani e con la produzione di artisti fin li dediti ad altro genere, ad essere un punto di riferimento per tutto il mondo musicale di fine anni '70. La loro, a ben guardare, fu una formula semplice ma accattivante, presero le progressioni di accordi jazzati presenti nel funk più duro, riff tiratissimi, cantati semplici ed accessibili a tutti e un groove funky quanto bastava per trasformare la disco in un'altra cosa da come era conosciuta fino ad allora. "Le Freak" fu il loro successo planetario, seguito l'anno seguente da "Good Times"...

UN GIOIELLO NASCOSTO

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Quest'oggi invece di recarsi in California, per la nostra rassegna settimanale di artisti westcoastiani, ci spostiamo ad est, in Ohio, per la precisione nella cittadina di Dayton. Dayton come città e scena che ha dato i natali agli Ohio Players, alla Bootsy's Rubber Band e alla Dazz Band, nonché al gruppo che prende il nome dalla città, i Dayton. Il combo ha pubblicato cinque album nel periodo che va dal 1980 al 1985 ed oggi ci occuperemo di un brano che pur non essendo tipico dei suoni della west coast lo ricorda per come è strutturato. E' il secondo pezzo del quarto album della band "Feel The Music" uscito nel 1983, che considero il loro masterpiece: un disco che riesce ad abbinare il funk con il pop, figlio del suo tempo, qui infatti abbondano synth a manetta, ma grazie ad un uso magistrale degli strumenti e sopratutto con dei brani talmente belli nella scrittura e nelle melodie, a dimostrazione di una maturità raggiunta partendo dalle sonorità funk ereditate d...