domenica 21 luglio 2013

BRASIL BRASIL


L'altra sera mi è capitato di vedere su Sky Arte un film dedicato all'arte di uno dei maggiori artisti brasiliani del secolo scorso: Antonio Carlos "Tom" Jobim. Il film, che dovrebbe essere preso ad esempio su come realizzare una biografia/documentario musicale, aveva soltanto inserti musicali, nessun commento astruso da parte di esperti o presunti tali, si andava dai pezzi cantati dallo stesso Jobim alle varie cover realizzate, in una non stop di emozioni durata un'ora e mezzo. Il film ho scoperto poi che è distribuito da "Feltrinelli Real Cinema" e quindi si dovrebbe trovare in vendita anche da noi. Tra tutti i brani presentati non poteva mancare "La ragazza di Ipanema" con una piccola curiosità: nel video che accompagna il brano, c'è anche un inserto della cover italiana scritta da Girogio Calabrese e cantata da Mina. Unica nota stonata del film è che in nessuna canzone appare Astrud Gilberto, che di quelle canzoni fu l'interprete massima, strana scelta direi.
Quindi, vi lascio a Mina, e al pezzetto preciso inserito nel film e vi regalo la versione della "Garrota de Ipanema" in italiano cantata dal grande Bruno Martino, per me inarrivabile. 


4 commenti:

  1. un brano dalla costruzione melodico armonica decisamente geniale. L'ho ascoltato migliaia di volte e non riesco ancora a stancarmene. Una curiosità, in questo link si vede la donna, oggi cinquantenne, che ha ispirato il brano:
    http://www.timesfreepress.com/news/2012/jul/21/girl-ipanema-turns-50/

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    1. no, ho sbagliato, è sessantottenne...

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  2. ciao
    grande post...jobim è davvero un genio, io adoro Stoneflower il suo disco del 1971 su cti, lo sto cercando anche in versione originale, prima o poi lo troverò, lp stupendo ....

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  3. Non ho sufficiente cultura nè sulla musica nè sul modo di raccontarla per portare un commento tecnico...
    D'istinto mi è sempre piaciuta questa canzone senza tempo, cosi come ho sempre amato la calda voce di Jobim.
    Rispetto alle versioni in italiano sono completamente d'accordo sulla bellezza della versione di Bruno Martino (non a caso anche lui una voce calda).

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