Tokyo Groove: Viaggio Nel City Pop - Tetsuji Hayashi
Tetsuji "Tycoon" Hayashi è una figura cruciale ma spesso sottovalutata del City Pop giapponese. Nonostante il suo scarso successo come solista, è stato un prolifico compositore negli anni '80, creando hit iconiche come “Mayonaka no Door/Stay With Me” di Miki Matsubara, brani per Kiyotaka Sugiyama e gli Omega Tribe, e collaborando con artisti come Anri e Mariya Takeuchi. Back Mirror - (1977, Kitty Records) Il suo album “Back Mirror” (1977), sebbene non un trionfo commerciale, segnò una svolta verso un sound che mescolava AOR, Soft Rock e influenze internazionali (Bozz Scaggs, Stevie Wonder), anticipando elementi tipici del City Pop. Nonostante le sue composizioni strumentali raffinate e il ruolo nel definire il genere, Hayashi rimane meno celebrato di nomi come Tatsuro Yamashita, probabilmente a causa della carriera solista meno luminosa. “Back Mirror”, con brani come “Rainy Saturday & Coffee Break”, resta un esempio di transizione artistica e un disco rilassante, si...
Mamma che tristezza. Dopo la dipartita dell'altro Lucio era riamsto l'ultimo dei grandi autori italiani di musica pop. Quante belle canzoni ha scritto... e quante poesie. Grazie Lucio per avermi accompagnato negli ultimi cinquant'anni.
RispondiEliminaNon aggiungo niente a quanto ti ho già detto da me.
RispondiEliminaLa cover che hai postato però non l'avevo mai sentita
Non è mai stato una mia passione, ma come tutte le cose belle, quando finiscono, mi sono accorta di quante sue canzoni hanno fatto da cornice a fatti, anche importanti, della mia vita...
RispondiEliminaPoco tempo fa nel tuo blog nel tuo post sul Neapolitan Power ho scritto che insieme a loro era uno dei pochi cantautori "musicisti" d'Italia. E' stato il mio primo idolo musicale in assoluto, nella mia primissima infanzia. Da modenese innamorato di Bologna so di essere sempre stato accompagnato nella crescita dalle sue canzoni, anche senza seguirlo più nelle nuove uscite discografiche dopo che si scoprì quella vena lirico-teatrale che non mi appartiene. Era uno che nei suoi brani migliori parlava di sé parlando degli altri, e viceversa. Per tre decenni così diversi tra loro è stato un grandissimo, può bastare e avanzare per perdonargli le cadute di stile degli ultimi due.
RispondiEliminasi davvero triste
RispondiEliminasi può dire che le canzoni di Dalla hanno unito parecchie generazioni, cantate e ricantate in diverse situazioni con donne e uomini di goni tipo.
Ricordo ancora oggi quando su una spiaggia della Corsica con una compagnia di circa 20 toscani, 5 romani, milanesi, genovesi e corsi cantavamo davanti al falò Caruso.
Il boccioni di vino rosso che passava nel cerchio, le siga, le ragazze...
Bello tutto bello.
Ci mancherà ma sono convinto come non mai che rimarranno le sue canzoni.