venerdì 1 maggio 2015

LOST AND FOUND: WE NEED TO GO BACK, THE UNISSUED WARNER BROS. MASTERS - DIONNE WARWICK




Quando nel 1972 Dionne Warwick lasciò l’etichetta Sceptre per approdare alla Warner Bros nessuno poteva immaginare che sarebbero stati gli anni più burrascosi della sua carriera. La Warwick si mosse insieme ai suoi mentori, Burt Bacharach e Hal David, che negli intendimenti dovevano andare avanti nella collaborazione con la cantante e aumentarne il successo, ma sfortuna volle che dopo averle prodotto e scritto in buona parte il primo album uscito per la nuova label, “Dionne”, il magnifico duo di autori di li a poco si divise, probabilmente anche a causa del fallimento agli occhi della critica e del pubblico del loro rifacimento in musical di un leggendario film di Frank Capra, “Lost Horizon”. 

Ora mi direte che la carriera della Warwick, visti i precedenti, non aveva quasi più niente da chiedere, tra album e raccolte di 45 giri al 1972 si parla di sedici LP pubblicati, ma sarebbe stato un vero peccato se la voce dell’artista afroamericana fosse caduta nel dimenticatoio. Alla Warner non si persero d’animo e come uscirono Bacharach e David subito subentrarono i tre portenti creativi della Motown, ovvero i signori Holland-Dozier-Holland; non solo, nell’arco dei cinque anni passati alla Warner la Warwick avrà modo di lavorare con autori e produttori del calibro di Thom Bell, Ashford & Simpson, Randy Edelman, Joe Porter, Jerry Ragovoy, Steve Barri e Michael Omartian. I dischi prodotti in quel lasso di tempo non ebbero però il successo sperato, nonostante i nomi dispiegati, ma l’uscita nell'agosto del 2013 di un album di outtakes di quelle sessioni, “We Need To Go Back: The Unissued Warner Bros. Masters” a cura della label Real Gone Music, ci fa perlomeno pensare che qualcosa non torna. 

Si, perché quei diciannove brani rimasti inediti sono molto belli e in alcuni casi superiori a quello che venne pubblicato, se ascoltate un’altra recente raccolta pubblicata sempre dalla Real Gone concernente i singoli usciti per la Warner, la differenza balza all’orecchio. Nell’album sono presenti anche tre brani scritti da Bacharach nel 1974 e rimasti inediti, ma il pezzo forte sono due canzoni uscite dalla penna di Ashford & Simpson: “We Need To Go Back” e “Someone Else Gets The Prize”. Due piccoli capolavori supportati dalla voce di una Warwick in stato di grazia; elegante e raffinata come non mai e dalla timbrica che raggiunge la giusta misura e la piena maturità. 

Nella normalità i due brani scritti da H-D-H, notevoli invece quelli prodotti da Thom Bell che danno un tocco di Philly Sound al repertorio della Warwick. Anche il resto non è da meno ma qui mi fermo e vi lascio nella curiosità di scoprire le altre gemme di cui è costellato l’album. Insomma, una bella raccolta, fatta con intelligenza e con un senso, fuori dalle logiche di spremitura dell’appassionato di musica; qui c’è una piccola parte di storia della musica popolare che rischiava di andare perduta per sempre e che grazie ai curatori della raccolta possiamo goderne tutti.

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