lunedì 2 marzo 2015

CLASSICI: STRANGE KIND OF LOVE - LOVE AND MONEY (1988)



Infausto sia chi ha coniato il termine easy listening, e sciagurati siano quelli che si attaccano ai pregiudizi che può evocare l'espressione (ci mettiamo anche il pop qui dentro, ma si dai) come scusante per evitare di ascoltare quegli artisti e quei dischi che potrebbero regalar loro anche solo per un breve attimo una piccola emozione. E maledetta sia la preclusione che si ha di fronte a determinati musicisti, in questo caso l'imputato è Jeff Porcaro, che si, bravo tecnicamente, ma freddo, brrrr, vuoi mettere con chi sa a malapena tenere in mano due bacchette. Sembra di sentirli: il non saper suonare a volte può essere un pregio. Si, forse lo sarà per alcuni, non per me, fermamente convinto da sempre che la forma e l'estetica sonora vadano a braccetto con la creatività: volete un altro nome ? Gino Vannelli !

Oppure portiamo ad esempio un disco del 1988, dove Porcaro suona in tutti i brani di una band scozzese e come un metronomo ne scandisce ogni singola canzone rendendola unica. Metti anche un produttore, Gary Katz, che ha curato la regia dell'album in questione; beh magari anche per lui c'è l'accusa di aver prodotto gli album di una band che faceva dello stile e della padronanza tecnica la propria cifra (si, si, sono gli Steely Dan e allora?) ma come Porcaro detta la linea e da corpo ai desiderata del gruppo.
Una band di ragazzi scozzesi dicevamo; pare strano che nella metà degli anni ottanta da quelle parti ci sia stato un innamoramento repentino per la musica della ditta Fagen & Becker, come se dopo la pubblicazione di Gaucho abbiano sentito il dovere di riannodare il filo di quella musica fatta di precisione e passione, e che nella ribongia (per i non toscani: la ribongia è un miscuglio di cibi avanzati riutilizzati per creare un piatto unico) di stili degli anni ottanta sembrava irrimediabilmente andata perduta.

Metti appunto i Love and Money di James Grant, cantore di quella piccola stagione che fu fonte di acqua fresca per tutti i vedovi degli Steely Dan (in questo caso preciso siamo dalle parti di The Royal Scam) e metti pure "Strange Kind Of Love" album che come minimo andrebbe rivalutato per tutte quelle canzoni (ad esempio e per sintetizzare: "Jocelyn Square", la title track, bellissima, e il singolo che ne fu tratto "Hallelujah Man") che il tempo piano piano tenta di cancellare ma che grazie alla cocciutaggine e al martellamento di chi come il sottoscritto di quei suoni si è cibato e se ne ciba ancora, saranno sempre presenti e attuali e verranno a mettervi il dubbio che forse l'easy listening non esista davvero, ma che è soltanto alimento per gli sciocchi o per chi vuole liquidare con noncuranza ciò che non è scritto nei testi di storia ufficiali. 



6 commenti:

  1. Un disco bellissimo,e un 45 giri che non mi stanco mai di ascoltare, pop di alto livello.
    Non curarti delle definizioni.
    Sempre piaciuti.
    L'ennesimo abbraccio

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    1. Ciao Sir, benvenuto nel club ! :o)
      Un abbraccione anche a te.

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  2. Una delle perle sommerse degli '80s. Lo comprai quando uscì e me ne innamorai all'istante.

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    1. Un capolavoro, disco consumato come pochi.

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  3. Come LP è una sorta di The Nightfly britannico, mi si passi il termine.
    Non credo di aver bestemmiato.
    L'ho riascoltato già tre volte.....

    Grazie Harmo

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    1. Cavolo, il paragone calza a pennello, nessuna bestemmia. Io da stamattina sono a due.
      Grazie a te.

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