venerdì 20 novembre 2015

MODERNARIATO: STOP TIME - JON REGEN



Da amante delle arti visive, ho sempre pensato che le copertine dei dischi siano parte integrante del prodotto e provo un sottile piacere quando queste sono attinenti a quello che troviamo all'interno. Recentemente mi è capitato con il nuovo album di Jon Regen, "Stop Time": l'immagine ci mostra una stanza spoglia con un divano in stile anni 60 con l'artista seduto in completo scuro e cravatta nell'atto di sfogliare un giornale, lì accanto abbiamo un tavolino di modernariato con sopra una tazza da caffè, e una bellissima caffettiera Moka a far sfoggio di se.

Potrebbero bastare questi oggetti a definire la musica di Jon Regen, ma sarebbe un giochino troppo semplice. Innanzi tutto voglio ricordare che Regen è un pianista Jazz, protetto di Kenny Barron, e che nella sua carriera ha lavorato insieme a Kyle Eastwood e Little Jimmy Scott. "Stop Time" è il suo terzo album solista e vanta alla produzione il grande Michael Froom, che abilmente riesce a tirar fuori tutta l'essenza del pianista e cantante americano, senza invasioni di campo.

Essenza musicale dicevamo, come quella che si può trovare nel trio messo su da Regen: piano, basso e batteria (Davey Faragher e Pete Thomas direttamente dalla band di Elvis Costello, The Imposters) con un pizzico di chitarra elettrica che appare in un paio di brani, essenza come canzoni che raramente superano i quattro minuti, uno stile scarno che a tratti ricorda il miglior Randy Newman e il misconosciuto Bill Quateman, ma che non manca di quel calore soulful che aleggia nella scrittura pop jazz di Regen, fortunatamente scevra da onanismi cantautorali.

"Stop Time", uscito lo scorso Giugno, si è lasciato sedimentare nel mio IPod come quei vini che hanno bisogno di riposo per uscire fuori in tutta la loro brillantezza e trasparenza: al primo ascolto mi aveva lasciato quasi indifferente, successivamente è diventato un appuntamento quasi giornaliero - e come un vino robusto ti accoglie con il suo bouquet di profumi, una buona morbidezza al palato e ti lascia con una sensazione di pulito, di asciutto - così sono le canzoni dell'album.

"Run to Me", "Stop Time" e "Annie" i momenti migliori del disco, dove ad una metodica scrittura musicale si abbina l'eccellente vocalità di Regen. Belle melodie, canzoni semplici e raffinate, fuori moda, niente di più e niente di meno; quanto di meglio per accompagnare una serata in casa con le persone più care.




2 commenti:

  1. musica ,vino,donne.... buona giornata

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    1. Sta diventando un blog edonistico... :-)
      Un saluto a te !

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