lunedì 27 maggio 2013

UNA "NON RECENSIONE"


Questa è una non recensione. Dovrei parlare del nuovo album dei francesi Daft Punk ma eviterò l'argomento, tanto il singolo che sta impazzando nelle radio di tutto il mondo almeno una volta, anche per caso, lo avrete ascoltato. A chi parla di disco di "svolta" della band francese, dopo avere calpestato i territori dell'elettronica in salsa techno, mi verrebbe da dire che è il disco "copia e incolla" del duo d'oltralpe e dal momento che già dal quinto rigo di questa "non recensione" avrete già metabolizzato "Random Access Memory", vi farò ascoltare gli originali che lor signori provano a rifare. Poco importa, in questo caso che al disco abbia collaborato Nile Rodgers degli Chic, qui si diverte a rifare se stesso. Mi viene da dire che quasi quasi preferisco i Scissor Sister. Ascoltatevi gli originali va, che è meglio....

 

16 commenti:

  1. onestamente non ho mai capito cosa avessero di tanto geniale i Daft Punk.
    Quando ho sentito l'ultimo singolo mi sono chiesto se eravamo tornati nel 1979, cmq è come semppre questione di gusti.

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    1. Lo stesso vale per me. Questione di gusti, è vero, come sai però preferisco andarci davvero nel 1979, questo mi sembra un surrogato. Sai che c'è, se ne parla perché piacciono ai critici "rock", altri artisti molto più validi di loro non vengono considerati perché non fanno parte della parrocchia.

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  2. Condivido con i 2 post precedenti.

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  3. Intanto mi sono goduta gli Chic, che di lunedi mattina non sono affatto un viatico indifferente.
    Scettica per carattere, non ho mai amato i Daft Punk...ma, come dice Euterpe, è sempre una questione di gusti. Per quanto mi riguarda, io azzarderei anche che è una questione di etá.

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    1. Questione di età dici..sicuramente. Chi parla bene dei Daft Punk dovrebbe però parlare bene anche degli Chic e di Moroder, specialmente se ha l'età, perlomeno parlarne per rendere eruditi i "pischelli".

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. I Daft Punk. C'è una parola che non c'entra nulla nel nome della band e leggerla lì mi da un fastidio bestiale. Indovina quale ? :) I francesi li definirebbero Argent de poche...

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    1. Molto furbi e il bello è che ci sono cascati in molti.

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  6. Poco originali già dal nome, se poi aggiungiamo la musica... è finita. Mi sta anche bene tornare nel 1979 (grande annata) ma magari con qualche idea in più.
    In Francia sanno fare meglio altre cose senza dover scopiazzare.

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    1. Il recensore de "Il fatto quotidiano" ha definito senza mezzi termini il disco "un pacco", dicendo in sostanza quello che ho scritto sopra. Apriti cielo: dovresti leggere le risposte piccate che ha ricevuto.

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  7. personalmente non amo le non-recensioni. Se non ti piace un disco va bene ma le motivazioni devono essere un po' più interessanti di "fanno il verso alla disco degli anni 70" perché questa era proprio l'intenzione dei Daft Punk nella realizzazione del disco.
    Poi, la parola PUNK è nata MOLTO prima del Punk Rock. Daft Punk non sono Punk Rock ma sono più Punk dei Green Day.
    Ciò detto, sarà anche una questione di gusti ma... Random Access Memories ha colpito nel segno. Quasi in tutti i punti (Quasi, sì)

    JOYELLO

    http://fardrock.wordpress.com/2013/05/20/daft-punk-random-access-memories/

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    1. Mah, questione di gusti si. Personalmente trovo il disco una "furbata" , come trovo troppo comodo spacciare un copia-incolla come una genialata dicendo che "loro si che hanno capito questo tempo, fatto di ascolti a casaccio, tra uno spotify ed un itunes, ascolti in shuffle pescando nei meandri della memoria di ognuno". Sarà, a me sembra un modo per giustificare il niente che lor signori hanno prodotto. Poi, e non mi riferisco a te, chi ama tanto questi Daft Punk qui, dovrebbe riascoltarsi e bene, i musicisti che di fatto hanno realizzato il disco dei francesi: Moroder e compagnia cantante, da sempre ostracizzati da molta critica militante. Che siano più punk dei Green Day non ci piove, ma allora lo era anche Moroder, più dei Sex Pistols o dei Crass.

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    2. Il virgolettato si riferisce ad alcuni commenti che ho letto in rete, in cui questa tesi va per la maggiore.

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  8. Come ho detto in fase di recensione, io trovo il disco un po' noioso, un po' troppo lungo. Però quello che dici è ESATTAMENTE l'intenzione dei Daft Punk. Volevano fare proprio questo. Poi il marketing ha fatto il resto. "Get lucky" rimane uno dei brani più divertenti dell'estate e pazienza se somiglia a "I Want Your Love" o a "Le freak"... Hanno chiamato Nile Rodgers perché questo fosse fuori discussione. Poi. Secondo me "Giorgio by Moroder" è una cagata pazzesca. Bella l'idea di "musicare" un'intervista con Giorgissimo... ma il pezzo non sta in piedi. E che dire, allora, del brano con Casablancas? Forse Alan Parson non dovrebbe indignarsi? Mmm... no, mi sa di no: "Instant Crush" è molto meglio di "Eye in The Sky". :-)
    Insomma... è un dischetto, musica pop... ma onore al merito.
    Ma davvero ti sembra che Chic e Moroder siano così bistrattati? A me sembra che da una decina d'anni non si parli d'altro che di loro e del loro genio (oltre ai Kraftwerk)... riscolta i dischi degli LCD Soundsystem. :-)
    Joyello

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  9. perfino io... tempi non sospetti: giugno di QUATTRO anni fa:
    http://fardrock.wordpress.com/2009/06/10/fard-rock-classic-from-here-to-eternity/

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  10. Ho riletto la tua recensione giusto una mezzora fa, notevole e che fa giustizia di un grande disco, ne parlai anche io sul mio vecchio blog "Call of the West". Sono però convinto che il disco abbia ancora più estimatori, magari qualche critico rock insospettabile lo adora ma non può dirlo..chissà e che rispetto ad "I feel love" sia ancora sottostimato, perlomeno tra la critica più mainstream. I Daft Punk, una notevole operazione di marketing, questo si, non ho preconcetti sul pop, anzi, ma questo disco non riesco a digerirlo proprio..boh, sarà un mio limite.

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