venerdì 11 marzo 2016

NOVITA': REFLECTIONS IN REAL TIME - KILO KISH


Forse mia figlia, più giovane di quattro anni di Kilo Kish,  saprebbe recensire meglio di me il debutto su lunga distanza, dopo tre EP, dell'artista afroamericana. Vi confesso che quando mi capita di ascoltare dischi come questo, un misto di avant r'n'b ed hip hop, dove il cantato è poco più che un'ipotesi,  mi crea una certa difficoltà proferire qualsiasi cosa che abbia un senso logico, ma forse è soltanto l'approccio che è sbagliato.

Kilo Kish dunque, o come dire delle sue paturnie di ventiseienne laureata in design tessile alla Fashion Institute of Technology messe in musica, peraltro con degli spunti interessanti; talvolta la signorina non disdegna di accennare brani con una discreta orecchiabilità, altri sono pezzi che cercano di sperimentare qualcosa di nuovo, come un affrancarsi dal già ascoltato. Il punto debole è la voce, come già detto, ma forse nel progetto di Kilo è la componente meno importante.

Venti canzoni, alcune appena accennate, specchio dei tempi, come tanti messaggi inviati all' amica del cuore via what's app o instagram, che, nel bene e nel male richiedono a noi vecchietti cinquantenni di essere compresi e accettati, non fosse altro per capire come gira la musica adesso. Vi dirò che al netto di tutto il diario in musica di Kilo Kisha non mi è dispiaciuto nemmeno tanto, e sapete una cosa, dischi così servono per tornare sulla terra e per buttare alle ortiche tutta la babbionaggine presuntuosa tipica di chi avendo vissuto la golden age della musica, pontifica da scranni fatti di presunzione. 

Ascoltate il mondo di Kilo Kisha sul vostro smartphone quando tornate a casa, male non fa, se poi sia un bluff o l'inizio di una bella storia, lo scopriremo solo vivendo, come disse qualcuno.

Nessun commento:

Posta un commento

Scrivete quello che vi pare, ma lasciate un nome.
Ogni commento offensivo sarà eliminato.