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NICK DE CARO: ITALIAN GRAFFITI, 1974

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A volte accostarsi ad un disco avviene per i più strani motivi. Talvolta succede che anche se non conosci l'artista vieni attirato da dei particolari, come per esempio in questo caso una copertina con sopra fotografato un personaggio che sarebbe stato bene in un film di Scorsese o di Francis Ford Coppola. E' questo il caso di Nick De Caro, anzi Nicola Giuseppe De caro, musicista dalle chiare origini italiane che omaggia le sue radici in questo disco del 1974. Arrangiatore, produttore, compositore e fisarmonicista di talento De Caro ha collaborato con artisti del calibro di Frank Sinatra, James Taylor, Jackie De Shannon, Herp Albert, Little Feat, Barbra Streisand e in quel gioiello che fu "Pirates" di Rickie Lee Jones organizzando gli arrangiamenti per archi delle loro canzoni. Non ho molte informazioni su Nick De caro, ma posso assicurarvi che se venite in possesso di questo disco lo amerete a prima vista così come è successo a me. Purtroppo il nostro è venuto a manc...

RUPERT HOLMES: PARTNERS IN CRIME, 1979

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Torniamo ad interessarci di un'artista di cui abbiamo già parlato nel blog: Rupert Holmes. Era il 1979 quando pubblicava questo disco che una volta tanto riesce a raggiungere quel successo anche di vendite che l'artista sicuramente meritava. Canzoni orecchiabili e molto radiofoniche ma suonate e cantate da Dio con quella classe che al musicista non ha mai difettato. Anche se personalmente preferisco il disco precedente "Pursuit of happiness" su cui tornerò presto, questo è il lavoro che me lo ha fatto conoscere e ho ritenuto giusto proporvelo per farvi capire come una volta la canzone "easy" andava di pari passo con la qualità. In particolare le canzoni "Him" e "Partners in Crime" le trovo un gradino sopra alle altre, e una volta di più servono a rimarcare la differenza tra canzone di consumo e pop song di classe. Cosa che del resto si sono accorti artisti del calibro di Barbara Streisand, Dionne Warwick, Manhattan Transfer e gli Sparks a...

BOBBY CALDWELL, 1978

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Dopo una lunga pausa, torniamo ad occuparci di un'altro eccellente musicista della westcoast-pop americana. In questo caso ci troviamo di fronte ad un album di pop soul che nella sua bellezza è da considerarsi come il capolavoro dell'artista, con delle canzoni che prese una per una sono dei punti di riferimento per il genere. Primo disco del cantante americano, che in futuro saprà ancora realizzare dei buoni album, ma non raggiungerà le vette di questo; in particolare possiamo qui ascoltare una canzone che è considerata un manifesto del pop californiano, "What you won't do for love", un pezzo perfetto e dalla melodia che ti entra subito in circolo e non ti molla più. Una canzone aldilà delle mode, cantata con un tono nasale che non da fastidio ma che compone un unicum con la musica. Ecco, se volete iniziare ad entrare nel mondo della westcoast pop americana, cominciate da qui. Produttori: Ann Holloway, Marsha Radcliffe, George Perry Musicisti: Drums: Ed Green, Joe...

EDDIE HOLMAN: A NIGHT TO REMEMBER, 1977

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Ancora un soul singer, un cantante che operando in quel di Philadephia ha definito uno stile che gruppi bianchi come Daryl Hall e John Oates e i Faragher Bros. hanno poi fatto proprio sancendo la nascita di quel movimento noto come "Blue Eyed Soul". Eddie Holman già cantante negli Stylstics ha avuto con questo album il suo più grande successo della carriera con la canzone "This will be a night to remember" ballatissima nelle disco di tutto il mondo e che certo ricorderete. Definito da Smokey Robinson come "The Man with a voice of an angel", lo ascoltiamo qui con il brano che apre l'album "You Made My Life Complete", tanto per capire quel che Smokey diceva di lui.

EDDIE RUSS-SEE THE LIGHT, 1976

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Oggi spostiamo il nostro orizzonte musicale su sonorità orientate verso il soul ed il jazz con il tastierista Eddie Russ, ed il suo bell'album "See the light" del 1976, in cui si muove tra jazz e funk. Non ha avuto il successo che all'epoca ebbero Herbie Hancock e Lonnie Liston Smith anche se devo dire che se la giocava egregiamente con loro. Qui lo ascoltiamo con una selezione di brani uptempo e jazz ma sempre con un'attitudine soulful che fa si che entri di diritto nello spirito del blog. I brani dell'album sono arricchiti anche da bei cori femminili e da una sezione fiati che fanno da contorno agli equilibrismi di tastiera di Eddie.

VALERIE CARTER: WILD CHILD, 1978

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Negli anni '70 quando fortunatamente non esisteva ancora Mtv e uno i dischi se li doveva andare a cercare, i più fortunati riuscivano ad entrare in possesso di vinili come questo, provocando sensazione goduriose e cosa più importante salvando tanti di noi dalla fuffa che di li a poco prenderà il sopravvento nelle radio e nelle televisioni. Secondo album della ragazza dopo "Just a stone throw away" del 1977 si distingue da questo per sonorità più orientate ad un pop lussuoso e suonato dai campioni delle sale d'incisione di L.A. e dintorni. Steve Lukhater, Ray Parker Jr., Victor Feldman e Jeff Porcaro alcuni dei musicisti che hanno collaborato con la consueta bravura al disco, per comporre un mosaico di brani per metà originali e metà pezzi d'autore. Canzoni trattate in maniera magistrale da Valerie, che grazie alla solita miopia di discografici e dj's vari sono conosciute dai soliti carbonari che riascolteranno un nuovo disco di Valerie Carter soltanto nel 1996...

PLAY MISTY FOR ME: NEARSIGHTED

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Rupert Holmes, su cui torneremo presto con un altro post, ha composto questa ballad nel 1979 per il suo album "Partners in Crime". Questa come le altre canzoni del disco, ci parla con tenerezza della complessità del rapporto uomo-donna e usa la miopia per descrivere i piccoli dettagli di una storia d'amore. Due minuti e cinquanta di melodia sublime.