venerdì 13 novembre 2015

UNA CANZONE: WHERE OR WHEN


“Where or When” è riconosciuta come una delle canzoni più belle di tutti i tempi, fa parte del songbook di Rodgers e Hart e fu rappresentata per la prima volta a New York nel 1937, nel musical “Babes In Arms”. Opera in due atti, “Babes in Arms” narra la storia - ambientata in un piccolo paese della provincia americana ai tempi della grande depressione - di un ragazzo e di una ragazza di venti anni che insieme ai loro amici provano a mettere su uno spettacolo teatrale per evitare di essere mandati dallo sceriffo del paese a lavorare forzatamente in una "work farm", dopo che i genitori, attori di vaudeville, se ne erano andati via di casa nel tentativo di guadagnare qualche soldo come attori di strada.

La stesura originale del musical era composta da forti connotazioni politiche, si parlava di Nietszche, di discriminazione razziale e un personaggio rappresentato era di idee comuniste. “Babes in Arms” fu rappresentato dal 14 Aprile al 18 dicembre del 1937, ne verrà realizzato un film nel 1939 con Judy Garland e Mickey Rooney a cui sarà stravolta la trama lasciando soltanto la traccia principale e con soltanto due canzoni delle cinque presenti. Nel 1959 George Oppenhaimer ne trarrà una versione de-politicizzata appropriata all'oscuro periodo maccartista, cambiando la sequenza delle canzoni e l’orchestrazione, e purtroppo diverrà questa la versione più conosciuta.

Se nel musical sono presenti due canzoni monumento come “My Funny Valentine” e “The Lady is A Tramp” sarà però a “Where or When” che andranno da subito i favori del pubblico; una ballata struggente che come ha ben definito il critico Richard Corliss sul Time evoca “uno stato di estasi malinconica che fonde passato e presente, il sognatore e il sogno, l’amante e tutti i suoi amori reali e immaginari”. Rodgers e Hart ci guidano attraverso una melodia dolcissima al punto che la versione cantata da Peggy Lee con l’accompagnamento al clarinetto di Benny Goodman incisa la vigilia di Natale del 1941, ad appena due settimane dall’entrata in guerra dell’America, sarà ricordata dal critico musicale Benjamin Schwarz come una delle versioni jazz più toccanti che siano mai state realizzate, che lesse nei versi e nell'interpretazione della Lee tutta la paura per un futuro pieno di incognite dato in quel preciso momento storico.

“Where or When” sarà ricantata da tutti, e quando dico tutti intendo proprio questo: dalle versioni doo-wop di Dione and The Belmonts, alla versione italiana del Trio Lescano con l'orchestra Cetra di Pippo Barzizza, agli “standard” di Ella Fitzgerald e Frank Sinatra, al soul delle Supremes, a quella stentorea di Jane Birkin, al jazz di Sonny Rollins fino alla versione bossa nova di Diana Krall. 

 



Nessun commento:

Posta un commento

Scrivete quello che vi pare, ma lasciate un nome.
Ogni commento offensivo sarà eliminato.