Il 1980: Una Terra di Mezzo
Il 1980 in musica lo ricordo come un anno a cavallo tra il vecchio che stava scomparendo e le novità che stavano arrivando, una terra di mezzo in cui il rock classico perdeva centralità senza essere ancora diventato repertorio museale, la disco veniva archiviata in fretta e spesso con malafede, e il pop iniziava a riorganizzarsi attorno a nuove grammatiche produttive. Era un anno di passaggio, non ancora nostalgico e non ancora davvero moderno, in cui convivevano fine corsa e possibilità, stanchezza e intuizione, con la sensazione diffusa che qualcosa si stesse chiudendo senza che fosse ancora chiaro cosa avrebbe preso definitivamente il suo posto. McCartney II ne è un bell’esempio e lo trovo un capolavoro a suo modo. Quella terra di mezzo aveva però una sua compattezza, e alcuni dischi di quell’anno la fotografano con precisione insolita. Prendiamo quattro album, due produzioni anglosassoni e due italiane, che utilizzano materiali contemporanei come se fossero già residui, suonano spe...

grande musica, grandi musicisti e un sound che non ha nulla da invidiare a quello di oltremanica. Ma vorrei anche fare un plauso alle tue recensioni, sempre sintetiche, precise e con quel taglio confidenziale che le distingue un po' dalla spocchia di un certo modo di scrivere sulla musica
RispondiEliminaTi ringrazio e mi inorgoglisce sentirti dire così. Non mi piace scrivere recensioni "lunghe", mi piace la sintesi, c'è sempre il rischio di annoiare chi ti legge e la spocchia la lascio volentieri ad altri, sicuramente più bravi di me. Poi mi piace che sia il lettore a decidere di approfondire l'argomento, senza farcire lo scritto di rimandi a link che distrarrebbero troppo. Tornando al disco è uno di quei lavori che fanno bene alla mente e al cuore, senti tutta la gioia dei musicisti di donare musica a chi piace ascoltare senza pregiudizi di sorta.
Eliminagrande
RispondiEliminaCiao e benvenuta ! :)
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