venerdì 16 ottobre 2015

CLASSICI: OFF THE WALL - MICHAEL JACKSON


Se per la maggior parte degli appassionati di musica soul e non solo "Thriller" è considerato come il capolavoro di Michael Jackson, per il sottoscritto è “Off  The Wall” che rappresenta il punto massimo raggiunto dall’artista afroamericano. Benchè sia un disco stra-venduto, trovo "Thriller" un disco meno spontaneo del precedente; forse il suo grande successo è in parte dovuto ai video, questi si davvero innovativi, che accompagnarono le canzoni.  Cosa ben diversa è “Off The Wall”, prodotto da un Quincy Jones in stato di grazia e primo album solista di Jackson siglato per la Epic Records, già affrancatosi dai fratelli e dalla Motown e destinato a diventare una stella di prima grandezza.

Vi confesso che  un brano bello, fresco e sfrontato come “Don’t Stop Till You Get Enough”, messo ad apertura del lavoro, ho tentato invano negli anni seguenti a ricercarne il mood fra i più svariati artisti:  una canzone irripetibile, costruita come un ponte che unisce i vari aspetti della musica black, disco, soul e funk uniti insieme per creare qualcosa di nuovo e mai ascoltato fino ad allora.
Del resto lo stile del disco è ben diverso dalle produzioni precedenti di Jackson, quindi niente più sonorità Motown ma uno sguardo aperto a 360 gradi sul mondo del soul, un album a suo modo visionario e coraggioso, che mantiene tutta la sua freschezza a distanza di trentacinque anni dalla sua uscita. Insomma, tutto il Michael Jackson successivo parte da qui e qui ci sono tutte le intuizioni che poi sfrutterà negli anni a venire.

Il resto dell’album riserva sorprese ad ogni ascolto, se da un lato abbiamo brani che funzionano bene per il dancefloor, come “Working Day And Night” e “Get On The Floor”, dall’altro sono i brani mid-tempo ad esaltare: “Rock With You” e “Off The Wall” ambedue scritti da Rod Temperton sono due gioielli tagliati su misura per la voce di Michael e restano a tutt’oggi ineguagliati e ineguagliabili. Burt Bacharach insieme a Carol Bayer Sager ci regalano invece un brano pop semplice e cristallino come loro usavano fare: “It’s The Falling In Love”.
Il piacere sarà ricambiato da Jackson, durante una pausa delle registrazioni di “Off The Wall” partecipando in duetto con la Sager in una canzone, “Just Friends”, dal suo album solista “Sometimes Late At Night”, divenuto nel tempo oggetto di culto. “Girlfriend” è il brano che Paul Mc Cartney regalò a Jackson e che sancì l’inizio della loro collaborazione, Stevie Wonder scrisse l’ennesimo capolavoro della sua carriera, “I Can’t Help It”, brano slow dove magicamente si uniscono il pop con il soul più morbido.
La sensazione riascoltando il disco a distanza di anni è quella di un Jackson in pace con se stesso come mai dopo e di un incastro riuscito di persone che caso volle si trovassero, chi più chi meno, nel momento migliore del loro percorso artistico.


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