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Tokyo Groove: Viaggio nel City Pop - Eiichi Ohtaki - Prima Parte

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Eiichi Ohtaki, nato il 28 luglio 1947 nel distretto di Esashi, è stato uno dei geni misconosciuti (per noi occidentali) della musica pop giapponese, anche se definirlo esclusivamente attraverso un genere risulta limitante. Inserito al nono posto nella classifica dei migliori 100 musicisti giapponesi del XX secolo stilata da HMV Japan, Ohtaki iniziò la sua carriera nel 1969 come membro della band Happy End, per poi intraprendere un percorso solista nel 1972. Artista sfuggente e non incasellabile, era noto per la sua creatività che, a un primo ascolto, poteva sembrare stravagante, ma rivelava una profonda genialità. Lo scrittore americano Patrick Macias, esperto di cultura pop giapponese, lo paragonò a una sintesi di Phil Spector, Brian Wilson, George Martin e Joe Meek, definendolo “un’enciclopedia di tutto ciò che c’è stato di grande nella musica pop del XX secolo”. La sua carriera solista iniziò ufficialmente nel 1972 con l’album omonimo e si concluse nel 1984 con Each Time. Successiva...

Storm at Sunup - Gino Vannelli (1975, UMG Recordings)

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Ascoltare gli album pubblicati negli anni 70 da Gino Vannelli significa immergersi in un universo musicale dove jazz, pop e rock si intrecciano in modo originale. Tra i suoi album più celebri, come  Brother to Brother  e  Nightwalker ,  Storm at Sunup  emerge come un lavoro meno conosciuto ma altrettanto interessante. Questo album si distingue per il suo approccio sperimentale, caratterizzato da un uso innovativo dei synth che, pur rispecchiando il periodo in cui è stato realizzato, conferiscono un’atmosfera particolare ancora oggi. Più che una semplice raccolta di brani,  Storm at Sunup  si presenta come un viaggio sonoro, con brani strutturati come mini-suite che mescolano influenze progressive, fusion e rock in modo armonioso. Il pezzo d’apertura,  Storm at Sunup , cresce lentamente fino a esplodere nel solo di sax di Richard Baker. Tra tutti i brani dell’album spicca poi  Where Am I Going , otto minuti intensi che alternano groove latini,...

Doctor Wu’s Weekly Vibes Vol. 8

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  Su Spotify ed Apple Music  https://open.spotify.com/playlist/2CTE9oHkzlU5nk2j96UJ7m?si=IDX8M0UXQJK804WInnevUw&pi=e-XCHYt16-STWp https://music.apple.com/it/playlist/doctor-wus-weekly-vibes-vol-8/pl.u-vxy6WN4Fz02A6Kj

Scali Fuori Rotta: Thoughts of You - Salvator Dragatto (2024, Colemine Records)

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  Una foto in bianco e nero, una natura morta in un vaso: e non posso fare a meno di pensare a cosa significasse davvero la fotografia in bianco e nero. La magia della stampa, ricavata da una pellicola che portava con sé un universo di possibilità: emulsioni pancromatiche o ortocromatiche, grane fini o grosse, e la gradazione della carta, che dallo zero serviva a domare il contrasto per le pellicole più esasperate, fino al grado cinque, l’ultima risorsa per strappare un’immagine dalle ombre di uno scatto sottoesposto. Ascoltando Thoughts of You di Salvator Dragatto, tutto quel mondo perduto riaffiora con prepotenza. Immagini in bianco e nero, fotografie sgranate, come i fotogrammi di vecchi film noir proiettati in cinema di quart’ordine, con le panche di legno e il fumo delle sigarette che si attacca ai vestiti. Riemerge dagli occhi al cervello, passando dal cuore: un ricordo denso e granuloso, come quelle pellicole che sembravano sul punto di cedere all’oscurità. Nei suoi undici ...

Radio Dream - Roger Voudouris (1979, Warner Bros.)

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Il Yacht-Rock e il Soft Rock, pur avendo caratteristiche diverse, si combinano mostrando quanto la musica possa essere complessa e collegata. Il primo, influenzato dal soul e dal jazz, è una versione raffinata del pop, mentre il secondo, con chitarre elettriche e radici nel blues, ha un approccio più semplice e diretto. Tuttavia, i due generi condividono molti aspetti, permettendo ad alcuni artisti di muoversi con successo tra entrambi. Il Soft Rock, a volte, rischia di diventare banale se non dozzinale, ma la vera abilità sta nel mantenere un certo livello di raffinatezza.   Roger Voudouris ha pubblicato Radio Dream  nel 1979, con la produzione di Michael Omartian, album in bilico tra i due generi e che negli intenti avrebbe dovuto portare gloria al musicista. Innanzi tutto contiene delle perle di Yacht-Rock quali Get To Used You  forse il brano più conosciuto di Voudouris che ottenne un discreto successo nella classifica USA, ma altrettanto belle sono sono Does Our Love...

Tokyo Groove: Viaggio nel City Pop - Taeko Ohnuki - Seconda Parte

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Seconda ed ultima parte della puntata dedicata a Taeko Ohnuki  Romantique - (1980, RCA) Delusa dalle vendite di  Mignonne , Taeko Ohnuki si prende una pausa di due anni, per tornare nel 1980 con  Romantique , il disco che inaugura la cosiddetta “trilogia europea”, ispirata alle colonne sonore del cinema francese. Questo album rappresenta un netto cambio di rotta per Taeko Ohnuki: siamo all’inizio di un nuovo decennio, e le sonorità a base di synth, che tanto caratterizzeranno gli anni Ottanta, iniziano a fare capolino. Il brano d’apertura,  Carnaval , incarna perfettamente questa nuova direzione: una cavalcata synth-pop che regge il confronto con le produzioni europee dell’epoca. Tra i collaboratori, spiccano l’onnipresente Ryuichi Sakamoto e Kazuhiro Kato agli arrangiamenti, mentre tra i musicisti troviamo membri della Yellow Magic Orchestra, tra cui Kenji Omura alla chitarra e Hideki Matsutake alla programmazione dei synth. L’album ha diviso i fan di vecchia data, ...

Tokyo Groove: Viaggio nel City Pop - Taeko Ohnuki - Prima Parte

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Taeko Ohnuki, una delle regine del City Pop, nasce a Suginami, Tokyo, nel 1953. Suo padre era un membro delle unità speciali di attacco giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale, i cosiddetti kamikaze. Nel 1973, insieme a Tatsuro Yamashita e Kunio Muramatsu, fonda gli Sugar-Babe, una band fondamentale per gli sviluppi del City Pop. Il gruppo, però, non raggiungerà il successo sperato e si scioglierà dopo poco tempo. Degli Sugar-Babe rimane una sola testimonianza sonora: l’album Songs , pubblicato nel 1975. Dopo appena un anno dall’uscita del disco, la band terminerà la propria attività. La carriera solista di Taeko Ohnuki inizia nel 1976. Nel corso degli anni pubblicherà ventisette album in studio, l’ultimo dei quali, Tint , realizzato in collaborazione con Ryota Komatsu, risale al 2015. Parallelamente, ha all’attivo sette album dal vivo, l’ultimo pubblicato nel 2023. Tra le sue opere spicca UTAU  (2010), frutto di una collaborazione con Ryūichi Sakamoto. La produzione di Taeko...