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FUNK DAI CARAIBI

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Se c'è un disco che rappresenta bene quello che è il funk in tutte le sue sfumature, questo è senz'altro "Funky Nassau", diventato nel tempo un vero classico, un incredibile mix di musica soul, funk, calypso e tanta Africa. Il principio della fine o per meglio dire "The Beginning Of The End", questo il nome della band, tre musicisti delle Bahamas che hanno realizzato siffatta meraviglia; fortunatamente i ritmi caraibici sono in funzione dell'ingrediente base del lavoro, il funk, e non vi è niente che rimanda al folklore ad uso e consumo dei turisti della musica, come potrebbe dare a pensare. Il funk di James Brown e dei War, insieme a quello che arrivava dall'Africa, l'afro beat di Fela Kuti ad esempio, è quello che si può ascoltare nei nove brani dell'album; il periodo, siamo all'inizio degli anni 70, era quello giusto per il genere e sbaglia chi pensa che escludendo la title track gli altri brani siano dei meri riempitivi. Riascolt...

LA NEBBIA E GLI SPARI: CALIBRO 35, "TRADITORI DI TUTTI"

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Un fatto è certo: con l'uscita lo scorso 22 Ottobre del loro nuovo album per l'etichetta italiana "Recordkicks" , "Traditori di Tutti", posso tranquillamente affermare che i Calibro 35 sono la miglior band italiana attualmente in circolazione. Dodici tracce da bersi come un buon bicchiere di J&B, ispirate dal romanzo omonimo che riscrisse i canoni del noir italiano sulle gesta di una banda di malfattori operanti nella Milano degli anni 60, raccontate da Giorgio Scerbanenco e qui narrate sul foglio di un pentagramma dal combo milanese. Possiamo parlare senza paura di passare per visionari di una vera e propria colonna sonora di accompagnamento al libro, tante sono le sfumature sonore, così come il romanzo faceva sentire la nebbia e l'odore della polvere da sparo direttamente dalle proprie pagine; non solo funk per i Calibro 35, ma anche il prog virato alla Goblin, la psichedelia di "Mescaline 6" , l'hipshake di "Giulia Mon Amour...

ARTHUR ALEXANDER vs. THE BEATLES: ANNA (GO WITH HIM)

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Questa canzone me la ricordo bene; quando acquistai il primo 33 giri dei Beatles,"Please, Please Me", ascoltare "Anna" e la disperazione con cui John Lennon si esprime nel rivolgersi alla signorina in questione non poteva certo passare inosservata. Ben diverso invece fu il tono con cui Arthur Alexander, autore e il primo ad incidere il brano, si rivolgeva ad Anna; quello di una persona fatalista che sa di non poterci fare niente se la sua bella se ne va con un altro e con altrettanta calma la prende con filosofia: "beh, se pensi che con lui sarai felice, rendimi l'anello che ti ho dato e va da lui". "Anna" si può considerare una delle prime grandi soul ballad mai incise ed è grazie ai Beatles se poi la canzone ha avuto il giusto riconoscimento; Arthur Alexander eccelleva nella scrittura invece che nel canto e dobbiamo a lui un altro brano che entrerà nella storia, questa volta grazie ai Rolling Stones: "You Better Move On". La...

UN MAESTRO: BOB JAMES

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Ecco un'altro eroe del piano Fender Rhodes che si affaccia per la prima volta sulle pagine di questo blog; complice una bella raccolta uscita da poco, il tastierista Bob James è quanto di meglio le vostre orecchie funk abbiano mai potuto ascoltare. Riconosciuto come l'inventore dello smooth-jazz, termine a me inviso, molto meglio fusion, rende l'idea di quello che la musica di James come quella di altri pionieri del genere è; una felice commistione di jazz, funk e soul. Bob James si muove nella New York della metà degli anni 70, la sua musica è influenzata da quello che gira tutto intorno alla città, suoni urbani funk imbastarditi con il jazz dei club che forniscono ancora oggi una colonna sonora immaginaria delle storie che muovono la metropoli, e al tempo stesso sarà una miniera d'oro per chi, negli anni successivi, inizierà a baloccarsi con sampler, beat e quant'altro possa fare da sfondo alle storie di rappers e hip-hoppers. Una carriera lunga, lunghissi...

LOST AND FOUND: FAUSTO LEALI - LEAPOLI

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Oggi parleremo di un artista italiano che ha nella voce la sua principale peculiarità: Fausto Leali. Non mi soffermerò sui suoi dischi di successo, che più o meno conoscete tutti, ma su un album che il nostro incise nel 1977, noto a pochi e mai più ristampato. Leapoli, questo il titolo del disco, è prima di tutto un lavoro coraggioso. Forse Leali tentò di dare una svolta alla sua carriera, proponendo canzoni ben diverse da quelle incise fino ad allora. Il disco è diviso in due parti: nel primo lato troviamo brani che mescolano prog e suggestioni funk, mentre la seconda parte si apre con una bella ballata pop, per poi proseguire con brani tratti dal repertorio classico della canzone napoletana, anch’essi rielaborati in chiave rock-jazz, se così si può definire. In questo lavoro, Leali si avvalse di alcuni tra i migliori musicisti dell’epoca: Tullio De Piscopo alle percussioni, il grande Alberto Radius alla chitarra, Stefano Pulga alle tastiere, Stefano Cerri al basso e Mauro Spina a...

VEDI "OMAR" QUANT'E' BELLO.....

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Confido che mi perdonerete il titolo del post, visto che l'artista di oggi non c'entra niente con la canzone napoletana, tanto meno con l'opera; parleremo di soul invece, di soul a grana fine. Omar è uno tra i più bravi soul man britannici ed oggi celebreremo il suo ritorno con un album uscito lo scorso giugno, dopo sette anni di stop. In questi sette anni il nostro ha avuto il tempo per essere insignito dell'ordine MBE dalla regina Elisabetta II - è diventato baronetto per meriti artistici - ed è diventato padre di due gemelle. "The Man", questo il titolo del suo nuovo lavoro, si avvale della collaborazione del bassista dei Jamiroquai Stuart Zenden e di Carol Wheeler già con i Soul II Soul. Un album che ci da modo di scoprire l'uomo Omar in una nuova luce - si è sposato e come detto è diventato papà - i testi delle canzoni  riflettono la maturità e il nuovo status raggiunto dall'artista, così come a livello musicale l'album è un caleidoscopi...

NE SENTIVATE IL BISOGNO?

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Sto preparando la recensione del nuovo album degli Earth Wind & Fire, "Now, Then and Forever", uscito lo scorso 10 settembre per celebrare il 40nnale della band e mi chiedo: ha senso un'altra reunion, tra l'altro di uno dei gruppi che più ho amato? Lasciata la band da parte di Maurice White per motivi di salute come dire l'anima del gruppo, gli EW&F ormai rimasti in tre, Philip Bailey, Ralph Johnson e Verdine White ritornano tra di noi dopo otto anni con un disco che cerca di rinverdire i fasti del tempo che fu; impresa molto ardua direi, per una band che ormai ha detto e bene tutto quello che c'era da dire sia in ambito soul, funk, jazz e pop, ovvero in quei generi che così sapientemente riuscirono a far stare insieme in una miscela esaltante come raramente è dato di ascoltare. Personalmente, pur non dispiacendomi questo nuovo lavoro, l'ho trovato abbastanza ininfluente per quanto riguarda la loro storia, mi spiego, se lo avesse fatto un no...