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GENERAZIONE COCKTAILS: "ALEXANDER" meet RAY CONNIFF and THE WAY YOU LOOK TONIGHT

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Alexander, il primo cocktail che ho bevuto e uno dei più adatti per concludere nel modo migliore la giornata. E' un cocktail storico creato nel 1922 dal barman londinese Larry Mc Elhone, uno tra i più grandi miscelatori di bevande mai esistiti, si dice che sia stato inventato in onore di una famosa signora   dell'epoca, tale Mary Princess, unitasi in matrimonio nel lontano 1922 con un lord inglese. Il colore bianco del cocktail richiama l'abito della sposa e si dice che è una possibile rielaborazione del cocktail Panamà, che prevedeva come ingrediente base il gin al posto del cognac, cognac che è stato sostituito più recentemente con il brandy, meno nobile del distillato francese ma sempre buono come miscelabilità. Un cocktail da after-dinner, molto buono e bello caloroso, è stato per molto tempo il primo cocktail studiato nelle scuole alberghiere, poiché era il primo nella lista dei cocktail internazionali. L' Alexander si prepara con 2cl di Brandy o meglio a...

COCKTAILS GENERATION: "GRASSHOPPER" meet FIORENTINA, CATERINA VALENTE and JUAN CUADRADO

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Oggi spero che vogliate concedermi una piccola soddisfazione, visto il risultato positivo del preliminare di Europa League che ha visto protagonista la mia squadra del cuore, la Fiorentina. Il cocktail "Grasshopper" però esiste davvero, non è stato creato certo ieri dal sottoscritto, dopo aver visto la partita, ma da un barman del club Crytirion di Londra intorno agli anni '30, che osservando in un prato vicino al locale una piccola cavalletta, ebbe l'ispirazione di creare un drink che avesse il colore del piccolo insetto e fosse altrettanto energico. Il cocktail è a base di tre creme: 1/3 di liquore di crema di menta verde, 1/3 di liquore crema cacao bianca e 1/3 di crema di latte, va preparato nello shaker (una bella shakerata, come la discesa di Quadrado ieri sera, per intendersi) con ghiaccio e servito nelle coppette a "V". E' un tipico after-dinner, molto buono, una sorta di "Alexander" modificato, e lo potete servire anche dopo i matc...

GENERAZIONE COCKTAILS: "MANHATTAN" meet LES BAXTER and JEWELS OF THE SEA

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Non poteva mancare in questa rassegna estiva un drink con ingrediente il nobile distillato del whiskey. Il cocktail in questione è il "Manhattan", uno dei drink più alla moda e più bevuti, in particolare come after dinner, anche se la presenza del vermouth rosso e dell'angostura lo identificherebbe come aperitivo, ma capite bene che farsi un whiskey prima di cena, purché camuffato, è opera da stomaci corazzati. Il "Manhattan" si dice sia stato creato nell'omonimo club di New York, dove nel 1870 durante un ricevimento tenuto da Jerrie Jerome, ovvero la madre di Winston Churchill, in onore del candidato alla presidenza Usa, Samuel Tilden. Il cocktail, creato dal Dott. Iain Marshall, divenne così di gran moda, grazie anche al successo del banchetto e così come in America, ebbe la stessa fortuna anche in Europa, prendendo il nome del club dove fu bevuto per la prima volta.Il "Manhattan" è uno dei drink più citati nei programmi televisivi ed al c...

GENERAZIONE COCKTAILS: "MARTINI" meet KOOP and SUMMER SUN

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In principio fu il "Martinez", bevanda composta da gin e vermouth rosso. Come ci dice il fondamentale libro "Mondo Exotica" di Francesco Adinolfi, questo cocktail si perde nel tempo, si hanno le prime avvisaglie del drink già nel diciottesimo secolo, quando il compositore tedesco Johan Schwarzendorf era solito farsi servire una mistura composta dal Jenevier, distillato olandese progenitore del gin e vermouth rosso. La ricetta del drink si dice che abbia viaggiato a lungo fino ad arrivare sulle coste della California intorno al 1870, anno in cui si iniziò a parlare di due diverse denominazioni del cocktail, al quale nel frattempo era stato sostituito il Jenevier per il gin: Martinez e Martini. Martinez era una cittadina californiana dove era solito recarsi un famoso cercatore d'oro dell'epoca che prima di mettersi in viaggio sostava presso l'Occidental Bar di San Francisco, regno del barman Jerry Thomas, il quale gli aveva servito un drink denomina...

GENERAZIONE COCKTAILS: IL "NEGRONI" meet PAPIK and THE PUZZLE OF LIFE

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Se c'è un cocktail che più di altri identifica una nazione, questi è senz'altro il Negroni. Variante de L'Americano, poi vedremo perché, è stato creato grazie ad una intuizione del conte Camillo Negroni, assiduo frequentatore del Bar Casoni di Firenze, oggi Bar Giacosa (famoso anche per i suoi panini tartufati). Nel 1922 il conte Negroni suggerì al barman Fosco Scarselli di aggiungere al vermouth rosso e al Campari de L'Americano una parte uguale di gin: detto fatto, nasceva così il "Negroni", uno dei cocktail più "duri" che sia mai stato dato di bere. Le sensazioni che questo cocktail danno al palato sono eccezionali, per quanto mi riguarda la grandezza di questo cocktail fa strame dei drink modaioli che si sono affermati ultimamente, "mojito" e "caipirinha" in primis. Il "Negroni" ha avuto molta fortuna anche negli Usa, affermandosi come drink da "transition bar" ovvero quei locali di passaggio collocati ...

GENERAZIONE COCKTAILS: L'AMERICANO meet ASTRUD GILBERTO and CALL ME

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Forse il primo cocktail inventato dal genio italico: prima del Negroni e del Bellini questo è stato il punto di riferimento alcolico per generazioni di nottambuli e viveur. Creato negli anni 20 a Milano, L'Americano era ed è composto da 5/10 di bitter Campari e 5/10 di vermouth rosso e il suo nome rimandava in modo esplicito allo spirito del tempo che guardava agli Stati Uniti come ad un possibile eden esotico lontano ma raggiungibile, si dice anche che il nome sia stato dato in onore del pugile italiano Primo Carnera che divenne campione del mondo dei pesi massimi giustappunto in America, a New York.  L'Americano viene presentato in un bicchiere "highball"  con ghiaccio, soda, una scorza di limone e mezza fetta di arancia. Ha avuto una variante nel corso degli anni con il "Milano-Torino", cocktail dove al posto del vermouth rosso veniva aggiunto il Punt-e-Mes (anche se alcuni dicono il contrario, ovvero che sia stato creato prima il MI-TO). L'Americ...

JIRO INAGAKI & HIS SOUL MEDIA - BREEZE

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L'album da cui è tratto il brano di oggi, "Funky Stuff" release del 1974,  è stato per molti anni una chimera per molti appassionati di fusion, vinile pressoché introvabile è stato fortunatamente ristampato in cd da un paio di anni. Ci muoviamo su territori jazz-rock morbidi, Crusaders e Bob James i primi nomi che mi vengono in mente, il disco è giocato tutto sul sax del leader con una buona dose di tastiere fender rhodes e con la chitarra elettrica a rifinire il tutto. Un buon groove, metropolitano e notturno in questo superbo pezzo di oggi, l'album non è da meno e voglio segnalarvi anche una discreta cover di "Funky Stuff" dei Kool & The Gang. Che dire ancora, se non che i giapponesi su queste sonorità non sono secondi a nessuno.