Post

NICE AND SOULFUL - CAROLINE CRAWFORD

Immagine
Caroline Crawford potrebbe essere ricordata da alcuni di voi come la voce solista di "Let's Start The Dance," il brano disco di successo di Hamilton Bohannon. Alcuni appassionati, come me, potrebbero aver cercato di scoprire se questa cantante avesse lasciato una traccia più ampia della sua arte musicale. I primi passi nel mondo della musica di Crawford risalgono al lontano 1960, quando, all'età di tredici anni, vinse un talent show presso una stazione radiofonica di Detroit, la WCHB. Questo successo le valse un contratto discografico con la Motown Records. Tuttavia, il suo talento non fu completamente sfruttato dalla Motown, e dopo solamente tre singoli, di cui uno scritto da Smokey Robinson, che non ottennero grandi vendite, il suo contratto non fu rinnovato. L'ultimo suo disco per la Motown, "When Someone's Good To You," ha acquisito una sorta di gloria postuma grazie agli appassionati del Northern Soul, e giustamente, direi. Dovreste ascolta...

AFTERSUN - BILL LAURANCE

Immagine
"Aftersun" è il terzo album solista del britannico Bill Laurance, noto principalmente come tastierista della band statunitense Snarky Puppy. Questa band ha svolto un ruolo cruciale nel riportare nuova vita alla fusion, liberandola dalla superficialità che l'aveva colpita quando il genere aveva preso la direzione del "smooth jazz." Per fare un confronto, è come passare da una sala da concerto a una sala da tè. Non c'è nulla di male nel tè, anzi, lo apprezzo molto, ma lo smooth jazz, con la sua faciloneria e i suoi sofisticati manierismi, è stata la vera causa della caduta della fusion. La fusion aveva cercato di rivitalizzare il jazz, coinvolgendo l'ascoltatore con ritmi funk e una grande dose di energia. Nell'album di Laurance, non troverete nulla di superficiale. Invece, ci sono nove brani che pongono il ritmo e l'improvvisazione al centro della loro essenza. Grazie alla solida sezione ritmica degli Snarky Puppy, Bill Laurance esplora una ...

REJECTED SCRIPT - M.A. BAKKER

Immagine
Davanti a una vecchia macchina da scrivere, un uomo appare perplesso. Sopra un tappeto, si vedono fogli appallottolati e un nome scritto: M.A. Bakker, acronimo di Maarten Bakker, che inizialmente non mi diceva molto. Ho fatto una piccola ricerca online e ho scoperto che Bakker è olandese, appassionato di letteratura gotica e umoristica, appassionato di cinema e musica. Suona il basso per una band di Amsterdam chiamata gli Amsterdam Saints. "Rejected Script" è il suo primo album da solista. Per questo progetto, Bakker ha collaborato con Warren Byrd, l'uomo che canta in tutti e dieci i brani dell'album. Bakker ha scritto tutte le canzoni, suona chitarra, basso e tastiere, ed è anche responsabile della produzione, dell'artwork, del mixaggio e dell'editing. A questo punto, non rimane che ascoltare l'album, e la buona notizia è che c'è molto da apprezzare per gli amanti della musica d'annata. Sembrerebbe che quest'anno sia particolarmente genero...

JOHAN CRUIJFF

Immagine
“Tutti gli allenatori parlano di movimento, di correre molto. Io dico che non è necessario correre tanto. Il calcio è uno sport che si gioca col cervello. Devi essere al posto giusto al momento giusto, né troppo presto né troppo tardi" Ecco, io per una volta almeno, sono stato nel posto giusto al momento giusto.  Tutte quelle volte che ti ho visto giocare.  E tutte quelle volte che correvamo dietro ad un pallone immaginando di essere te. Ciao Johan.

SMILE - JUDY ANTON

Immagine
Avviso: Questo post è dedicato agli appassionati dei sentieri del Yacht Rock, con un grado di devozione quasi patologico. Chi ama questo genere capirà il percorso che sto percorrendo, mentre gli altri potrebbero comunque trovarlo interessante, chissà. Il personaggio principale è una ragazza americana di nome Judy Anton, che all'età di tredici anni si trasferisce in Giappone con suo padre per motivi di lavoro. Rimane lì per diversi anni e si appassiona così tanto alla musica da registrare due album, pubblicati solo per il mercato giapponese. Uno di questi è "Sunshowers In My Eyes" nel 1979, mentre il focus di oggi è sul secondo, "Smile," pubblicato solo un anno dopo. L'album contiene otto brani e dura poco più di mezz'ora. Quattro di questi sono cantati in giapponese, il che riflette l'ambiente musicale in cui Judy lavorava, così come il produttore Makoto Matsushita. Mi permetto una piccola digressione qui: ricordate quanto il sax fosse di moda ne...

UNTITLED UNMASTERED - KENDRICK LAMAR

Immagine
Criticate pure la mia pigrizia, ma da quando è uscito "To Pimp A Butterfly," il capolavoro di Kendrick Lamar, niente mi aveva spinto a scrivere a riguardo. Quindi, accettate questa mia recensione di "Untitled Unmastered" come un modo di rimediare? Pubblicato inaspettatamente il 3 marzo scorso, questo album del Re di Compton è essenzialmente una raccolta di brani avanzati (non scartati, fate attenzione) dal suo lavoro precedente. Ribadisce con forza la supremazia di Lamar (in comproprietà con D'Angelo, aggiungerei) nel mondo della musica afroamericana. Sì, afroamericana, perché limitare questo artista al rap o all'hip-hop sarebbe ingiusto. Ci sono otto tracce senza titolo, numerate dall'01 all'08, e una durata complessiva di trentaquattro minuti. Il suo stile richiama più Tupac che Kanye West, e nei testi non troverete le solite storie di sesso e violenza, ma riflessioni su colpa e redenzione, razzismo e sfruttamento dei neri da parte dei bianchi....

WE DELIVER - THE MIAMIS

Immagine
Gli anni d'oro del CBGB di New York furono un'epoca sfavillante. Per ogni band che riusciva a emergere, ce n'erano molte altre che conobbero solo una gloria fugace, spesso circoscritta al palco del mitico locale newyorchese. Tra queste, c'erano anche i The Miamis, guidati dai fratelli James e Thomas Wynbrandt. Le loro gesta, ora solo immaginabili, sono state raccolte nella recente compilation "We Deliver: The Lost Band Of CBGB Era (1974-1979)," pubblicata dall'etichetta Omnivore Records. I The Miamis, a differenza delle band punk del CBGB, si specializzavano in melodie e armonie vocali tipiche del power pop. Erano persino ben voluti da personalità del calibro di Debby Harry e Tommy Ramone. Insomma, potevano competere con gruppi come i Cheap Trick e i The Rubinoos. Tuttavia, come spesso accadeva a chi si cimentava in questo genere, i ragazzi si ritrovarono con una gloria effimera, pochi soldi e nessun contratto discografico. Una situazione ideale per fa...