THE FATBACK BAND: LET THE DRUMS SPEAK, 1975
C'è poco da fare; il groove o ce l'hai dalla nascita o non ce l'hai. E' inutile provare ad afferrarlo quando sei già a spasso per il mondo, inutile tentare di imitarlo; se non ti è apparso quando hai visto per la prima volta la luce, quello che puoi avere in dono, è una parvenza di groove. Prendi ad esempio la Fatback Band. Ah beh, magari mi direte che facevano un funkettino leggero leggero, imbastardito con la disco, ma scommetto che tutte le volte che sentite partire un loro pezzo, vi scatterà dentro la molla del groove, sempre che lo possediate, naturalmente. A loro di certo non mancava, e strabordava dai solchi dei loro vinili: il miracolo del groove poi avveniva quando vedevi la folla riempire la pista da ballo. Un miracolo di conversione, si, anche per chi non ne aveva le stimmate, salvo poi ritornare nel grigiore quando il brano sfumava e partiva, che so', un cazzo di disco delle Baccarà o peggio, quando qualche rocker di razza provava a cimentarsi con il fun...