mercoledì 16 marzo 2016

NOVITA': UNTITLED UNMASTERED - KENDRICK LAMAR



Condannate la mia pigrizia dacchè lo scorso anno niente mi ha fatto scrivere su "To Pimp A Butterfly", album capolavoro di Kendrick Lamar. Vale come rimborso se vi parlerò di "Untitled Unmastered" ?

Uscito a sorpresa lo scorso 3 Marzo, il disco del Re di Compton è sostanzialmente una raccolta di pezzi avanzati (non scartati, attenzione) dal precedente lavoro e ribadisce, se mai ce ne fosse il bisogno, della supremazia di Lamar (in comproprietà con D'Angelo eh) nel mondo della musica black. Black si, perché ridurre l'artista nel recinto del rap o hip hop che dir si voglia sarebbe come fargli un torto.

Otto tracce senza titolo, numerate da 01 a 08, trentaquattro minuti di durata, uno stile affine a Tupac che non a Kanye West, testi in cui non troverete storie di cazzi superdotati, troie, gangster, ma racconti di colpa e redenzione, razzismo e sfruttamento della razza bianca nei confronti dei "nigga", immigrazione (ce li vedete i rapper nostrani a parlare della vergogna di Idomeni ? No eh, è vero, sono troppo presi dallo sparare cazzate sui social).

E la musica ? Lamar va dritto come un treno dentro la storia della musica nera, non fa revival, ma taglia e cuce suggestioni funk e soul, riporta il jazz alla pancia dell'ascoltatore, si diletta con la bossa, non si scorda di Prince quasi esortandolo nel tornare ad essere quello che era, va di blues minimalista nella traccia 07, financo omaggia Barry White, ascoltate l'intro della traccia 01 e poi mi direte.

Coadiuvato da musicisti fuoriserie, tra cui i grandi Kamasi Washington al sax e Thundercat al basso, "Untitled Unmastered" è un altro tassello imprescindibile per capire l'evoluzione della musica nera.

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