lunedì 9 luglio 2012

NON E' MAI TROPPO TARDI


Se non sbaglio, il titolo del post era anche quello di un vecchio programma Rai, dove un professore, Alberto Manzi, insegnava a leggere ed a scrivere a chi nell'Italia di allora non lo sapeva fare. Stamattina invece faremo opera di alfabetizzazione sulla musica e l'arte di Michael Jackson per chi ancora non ne conoscesse le gesta. Mi aiuterà il Maestro Enrico Rava, trombettista nonché jazzman eccelso, sentiamo infatti cosa ha da dirci in proposito. A lei la parola, Maestro:
"Tutto è cominciato una sera di inizio estate dolce e tiepida come solo Roma sa regalare. Era il 25 giugno 2009, nella Cavea dell’Auditorium. Prima di noi uno stupendo concerto di Ornette Coleman. Quando siamo saliti sul palco ci è bastato abbandonarci alla magìa che Ornette aveva lasciato. E’ stato uno dei nostri concerti più belli. Più tardi, mentre esausti ma felici camminavamo verso i camerini e il pubblico continuava ad applaudire, qualcuno ci ha detto che poco prima era morto Michael Jackson.

Fino a quel momento avevo avuto rapporti molto marginali con la sua musica e del personaggio conoscevo solo le stranezze e le maldicenze da gossip. Nei giorni seguenti radio e televisione trasmettevano di continuo video e brani del King of Pop. Poi di colpo la sua musica ha cominciato ad attrarmi in modo irresistibile. Forse a darmi il colpo di grazia è stato il riff contagioso di Smooth Criminal, sta di fatto che da un certo momento in poi Michael Jackson ha invaso la mia vita. Lunghi viaggi in macchina che avrebbero potuto essere d’una noia mortale si sono trasformati in entusiasmanti sedute d’ascolto. Insieme a mia moglie Lidia ci siamo procurati tutti i suoi dischi e tutti i video che siamo riusciti a trovare. Mi sono reso conto di aver ignorato per anni uno dei grandi protagonisti della musica e della danza del 900. La visione del film This is it, che documenta le prove di quello straordinario spettacolo che la sua morte ha impedito di realizzare, mi ha colpito profondamente. Vedere questo Peter Pan cinquantenne, così fragile e vulnerabile, trasformarsi in palcoscenico in un dominatore benevolo ma assoluto, in controllo del più piccolo particolare, da una luce troppo debole a una nota di basso non abbastanza enfatizzata, dal passo imperfetto di un ballerino a una pausa musicale troppo breve. Un artista completo, assoluto, perfezionista. Un genio. Mi sono anche reso conto che i suoi dischi più recenti, da History a Invincible , se sono forse i meno gettonati, sono probabilmente tra i più interessanti. La meravigliosa call and response di Stranger in Moscow o l’emozionante melodia di Speachless. E il capolavoro assoluto: Little Susie. E per finire la versione appassionata della sua canzone preferita: Smile, di Charlie Chaplin.
A questo punto ho sentito la necessità di immergermi nella sua musica mettendoci qualcosa di mio. Ho trovato in Mauro Ottolini il complice ideale per lavorare sugli arrangiamenti. La Band non poteva che essere il PM Jazz Lab. Il luogo: l’Auditorium di Roma, dove tutto è nato.

"Ma cos'è che tiene insieme il jazz e la musica di Jacko? E' ancora il Maestro Rava che ce lo dice: «Le radici sono le stesse, quelle della musica che nasce fra gli schiavi nel sud degli Stati Uniti a fine ’800 che pesca nella memoria dei ritmi africani. Da lì arrivano jazz, funk, soul…»

Grazie Maestro. In conclusione la devo ringraziare per avermi fatto riscoprire gli album di Jackson post "Bad" e colgo l'occasione per complimentarmi con lei per aver scelto delle canzoni tratte da album che mal si prestano ad una rivisitazione in chiave jazz, o perlomeno sono più difficili da interpretare che non i lavori realizzati da Jacko con Quincy Jones. Detto tra noi il riff di "Smooth Criminal" è uno degli ultimi che merita di essere ricordato, alla pari di quelli più famosi della storia della musica. In conclusione, Rava ci dimostra, sia per chi suona che in chi ascolta, di non avere mai nessun tipo di pregiudizio, di liberarsi dai muri nel cervello e dal prosciutto nelle orecchie che un certo tipo di pensiero "talebano" vuole inocularci.

Il disco live di Enrico Rava costruito sulle musiche di Michael Jackson, "Rava on The Dance Floor" è appena uscito per la ECM, si avete capito bene, ECM, non "Pizza e Fichi". Il risultato è un disco godibile, ballabile, dove Rava è così intelligente da non stravolgere la musica di Jackson rendendola irriconoscibile.

Ma adesso, eccovi "Smooth Criminal"



E questa è "Little Susie"

10 commenti:

  1. Mitico Rava. Pensa che si vantava di aver scoperto i Beatles a 40 anni... Super Harmo!

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  2. @Tarkus
    Rava è un grande! A tratti il disco mi ricorda le sonorità di Herp Albert e la Big Band di Carla Bley. La musica di Jackson ha un feeling speciale con i jazzisti, in molti ne hanno suonato le canzoni, penso a Miles Davis e Lester Bowie, cioè mica gli ultimi arrivati!

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  3. Irriverent Escapade9 luglio 2012 12:13

    Enrico Rava e' parte di quel patrimonio artistico di cui andare fieri.
    Concordo completamente su pregiudizi o muri nel cervello rispetto all'ascolto della Musica. Sappi pero', caro Harmo, che il giorno in cui proverai a farci ricredere su gente tipo One Direction et similia, che io, oltre al prosciutto nelle orecchie mi mettero' salame sugli occhi e mortadella nel naso (sai com'e', sono a dieta, non digerisco proprio tutto)

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  4. @irriverent
    non preoccuparti, né one direction, ma nemmeno take that e boy band in generale. ahah
    @ernest
    ciao amico, thanks.

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  5. Grande post!
    Beh....comunque qualche boy band che ha fatto cose interessanti ci sarebbe anche (per non parlare in modo scontato dei JACKSON 5, alcune cose dei Backstreet Boys e altre dei Boyzone, non disdegnando del tutto alcune canzoni a firma Gary Barlow.....insomma come al solito non generalizziamo troppo).

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  6. Grande post!
    Beh....comunque qualche boy band che ha fatto cose interessanti ci sarebbe anche (per non parlare in modo scontato dei JACKSON 5, alcune cose dei Backstreet Boys e altre dei Boyzone, non disdegnando del tutto alcune canzoni a firma Gary Barlow.....insomma come al solito non generalizziamo troppo).

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  7. @diamond dog
    beh, ascolto anche le boy band quando capita (i beatles ad inizio carriera potevano essere considerati una boy band?) ma sinceramente faccio fatica ad entrare nella forma mentis per apprezzarle.

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  8. Vedi che siamo tutti schiavi delle nostre idiosincrasie?
    Anch'io faccio fatica ad entrare nella forma mentis necessaria per apprezzare M. Jackson, D. Summer e W. Houston...
    :)

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  9. @allelimo
    si, è vero. personalmente mi pongo un limite oltre al quale non riesco ad andare, pur con tutta la buona volontà. ascolto comunque, ma trovare qualcosa di buono in certi artisti..bah. sarà anche per via dell'età, questo è sicuro.

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