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Ticket To Japan - Brunky Music (2023, P-Vine Records)

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Brunky Music, il brainchild del talentuoso songwriter e produttore tedesco Stephan Brunkhorst, ci trascina in un viaggio attraverso le onde melodiche della Westcoast pop. Con tre singoli rilasciati nel 2018, 2019 e 2022, Brunky Music ha confezionato lo scorso mese di Gennaio queste gemme sonore in un album unico, regalando agli appassionati un'esperienza musicale senza tempo. L'album, “Ticket To Japan”, è un ricco calderone di influenze che evocano l'epoca d'oro della Westcoast pop dei tardi anni '70, con influenze che omaggiano gli Steely Dan. Stephan Brunkhorst dimostra una maestria nel plasmare le trame sonore che catturano l'anima di un'epoca, donando al pubblico un'immersione autentica nella crema della produzione westcoast pop. L'album è una testimonianza della raffinatezza artistica di Brunkhorst e della sua abilità nel tessere intricati paesaggi sonori che trasportano l'ascoltatore in un mondo di nostalgia e moderna raffinatezza musicale....

Just A Touch - Various Artists (2023, Athens of The North)

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Con “Just A Touch”, ci ritroviamo nel mezzo di un intricato paesaggio sonoro, un viaggio profondo e sinuoso attraverso le selezioni musicali meticolosamente curate da Sam Don. Il suo approccio non è semplicemente quello di un DJ e curatore, ma piuttosto quello di un esploratore, un cartografo delle vibrazioni sonore che risuonano attraverso le strade di Londra e le profondità dell'UK Underground Soul. "Just A Touch" è il risultato di un'ispirazione che ha colpito Sam come un lampo nella notte, una di quelle idee che si materializzano nella quiete della creatività. Il DJ londinese ha scavato nelle sue collezioni di vinili, tracciando un percorso intricato attraverso le creazioni di produttori sconosciuti ma incredibilmente talentuosi. È un atto di dedizione che va oltre il semplice assemblare brani; è un'immersione nelle radici della musica soul britannica. Nel suo stile caratteristico, Sam Don ci conduce attraverso un labirinto di suoni, ogni traccia una tessera i...

Sonicwonderland - Hiromi (2023, Telarc)

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Eccola, la nostra intraprendente pianista Hiromi, ha deciso di prendere la sua musica e fuggire dalle convenzioni. Con Sonicwonder, il suo nuovo quartetto, sembra che Hiromi abbia pensato, "Ehi, perché non buttare il mio pianoforte acustico a coda fuori dalla finestra e vedere cosa succede se mi faccio un bel giro su tastiere elettriche e sintetizzatori?" E così è nato un album che è come il risultato di una notte di festa selvaggia in un club futuristico, dove il jazz classico ha incrociato l'elettronica e il funk in un incontro unico. Il risultato è una sorta di viaggio musicale nel futuro, dove le melodie si uniscono a suoni elettronici che sembrano provenire da un'astronave in arrivo. E se pensavate che il funk fosse fuori moda, Hiromi e la sua ciurma dimostrano che è più vivo che mai. "Go Go" ci afferra con un abbraccio di basso funk irresistibile e frasi improvvisate che sembrano provenire da un altro mondo, come se avessero invitato George Clinton a f...

Partners In Crime - Rupert Holmes (1979, Infinity)

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 "Partners in Crime" è l'album che ha portato Rupert Holmes alla ribalta nel 1979, un lavoro che si pone come una dichiarazione sofisticata e maliziosa nell'era del pop adulto. Con le sue melodie orecchiabili e la sua produzione lussuosa, Holmes ci trascina in un mondo di ironia affascinante, sospeso tra il kitsch degli anni '70 e una visione moderna del pop. Le canzoni di "Partners in Crime" sono ricche di dettagli e sfumature, abbracciando stili musicali che spaziano dal pop al soft rock, dal jazz all'R&B. Holmes dimostra un'abilità straordinaria nella scrittura di melodie accattivanti che si insinuano nella mente dell'ascoltatore e non lo lasciano andare. La sua voce calda e versatile trasmette una sensazione di intimità, come se si stesse confidando con l'ascoltatore. Il singolo di successo "Escape (The Piña Colada Song)" è diventato un'icona del pop degli anni '70, ma "Partners in Crime" offre molto di...

Love Makes Magic - JIM (2023, Vicious Charm Recordings)

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Jim Baron è stato una figura chiave della dance per circa tre decadi, sia come DJ che come membro co-fondatore dei Crazy-P. Lasciate le sonorità dance Baron si è dedicato all’esplorazione di un nuovo genere musicale, più intimista e riflessivo. La sua preferenza per la chitarra acustica e le armonie si traduce in melodie coinvolgenti che catturano l'attenzione dell'ascoltatore.  In Love Makes Magic sono molti i richiami alla scena californiana anni 70 e l’ascolto del brano di apertura, “Across The Street”, sembra un outtake di Deja Vu degli CSN&Y. Ma Baron non è un semplice imitatore, le sue canzoni respirano di vita propria e riesce a convincere inserendo pillole di funk e soul dentro una struttura di canzoni folk, ascoltate a questo proposito “Oxygen” e “The Ballad Of San Marino” mentre tappeti di mellotron evocano suggestioni prog come è dato di ascoltare in “Where The Leaves Are Fallin”. In “Phoenix”, forse il pezzo più bello dell’album, siamo immersi dentro i fumi psic...

Radio Sechaba - Bokani Dyer (2023, Brownswood Recordings)

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Negli ultimi dieci anni, il Sudafrica è diventato un luogo vibrante per artisti innovativi e musica all'avanguardia. Uno dei protagonisti di questa scena è Bokani Dyer, un compositore, pianista e cantante. Il suo nuovo album, "Radio Sechaba", è uscito lo scorso mese di Maggio per l’etichetta Brownswood Recording ed è stato molto apprezzato.  L'album presenta una miscela di momenti meditativi spirituali e ritmi energici, combinando influenze sudafricane con tastiere e voci soulful, percussioni afrobeat e fiati incisivi. Dyer canta in diverse lingue, come Setswana, Sesotho e inglese, spesso all'interno dello stesso brano.  L'album è solido dall'inizio alla fine e si distingue come una delle migliori registrazioni dell'anno provenienti dal Sudafrica. Altamente consigliato!  https://youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_l1cEgHT0FQZXyn1JgvBUW47o-QbtzsWaM

Celeste - Soundcarriers (2023, Phosphonic) Ristampa

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Scartabelli qua e là e poi ti ritrovi tra capo e collo un album uscito nel 2010, che è stato ristampato da poco, di una band di Nottingham, i Soundcarriers. Metti su il disco e ti ritrovi immerso dentro un lounge pop retro-futurista in stile anni 60.  I Soundcarriers prendono ispirazione dai loro predecessori, come gli Stereolab e i Broadcast, ma incorporano anche influenze che questi ultimi potrebbero aver ritenuto troppo ovvie da utilizzare. Ad esempio, i Soundcarriers si ispirano anche alla psichedelia della costa occidentale degli anni '60, tra i quali non ho remore nel dire che ho ritrovato le note e l’atmosfera appartenute ai Byrds e ai Jefferson Airplane, e anche al jazz moderno. Tra le influenze, davvero tante, ho trovato anche qualcosa dei Jethro Tull, impensabili a queste latitudini, ma ascoltate “Step Outside” e poi ditemi se quando parte quel cazzo di flauto non ho visto giusto o mi sia invece fatto trasportare dal vortice dei suoni di “Celeste”.  Il buono degli So...