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SUNDAY MORNING MUSIC: AL JARREAU

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L'ho rivisto allo scorso festival di Sanremo, a cantare in un'improbabile accoppiata insieme ai Matia Bazar e sinceramente ne avrei fatto a meno. Qualcosa del grande vocalist che era stato affiorava qua e là, ma in fondo è stato triste vederlo su quel palco. Del resto molte primavere sono passate da quando Al Jarreau insieme al produttore Jay Graydon ridefiniva in tre album consecutivi il linguaggio del pop sofisticato, che diverrà una precisa caratteristica del sound losangelino di quegli anni. Il primo album dell'accoppiata Jarreau-Graydon uscirà nel 1980 a titolo "This Time", ci collaborarono dei musicisti fenomenali, tra cui mi preme ricordare Chick Corea ed Earl Klugh, nove brani in cui viene rimarcata la versatilità dell'artista nell'affrontare sia canzoni dall'impronta jazz, come pure quelle in cui il soul-pop la fa da padrone. Il brano più bello del disco è "Distracted", un bell'esempio di canzone mid-tempo con influenze sweet-fun...

OSSESSIONE NORTHERN SOUL

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Oggi vi propongo un bel cortoMetraggio di nove minuti sul mondo del Northern Soul. Molto esplicativo su quella che può diventare una vera e propria ossessione e scommetto che a prescindere dal genere, molti di voi si riconosceranno nel personaggio principale del film. La stanza dove il nostro ascolta un disco, assomigliava molto alla mia, ma penso anche alla vostra. Buona visione.

EROI FUNK: EDWIN STARR - HELL UP IN HARLEM

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Edwin Starr forse lo conoscete per quel grande inno contro la guerra del Vietnam, "War", brano inciso in origine dai Temptations, ma che nell'interpretazione di Starr ebbe nuova vita e divenne un hit seller da tre milioni di copie. Oggi però parlerò di un album inciso da Starr nel 1973 - anno in cui l'artista americano si trasferì a Londra - "Hell up in Harlem", colonna sonora del film omonimo e seguito di "Black Caesar". Del film, ascrivibile al genere blaxploitation e uscito il Italia con il titolo "Tommy Gibbs Criminale Per Giustizia" poco ne so, se non che fu interpretato da Fred Williamson e Gloria Hendry, meglio per quanto riguarda il disco, ascoltato recentemente. C'è da dire che l'album, per come è strutturato vive anche di vita propria, senza bisogno di essere associato al film, le canzoni non presentano "messaggi" di alcun genere se non descrivere la vita dei black gangster newyorchesi di quel tempo. Magari l...

AL GREEN vs. SHIRLEY BASSEY vs. STEVIE WONDER vs.NICOLA DI BARI: LIGHT MY FIRE

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Oggi supersfida da supercazzola come se fosse antani di un pezzo straconosciuto e stracoverizzato; a differenza di altre sfide postate sul blog non ci troverete però la versione originale dei Doors per due motivi: primo, la conoscete tutti a memoria e quindi molto probabilmente ne saltereste l'ascolto, secondo, a me non piace. Come detto in altre occasioni, Light My Fire la preferisco nelle innumerevoli cover realizzate che non nella versione originale; troppo "strappamutande" il cantato di Morrison, due assoli spaccamarùn nello sviluppo del brano, inascoltabili per me, insomma, la tipica canzone da adolescenti brufolosi in calore (uhè lo sono stato anch'io, poi si cresce...). Questi quattro brani fanno capire in che modo questa canzone ha preso altre direzioni: l'r'n'b di Al Green, il pop - soul sofisticato di una enfatica "as usual" Shirley Bassey, il genio di Stevie Wonder, la bossa di Nicolino di Bari che poi non è altro che la cover in ital...

STEVIE WONDER LIVE, 1974

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Se vi avanza mezz'ora, se volete fare una pausa sul lavoro, occhio a farvi beccare però, gustatevi questo concerto di Stevie Wonder registrato alla tv tedesca nel 1974. Meglio di un antidepressivo e di qualsiasi energy drink. Nessuna controindicazione! Questa la playlist : 1. Jam 2. Contusion 3. Higher Ground 4. Don't You Worry 'Bout A Thing 5. I Can See The Sun In Late December 6. He's Misstra Know-It-All 7. Living For The City 8. Superstition Buona visione

SUNDAY MORNING MUSIC: MARCOS VALLE

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Marcos Valle è uno tra i più grandi musicisti brasiliani di tutti i tempi; ma non solo. La sua carriera inizia nel 1963, dopo essere passato da studi di musica classica da bambino per poi approdare al jazz, ma è con la samba e la bossa nova che Valle diverrà quel grande artista che gli appassionati di musica brasiliana ben conoscono. Il disco che vi presento oggi però ha poco a che vedere con i suddetti generi; "Vontade de rever voce" , album del 1981 porta Marcos Valle in territorio funky soul, sviluppato però con sensibilità carioca. D'altronde Valle non era a digiuno di queste sonorità, avendo vissuto parte della sua vita negli States ed avendo lì lavorato con Leon Ware ed i Chicago che ricambieranno collaborando al disco, questi ultimi nella persona di Peter Cetera. Suoni quindi molto vicini al groove californiano, per un disco da ascoltarsi e gustarsi in una pigra mattinata domenicale. Un disco diverso dallo stile classico dei primi lavori di Valle, molto affine a...

LE FIGLIE DI APOLLO

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La recente uscita di una raccolta di canzoni del gruppo femminile "The Apollas" mi da l'occasione per parlare di questa crew sconosciuta ai più. The Apollas erano tre ragazze afroamericane, Leola Jiles, Ella Jamerson e Billie Barnum, incisero una manciata di canzoni dal 1961 al 1968, anno in cui il gruppo si sciolse. La musica delle The Apollas si distingueva dagli altri gruppi femminili dell'epoca per una spiccata propensione ad uno stile più ruvido e gospel-style rispetto ai gruppi più in voga di allora, come ad esempio le Supremes, erano semmai più vicine allo stile di Martha and The Vandellas. Cantarono le prime canzoni di Ashford e Simpson, ma anche di Billy Vera, Barry White, Don Everly e Jeff Barry, non hanno mai avuto degli hit single da ricordare per i posteri, ma avranno sempre la riconoscenza ed il rispetto da parte della scena Northern Soul: il brano "Mr. Creator" è diventato un classico della scena, ed il mio invito è di avvicinarvi al sound del...