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Visualizzazione dei post con l'etichetta dane donohue

L.A. Rainbow - Dane Donohue (2024, P-Vine Records)

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  È inutile negarlo, cari miei; l’equazione che identifica lo yacht-rock in Cristopher Cross e soltanto lui, è quella che va per la maggiore in chi non conosce un cazzo del genere. Persone che pretendono di mettere bocca su qualcosa che non hanno mai approfondito davvero, fermandosi alle superficialità. Lo yacht rock è un genere sfaccettato, che non si limita a un solo artista o a un paio di hit radiofoniche: rappresenta un'epoca, uno stile di vita e una fusione di generi che va dal soft rock al jazz fusion, con influenze pop e soul. Cristopher Cross è sicuramente un pilastro, ma ridurre tutto a lui è ignorare la varietà e la profondità che questo movimento musicale ha da offrire.  Ecco, molto probabilmente questi tuttologi del nulla non avranno mai sentito parlare di Dane Donohue. Eppure, il suo omonimo album del 1978 è una gemma nascosta dello yacht rock, un concentrato di eleganza musicale e arrangiamenti raffinati, con collaborazioni di musicisti di altissimo livello. Ebbe...

CONOSCI DANE DONOHUE ?

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Proseguiamo nella bella consuetudine domenicale di dedicare i post agli artisti che hanno reso grande il pop west coast californiano di fine anni '70, un genere considerato di "confine", pur essendo di facile ascolto. Oggi voglio ritornare a parlare di un'artista a cui avevo già dedicato quattro righe un paio di anni fa'. Lui è il misconosciuto Dane Donohue, autore di un unico disco a suo nome nel lontano 1978, la cui particolarità è nell'essere riuscito a creare un'opera tra le più belle del genere, per quanto sconosciuta. Suonato dai migliori turnisti in circolazione del momento e prodotto da Terence Boylan è un disco che ogni volta che lo ascolto mi regala delle emozioni da tanto è bello, ma di una bellezza che, per chi apprezza il genere, sfugge a qualsiasi catalogazione. Peccato che non devono averla pensata così i discografici che hanno reso irreperibile per molti anni il disco, se non a prezzi esorbitanti, e sopratutto la non promozione dello stesso...

DANE DONOHUE, 1978

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Ecco uno dei misteri in cui ci imbatteremo spesso su questo blog. Dane Donohue è un musicista che a molti di voi, come del resto a me quando mi ci sono imbattuto non dirà niente, ha pubblicato un solo disco omonimo nel 1978 che è forse uno tra i più belli mai prodotti nel campo del pop californiano o west-coast che dir si voglia. Ho poche notizie del suddetto artista, anche in rete sembra di trovarsi di fronte ad un fantasma visto le poche informazioni reperibili. Il disco è come diviso in due parti, nella facciata A troviamo delle canzoni più orientate verso la west-coast e il country mentre la facciata B si muove sul terreno del pop sofisticato con richiami alla musica nera. Prodotto da Terence Boylan e suonato dalla crema dei turnisti californiani è un vero peccato che a conoscerlo siamo soltanto in tre gatti e che la reperibilità del disco è pressochè nulla se non rivolgendosi al mercato giapponese o a quello dei collezionisti; conosco gente che all'epoca si sarebbe venduta la...