Il 1980: Una Terra di Mezzo
Il 1980 in musica lo ricordo come un anno a cavallo tra il vecchio che stava scomparendo e le novità che stavano arrivando, una terra di mezzo in cui il rock classico perdeva centralità senza essere ancora diventato repertorio museale, la disco veniva archiviata in fretta e spesso con malafede, e il pop iniziava a riorganizzarsi attorno a nuove grammatiche produttive. Era un anno di passaggio, non ancora nostalgico e non ancora davvero moderno, in cui convivevano fine corsa e possibilità, stanchezza e intuizione, con la sensazione diffusa che qualcosa si stesse chiudendo senza che fosse ancora chiaro cosa avrebbe preso definitivamente il suo posto. McCartney II ne è un bell’esempio e lo trovo un capolavoro a suo modo. Quella terra di mezzo aveva però una sua compattezza, e alcuni dischi di quell’anno la fotografano con precisione insolita. Prendiamo quattro album, due produzioni anglosassoni e due italiane, che utilizzano materiali contemporanei come se fossero già residui, suonano spe...

Come hai giustamente scritto tu, uno dei più grandi musicisti che l'Italia abbia mai avuto.
RispondiEliminaCompositore di straordinaria versatilità. Bel personaggio e Uomo di altri tempi.
RispondiEliminaRip
leggendario maestro del lounge made in Italy, spero che la gente non lo ricordi solo per "Roma nun fa' la stupida stasera"
RispondiEliminaPurtroppo temo che sarà ricordato proprio per questa canzone.
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