STEVIE WONDER: HIGHER GROUND, 1973
Questa canzone arriva dall'epoca d'oro del cantante afroamericano, che parte dal disco del 1972, "Music of my mind", ed arriva al 1979 con "The Secret Life Of Plant". Di quello che è arrivato dopo, Signore in Rosso e improbabili compartecipazioni ad eventi benefici, poco mi interessa, anzi, farò finta che non siano mai avvenuti, tanta è la disparità con i dischi testé citati. "Higher Ground" è senza ombra di dubbio una delle tre canzoni leggendarie che componevano l'album "Innervisions" del 1973, considerato uno dei dischi più belli non soltanto della soul music ma di tutta la musica popolare. Basti pensare ad altri due brani, quali "Livin' In The City" e "Don't You Worry 'Bout The Thing" per dare conferma, canzoni che da sole basterebbero a costruire una carriera e ne avanzerebbe. "Innervisions" è anche il primo album dove viene impiegato in modo massiccio l'uso del synth ARP, usato per c...

Mamma che tristezza. Dopo la dipartita dell'altro Lucio era riamsto l'ultimo dei grandi autori italiani di musica pop. Quante belle canzoni ha scritto... e quante poesie. Grazie Lucio per avermi accompagnato negli ultimi cinquant'anni.
RispondiEliminaNon aggiungo niente a quanto ti ho già detto da me.
RispondiEliminaLa cover che hai postato però non l'avevo mai sentita
Non è mai stato una mia passione, ma come tutte le cose belle, quando finiscono, mi sono accorta di quante sue canzoni hanno fatto da cornice a fatti, anche importanti, della mia vita...
RispondiEliminaPoco tempo fa nel tuo blog nel tuo post sul Neapolitan Power ho scritto che insieme a loro era uno dei pochi cantautori "musicisti" d'Italia. E' stato il mio primo idolo musicale in assoluto, nella mia primissima infanzia. Da modenese innamorato di Bologna so di essere sempre stato accompagnato nella crescita dalle sue canzoni, anche senza seguirlo più nelle nuove uscite discografiche dopo che si scoprì quella vena lirico-teatrale che non mi appartiene. Era uno che nei suoi brani migliori parlava di sé parlando degli altri, e viceversa. Per tre decenni così diversi tra loro è stato un grandissimo, può bastare e avanzare per perdonargli le cadute di stile degli ultimi due.
RispondiEliminasi davvero triste
RispondiEliminasi può dire che le canzoni di Dalla hanno unito parecchie generazioni, cantate e ricantate in diverse situazioni con donne e uomini di goni tipo.
Ricordo ancora oggi quando su una spiaggia della Corsica con una compagnia di circa 20 toscani, 5 romani, milanesi, genovesi e corsi cantavamo davanti al falò Caruso.
Il boccioni di vino rosso che passava nel cerchio, le siga, le ragazze...
Bello tutto bello.
Ci mancherà ma sono convinto come non mai che rimarranno le sue canzoni.