Soft Focus - Joel Sarakula (2024, Legere Recordings)
Ottieni link
Facebook
X
Pinterest
Email
Altre app
-
L’australiano residente nel Regno Unito Joel Sarakula torna un anno dopo la pubblicazione di Island Time con un nuovo lavoro, Soft Focus. Se nel disco precedente il soul rappresentava l’elemento principale, in Soft Focus Sarakula dichiara apertamente il suo amore per lo yacht-rock e per la musica soft in generale, riuscendo nell’impresa di regalarci uno dei migliori album del genere pubblicati nel 2024. L’album si presenta come una raccolta di brani curati nei minimi dettagli, contraddistinti da un’eleganza raffinata, in cui il blue-eyed soul diventa il tratto distintivo. Sarakula si inserisce nel filone dei revivalisti dello yacht-rock, accanto a nomi come i Mama’s Gun e gli Young Gun Silver Fox, con Shawn Lee, metà di quest’ultimo duo, che collabora in due brani.
Le influenze principali di Soft Focus sono riconoscibili in artisti come Boz Scaggs, Hall & Oates, i Doobie Brothers e, immancabilmente, gli Steely Dan, citati esplicitamente nel brano Microdosing. Sarakula però riesce a evitare l’effetto “copia carbone” grazie alla sua capacità di reinterpretare queste influenze in chiave personale, creando un sound fresco e moderno che omaggia la tradizione senza rinunciare a una propria identità. La sua abilità nel comporre melodie sofisticate e arrangiamenti impeccabili si sposa con testi mai banali, dando vita a un album che si distingue nel panorama contemporaneo del genere. Il risultato è un lavoro in grado di conquistare sia i nostalgici sia, si spera, nuovi ascoltatori.
Tra i brani più riusciti, segnalo Confident Man, i due realizzati in collaborazione con Shawn Lee, I’ll Get by Without You e Telephone Calls, questi ultimi caratterizzati da un sound che sembra provenire direttamente dall’epoca d’oro dello yacht-rock. Degno di nota anche l’uso del falsetto in brani come Back For Your Love, che evidenzia la versatilità vocale di Sarakula, capace di alternare toni confidenziali e sofisticati, mantenendo un equilibrio tra tecnica e interpretazione emotiva. Il risultato è un’atmosfera affascinante e intima, perfetta per un contesto da “sunset disco”.
Se proprio dovessi muovere una critica, avrei gradito qualche brano più energico, ma considerando che l’album punta principalmente su atmosfere soft, Sarakula centra pienamente l’obiettivo, consegnandoci un disco estremamente godibile e di grande qualità.
Da oggi, Doctor Wu si arricchisce di un "fratellino": il nuovo blog interamente dedicato al City Pop. Su City Pop Channel ho infatti riunito tutti i post sull'argomento precedentemente pubblicati qui, riorganizzandoli in modo da offrire una lettura più organica e meno dispersiva. Se non erro, si tratta del primo spazio virtuale italiano, in formato blog, interamente dedicato a questo genere. Questo è il link per accedervi: https://citypopchannel.blogspot.com/ Buona lettura!
Tetsuji "Tycoon" Hayashi è una figura cruciale ma spesso sottovalutata del City Pop giapponese. Nonostante il suo scarso successo come solista, è stato un prolifico compositore negli anni '80, creando hit iconiche come “Mayonaka no Door/Stay With Me” di Miki Matsubara, brani per Kiyotaka Sugiyama e gli Omega Tribe, e collaborando con artisti come Anri e Mariya Takeuchi. Back Mirror - (1977, Kitty Records) Il suo album “Back Mirror” (1977), sebbene non un trionfo commerciale, segnò una svolta verso un sound che mescolava AOR, Soft Rock e influenze internazionali (Bozz Scaggs, Stevie Wonder), anticipando elementi tipici del City Pop. Nonostante le sue composizioni strumentali raffinate e il ruolo nel definire il genere, Hayashi rimane meno celebrato di nomi come Tatsuro Yamashita, probabilmente a causa della carriera solista meno luminosa. “Back Mirror”, con brani come “Rainy Saturday & Coffee Break”, resta un esempio di transizione artistica e un disco rilassante, si...
Questo è il mio regalo di Natale per voi. Soul Power, il concerto tenutosi a Kinshasa nel 1974 a corollario del match di pugilato tra Mohamed Ali e George Foreman valevole per il mondiale dei pesi massimi, è ricordato come il più grande evento live di musica soul di tutti i tempi. Un cast da paura: James Brown, The Spinners, Bill Withers, B.B. King, Miriam Makeba ma anche Celia Cruz e i Fania All Star. Non mi resta che augurarvi, di cuore, un Buon Natale e una buona visione. Vi amo tutti !!
Quando nel 1979 uscì "Get The Knack" il sottoscritto era impaniato "anema e core" con la musica dei Beatles e affini, capirete quindi che il disco dei The Knack fu come acqua fresca, e il power pop che sgorgava da quei solchi era la definitiva pietra tombale sul progressive (in particolare su quello che girava a fine anni settanta, uno smartellamento onanistico e tedioso) che aveva già avuto dal punk una bella mazzata. A differenza di quest'ultimo con il power pop sembrava davvero di essere tornati all'epoca delle canzoni da turbe adolescenziali, micidiali ritornelli e melodie semplici corroborate da un sound chitarristico preciso e potente, con il minimo sindacale di assoli, e con la certezza di ascoltare canzoni che non se la tiravano troppo. Ma non è questo il post per fare un'esegesi del power pop, quindi ritorniamo a "Get The Knack". Moltissime le analogie con i primi album dei quattro di Liverpool, dalla copertina ispirata al ...
Autore di appena quattro album pubblicati tra il 1981 e il 2021, Makoto Matsushita resta una figura sfuggente ma imprescindibile nel panorama della musica giapponese più raffinata. Con “ First Light” , il suo debutto da solista, ha regalato uno degli esempi più compiuti di yacht rock mai usciti dal Giappone – forse il più limpido e fedele allo spirito originale del genere, ancora lontano da quelle ibridazioni con l’urban pop che, negli stessi anni, stavano dando forma al sound del nascente City Pop. La storia musicale di Matsushita, però, comincia ben prima. Nato a Kakegawa il 16 novembre 1955, a diciott’anni si iscrive alla Yamaha NEM Music School, dove affina tecnica chitarristica, scrittura e arrangiamento. Ma è un talento precoce e inquieto: già a diciannove anni lascia gli studi per buttarsi nel mondo della musica come turnista, e da lì in poi si muove senza sosta. Lo troviamo a fianco di nomi come Junko Yagami, Seiko Matsuda, Mai Yamane ed Eiichi Ohtaki, mentre nel 1...
Commenti
Posta un commento
Scrivete quello che vi pare, ma lasciate un nome.
Ogni commento offensivo sarà eliminato.